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Recensione Sigma 135mm f/1.4 DG Art


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Recensione Sigma 135mm f/1.4 DG Art, testo e foto by Juza. Pubblicato il 29 Giugno 2026; 11 risposte, 2203 visite.


Il Sigma 135mm f/1.4 DG Art è un teleobiettivo da ritratto davvero unico: attualmente, è l'unico 135 F1.4 al mondo e combina un'eccezionale luminosità e stacco tra i piani con dimensioni relativamente contenute e un prezzo competitivo. Vediamo in dettaglio le caratteristiche di quest'ottica!





Costruzione e funzionalità

Il 135 F1.4 è, in un certo senso, sia l'erede del Sigma 105mm f/1.4 DG HSM Art che del Sigma 135mm f/1.8 DG HSM Art: riesce a unire l'eccezionale luminosità del primo con la focale del secondo, e cosa ancora più incredibile, nonostante il passaggio da 105mm a 135mm Sigma è riuscita a ridurre il peso, passando da 1.6kg a 1.4kg, e mantenendo dimensioni molto simili.

I 135mm f/1.8 sono ormai abbastanza comuni, tutti i principali brand offrono questa focale, quasi sempre con ottiche di qualità eccellente. Tuttavia, un 135mm f/1.4 è qualcosa di molto più estremo: sulle focali lunghe, anche 0.7 stop di differenza vanno a moltiplicare esponenzialmente peso e dimensioni. Prima di Sigma, solo un marchio aveva osato tentare una focale del genere: il Mitakon Speedmaster 135mm f/1.4, che però aveva un colossale peso di 3kg, era totalmente manuale ed è stato prodotto in appena un centinaio di esemplari, a un prezzo attorno ai 3000 euro.



Sony A7r III, Sigma 135mm f/1.4 DG Art, 1/8000 f/1.4, ISO 100, mano libera.

Il Sigma non è invece un'ottica a tiratura limitata, ma un vero strumento da lavoro che offre autofocus velocissimo, un peso tutto sommato ancora ragionevole e un prezzo attorno ai 1900 euro, pari o più basso rispetto ai 135mm f/1.8 Sony, Canon e Nikon.

La prima impressione, appena ce lo si trova davanti, è... meraviglia. La lente frontale è veramente enorme (pressapoco pari a quella di un 200mm F2.0); c'è una quantità di vetro impressionante. Le dimensioni sono relativamente compatte - è molto largo ma corto, solo 138mm, e anche per questo quando lo si prende in mano il peso è più di quanto ci si aspetterebbe da un obiettivo di queste dimensioni.

Tuttavia, anche se i suoi 1420 grammi non sono certo pochi, è comunque meno rispetto al precedente 105mm F1.4 (ma molto di più rispetto ai 135mm F1.8, che sono attorno al chilo).

La qualità costruttiva è, ovviamente, ai massimi livelli; parliamo di un obiettivo professionale, robusto e tropicalizzato, e anche il peso contribuisce a dare un'impressione di grande solidità. Una caratteristica unica di questo 135mm è il collare per treppiede, cosa che solitamente troviamo solo sui supertele: ma visto il peso, il collare torna molto utile per bilanciare l'ottica quando si scatta su treppiede. Il piedino è compatibile direttamente con le teste in stile Arca-Swiss, senza bisogno di piastra.



Sony A7r III, Sigma 135mm f/1.4 DG Art, 1/320 f/1.4, ISO 1600, mano libera. Quando cala la luce, un diaframma luminoso può davvero fare la differenza. Con un classico zoom f/2.8, il tempo di scatto di questa foto sarebbe stato 1/80, risultando quasi certamente in un'immagine mossa.

Subito dopo il collare, troviamo la ghiera dei diaframmi, con possibilità di attivare o disattivare il click, seguita dal selettore di messa a fuoco e un pulsante personalizzabile. Infine, abbiamo la ghiera di messa a fuoco manuale, di tipo focus by wire, come su tutte le ottiche moderne.

Il paraluce in dotazione è enorme, "da supertele": una volta montato, il 135 F1.4 potrebbe essere facilmente scambiato per un 200 F2 o un 300 F2.8 (ed effettivamente, queste ottiche sono... quasi parenti: il 135 F1.4 con moltiplicatore 2X diventerebbe un 270mm F2.8). Su focali del genere comunque vale la pena di montare sempre il paraluce, sia per proteggere l'enorme lente frontale da urti e graffi che per ridurre riflessi e flare.

Nel complesso, il 135mm F1.4 è certamente un obiettivo impegnativo, ma comunque senza arrivare a pesi e ingombri proibitivi, e il maggior peso rispetto ai 135 F1.8 è ricompensato da un'eccezionale stacco tra i piani.



Sony A7r III, Sigma 135mm f/1.4 DG Art, 1/1250 f/1.4, ISO 800, mano libera.



Qualità d'immagine

Ho testato il Sigma 135mm f/1.4 DG Art sul sensore da 42 megapixel della Sony A7r III; anche se il senso di questo obiettivo è essere utilizzato quasi sempre a tutta apertura, a titolo di curiosità ho incluso anche diaframmi più chiusi.

