La coppia è sempre guardinga prima di entrare nel nido, si ferma un pò prima di rassicurarsi che non vi sia qualche predatore nelle vicinanze, se allarmati lasciano la pianta e si allontanano. Ritorneranno solo quando si sentiranno sicuri.
SCHEDA TECNICA
Il picchio nero è specie politipica, per la quale sono riconosciute due sottospecie, distribuite nella regione eurosibirica.
La Paleartica occidentale è interessata dalla sottospecie nominale
Dryocopus martius martius, diffusa dalla Francia al Giappone, mentre la sottospecie
Dryoporus martius khamensis è diffusa nel sud-ovest della Cina (Mackinnon e Phillipps 2000).
In Italia il picchio nero è specie
S sedentaria,
B nidificante,
Mirr migratrice irregolare,
W svernante (Brichetti e Fracasso 2014).
Riconoscimento
La specie in questione, ha le dimensioni simili a quelle di un grosso Corvide, poco più piccolo di una Cornacchia, il colore nero di tutto il corpo, il collo sottile, le forme slanciate con ali arrotondate e la lunga coda appuntita, lo rendono inconfondibile sia posato che in volo.
Anche le dimensioni e il colore del becco, grigio avorio che pare bianco a distanza, rappresentano caratteri utili per distinguerlo. A distanza ravvicinata si può apprezzare l'occhio biancastro.
Il piumaggio è completamente nero ad eccezione della cresta rossa sul capo che presenta estensione e dimensioni differenti in relazione al sesso degli individui; nel maschio si estende dalla base del becco fino alla nuca, mentre nella femmina ha estensione più limitata, interessando solo la nuca. Si tratta quindi di una specie che presenta dimorfismo sessuale. La distinzione del sesso, anche dei nidiacei, è possibile sempre tramite l'osservazione dell'estensione della cresta rossa, già a partire dalla seconda-terza settimana di età: le penne rosse sul capo tra il 10 e il 13esimo giorno di età (Gorman 2011).
Il comportamento in volo costituisce elemento distintivo della specie; rispetto alle altre specie di picchi, infatti, vola una traiettoria rettilinea, anziché ondulata, come tipico dei picchi che alternano fasi di volo battuto e planato.
La riproduzione
E' specie monogama e territoriale che nidifica con coppie isolate in cavità scavate negli alberi, spesso rioccupate nel corso degli anni. In bibliografia è riportato il caso di un Abete bianco che è stato utilizzato dal 1972 fino almeno al 2003 (Pedrini et altri 2005). Si tratta comunque di un caso limite perché, di solito, la maggior parte delle coppie di Picchio nero scava ogni anno e per una nidiata - nel caso in cui fosse deposta una seconda covata di rimpiazzo - un nuovo nido, collocato nella parte medio-alta del tronco di alberi maturi, ma al disotto della chioma (Gariboldi e Ambrogio 2006). Entrambi i sessi sono pronti a nidificare a partire dal secondo anno di età (Christensen 2002).
L'attività di scavo, portata avanti da entrambi i membri della coppia, costituisce anche parte dell'attività di formazione e consolidamento della coppia. Sembra infatti esistere uno stimolo istintivo all'attività di scavo per cui, anche una coppia che ha deciso di nidificare in una cavità già utilizzata in precedenza, inizia a scavare una nuova cavità nelle vicinanze (Gorman 2011).
Ogni coppia può quindi avere e mantenere, nel proprio territorio, più cavità, scegliendo di anno in anno una per la nidificazione; durante tutto l'anno, le cavità utilizzate in passato sono riutilizzate anche per il riposo notturno (Brichetti e Fracasso 2007).
Durante le attività di corteggiamento, il maschio attira la femmina con tambureggiamento e grida di richiamo, per poi esibirsi davanti ad essa in atteggiamento di "contemplazione", con la testa piegata e con caratteristici voli con coda e testa ripiegate
(fluttering); mostra poi alla femmina la cavità scelta per la nidificazione (Gariboldi e Ambrogio 2006).
La nidificazione può cominciare in qualunque momento, da febbraio ad aprile, in funzione di una serie di fattori prossimi e remoti (condizioni metereologiche, copertura nevosa del terreno, temperatura media dell'inverno (Gorman 2011).
Entrambi i membri della coppia partecipano alla cova e, durante il cambio, comunicano tra di loro con vari segnali sonori (tambureggiamento, e richiami). Come è tipico per i Picidi, ma anche per le specie che nidificano in cavità, le uova del Picchio nero sono bianche e lucide, venendo meno la necessità di essere colorate o mimetiche per confondersi con l'ambiente circostante. Inoltre la colorazione bianca permette agli adulti di individuarle all'interno della cavità scura (Gorman 2011). Anche i piccoli sono nidicoli e vengono allevati da entrambi i genitori: dopo la schiusa gli adulti li alimentano al nido fino all'involo.
Una volta involati i giovani rimangono in compagnia del maschio per uno o due misi prima di allontanarsi definitivamente (Gariboldi e Ambrogio 2006).
Alimentazione e nicchia trofica
Il picchio nero, a dispetto dell'adattabilità è uno specialista in termini di nicchia trofica. La sua dieta è in gran parte costituita da formiche (predate in tutte le fasi del loro sviluppo, adulti, pupe e larve), tra le quali predilige le grandi formiche del genere
Camponotus che costruiscono il proprio nido all'interno dei tronchi morti o deperenti. Anche gli insetti xilofagi - coleotteri, i miriapodi - millepiedi e centopiedi, e i lombrichi costituiscono frazione importante della dieta (Blume 1996).
Nonostante questo alto livello di specializzazione, le condizioni locali, il clima, le condizioni metereologiche e l'abbondanza delle possibili prede influenzano in diversi modi l'alimentazione del Picchio nero, che si dimostra anche opportunista, nutrendosi di una varietà di invertebrati, come pure di vegetali.
In ambiente alpino e prealpino anche i formicai a cumolo
(acervi), costruiti da alcune specie ammassando grandi quantità di materiale (prevalentemente aghi di conifere), costituiscono un'importante risorsa alimentare sia per il Picchio nero sia per altre specie di Picidi, in particolare per il Picchio verde.
In ultima analisi, pur dimostrandosi opportunista e capace di adattarsi alla disponibilità del momento, il Picchio nero ricava dagli insetti, e dalle formiche in particolare, la maggior quantità di cibo di cui necessita per se e per l'allevamento delle nidiate.
Diversamente dagli altri Picidi, i pulli di questa specie sono alimentati con cibo rigurgitato dagli adulti direttamente nell'esofago, questo permette agli adulti un trasporto del cibo più efficiente; con minori passaggi al nido sono in grado di alimentare comunque i membri della nidiata (Gorman 2011).
A servizio dei rapaci notturni
Dal punto di vista ecologico, quale escavatore primario di cavità - spesso riutilizzate da un gran numero di specie di diverse classi animali - il Picchio nero è considerato
specie chiave di volta (keyston species), per il suo ruolo cruciale svolto nell'ambiente forestale (Simberloff 1998).
Le cavità scavate da questo picchio sono spesso riutilizzate in anni successivi da altre specie che nidificano in cavità (Storno, passeri, Picchio muratore e cince) ma anche Imenotteri sociali e alcune specie di mammiferi. Sono inoltre fondamentali per la nidificazione della Civetta nana
(Glaucidium passerinum) e della Civetta capogrosso
(Aegolius funereus) sull'arco alpino.
Le cavità scavate dal Picchio nero possono servire ad altre specie, per esempio l'Allocco
(Strix aluco), ma anche in diverso modo, ad esempio in occasione di violenti temporali o vento forte