Vediamo come sempre i ritagli al 100% dal file RAW, osservando angolo e centro ai principali diaframmi.




La qualità d'immagine è pressoché perfetta. Al centro, la risoluzione supera abbondantemente i 42 megapixel del sensore: gli artefatti colorati di aliasing non sono un difetto della lente, ma un limite della fotocamera che si verifica quando la risoluzione del sensore è superata da quella dell'ottica. Sicuramente un obiettivo del genere non avrà alcuna difficoltà anche sul nuovo sensore da 66 megapixel della Sony A7r VI, e probabilmente potrebbe arrivare anche ben oltre!

Negli angoli, anche a f/1.4 la qualità è eccellente; si nota solo un leggero miglioramento chiudendo a f/2, mentre un'ulteriore chiusura del diaframma non porta miglioramenti; anche qui l'ottica supera la risoluzione del sensore.

La vignettatura è abbastanza marcata a tutta apertura, ma scompare rapidamente chiudendo di un paio di stop; è possibile correggerla via software, ma nella maggior parte dei casi non sarà necessario, dato che giova al look finale della foto.

Non c'è aberrazione cromatica visibile, e anche la distorsione è molto moderata, al punto che non è necessario utilizzare correzione via software, cosa rara sulle lenti moderne.



Sony A7r III, Sigma 135mm f/1.4 DG Art, 1/1250 f/1.4, ISO 800, mano libera.



Sul campo

Nell'uso pratico, la prima cosa che ho notato è che il peso, seppur considerevole, non è mai stato un reale problema. Tra ottica e fotocamera arriviamo attorno ai 2kg: certamente non è poco, ma è ancora un peso gestibile, e il fatto che l'obiettivo sia relativamente corto lo rende più "bilanciato" rispetto a teleobiettivi che hanno peso simile, ma lunghezza molto superiore.

La profondità di campo è quella di un f/1.4: ovviamente non è tanta, ma comunque non è diversa da quella di un 50 f/1.4 o 35 f/1.4, bisogna sempre ricordare che con l'aumentare della focale quello che cambia non è la profondità di campo (che a parità di diaframma è uguale su qualsiasi focale) ma lo stacco tra i piani dato dal maggiore ingrandimento dello sfondo che avremo con le focali più lunghe.

La messa a fuoco è veloce e silenziosa, e con le moderne fotocamere dotate di riconoscimento volto e occhio diventa molto facile agganciare con precisione sugli occhi, sfruttando al meglio la ridotta profondità di campo. Ovviamente, in caso di necessità è possibile chiudere il diaframma, anche se come per altre ottiche che fanno del diaframma luminoso il loro punto di forza, è un obiettivo che ha senso se si pensa di utilizzarlo quasi sempre a tutta apertura.

Non è presente stabilizzazione d'immagine, ma questa mancanza è compensata da una parte dal diaframma luminosissimo, e dall'altra dalla stabilizzazione in-camera ormai presente su quasi tutte le mirrorless fullframe.



Sony A7r III, Sigma 135mm f/1.4 DG Art, 1/1600 f/1.4, ISO 800, mano libera.

La qualità d'immagine, come mi aspettavo dai risultati stellari dei test in studio, è ai massimi livelli: nitidezza impeccabile abbinata a un bel bokeh e a un'enorme separazione tra soggetto e sfondo. La distanza di lavoro è ovviamente molto più elevata rispetto a un 50mm o 85mm, e questo può essere sia un pregio che un difetto; dipende ovviamente dall'ambiente in cui vi trovate. In interni potrebbe essere un po' limitante; in esterni non è un problema, e anzi in certi casi avere una maggiore portata è di grande aiuto per scene dove non è possibile avvicinarsi troppo.

Ho sperimentato l'obiettivo in varie situazioni, dalle foto di famiglia al matrimonio, per concludere col reportage di un evento - il vivace e coloratissimo Palio delle Contrade di Bobbio, di cui potete vedere le foto in questo articolo. Negli ultimi anni, ho avuto modo di sperimentare un po' tutte le ottiche da ritratto, dai 28mm del 28-45 F1.8 ai 200mm del 200 F2, e ciascuna ha la sua vocazione: i 28 e 35mm sono ideali per il reportage, l'85mm è da ritratto puro, il 50mm è un po' una via di mezzo tra i due (ma lo vedo più votato al ritratto che al reportage o street), e il 200mm è un'ottica da sport, quindi da foto d'azione, prevalentemente a figura intera, e solo occasionalmente ritratto (anche se comunque eccelle anche in questo ambito).

Il 135mm è troppo corto per lo sport, e decisamente troppo lungo per il reportage: direi che è un obiettivo puramente da ritratto "non ambientato", ideale per shooting con modelle o per situazioni un cui si vuole isolare il soggetto dal contesto, riprendere un dettaglio o una singola persona all'interno di un evento. Sostanzialmente, è una scelta interessante per chi apprezza l'85mm, e desidera un'ottica che abbia una vocazione simile ma con caratteristiche ancora più spinte.



Sony A7r III, Sigma 135mm f/1.4 DG Art, 1/1250 f/1.4, ISO 200, mano libera.



Conclusione

Sulla qualità del Sigma 135mm f/1.4 DG Art c'è poco da dire: è eccellente sotto tutti i punti di vista, compreso il prezzo (circa 1900 euro), cifra più bassa rispetto ai 135 f/1.8 dei tre big. Quello che è fondamentale valutare è quindi se si tratta dell'ottica adatta per le proprie esigenze: è un obiettivo di grande fascino, ma molto più specialistico rispetto alle altre ottiche "serie f/1.4".

Personalmente, lo vedo come una scelta ideale per chi fa ritrattistica o fotografia di matrimonio, ma comunque abbinato anche a focali più corte - magari l'ottimo Sigma 28-45 f/1.8 per coprire le situazioni dove lo spazio è poco o dove si vuole dare un taglio più reportagistico, lasciando invece al 135mm il compito di creare scene più "astratte" dal contesto, per le situazioni dove il look unico creato dalla combinazione tra focale lunga ed enorme luminosità permette di valorizzare al massimo la scena.

Il Sigma 135mm f/1.4 DG Art è disponibile presso i rivenditori autorizzati Sigma Italia - Mtrading.

Inoltre, sul sito ufficiale Sigma Italia potete anche iscrivervi alla newsletter per ricevere le ultime novità dal mondo Sigma!



Sony A7r III, Sigma 135mm f/1.4 DG Art, 1/1600 f/1.4, ISO 800, mano libera.




Risposte e commenti


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avatarsenior
inviato il 29 Giugno 2026 ore 9:04    

Come il 105 prima, questa e' da gustare anche a fotocamera sul tavolo.

Anche se poi, proprio in quel momento, quando ti riposi la schiena inizi a chiederti (come col 105), perché hai comprato un mattone bellissimo e nitidissimo se già i concorrenti staccano abbestia, sono nitidi e tanto anche loro e pesano molto meno.

E nonostante tutto mi piace e tanto!

avatarjunior
inviato il 29 Giugno 2026 ore 10:11    

Queste lenti da 135mm sono eccezionali.... Anche troppo, però!
Va bene lo stacco tra i piani, va bene il bokeh, va bene la nitidezza a TA, ma alla fine è tutto così perfetto che i soggetti in primo piano sembrano "quasi" appiccicati malamente in pp. (sto esagerando volutamente)
Forse, e lo dico umilmente, le lenti della prima decade del 2000 avevano quella pastosità che restituiva immagini più naturali.

Grazie per la recensione comunque!

avatarsenior
inviato il 29 Giugno 2026 ore 10:47    

Bellissimo obiettivo ad un prezzo ragionevole,

avatarjunior
inviato il 29 Giugno 2026 ore 12:04    


La profondità di campo è quella di un f/1.4: ovviamente non è tanta, ma comunque non è diversa da quella di un 50 f/1.4 o 35 f/1.4, bisogna sempre ricordare che con l'aumentare della focale quello che cambia non è la profondità di campo (che a parità di diaframma è uguale su qualsiasi focale) ma lo stacco tra i piani dato dal maggiore ingrandimento dello sfondo che avremo con le focali più lunghe.


Presa alla lettera è un può fuorviante: se mantieni la stessa distanza dal soggetto, un 35 mm f/1.4 e un 50 mm f/1.4 hanno una profondità di campo diversa: il 50 mm ne ha meno. Se invece cambi la distanza per mantenere la stessa inquadratura facendo un passo indietro con il 50 mm, allora la profondità di campo diventa simile

avataradmin
inviato il 29 Giugno 2026 ore 13:05    

certamente, ovviamente si intende a parità di inquadratura :-)

avatarjunior
inviato il 29 Giugno 2026 ore 16:09    

Aspetto comparativa con il Plena e poi decido. Che vetro, mamma mia!

avatarsenior
inviato il 29 Giugno 2026 ore 16:29    

E si tanta roba, anche se con sigma fotografo in bianco e nero, i colori non mi fanno impazzire, comunque insieme al sigma 15mm f 1.4 fish eye per lo street notturno mi stanno dando tante belle soddisfazioni.

avatarsenior
inviato il 29 Giugno 2026 ore 16:53    

DavideGI, se hai Nikon, oltre al Plena, penso tu abbia solo Viltrox Lab e 7Artisans; Questo Sigma c'è solo per FE-mount e L-mount.

avatarjunior
inviato il 29 Giugno 2026 ore 16:54    

Un sogno... Prima o poi..

avatarsupporter
inviato il 29 Giugno 2026 ore 17:53    

Meraviglioso....

avatarsenior
inviato il 29 Giugno 2026 ore 23:50    

Sono lenti eccezionali ma pesano un casino l'ideale sarebbe avere ottiche più piccole con una qualità simile. Mi sembra di tornare alle reflex tanto vale avere anche un bel corpo coriaceo per aver un buon bilanciamento. Alla lunga stufa il peso e gli ingombri lo sfrutti poco da amatore. Ci sono stati 135 che hanno fatto la storia anche molto più minuti. Una lente non per tutti è un taglio che lo ami o lo odi , se lo fai tuo lo puoi utilizzare per ogni genere.





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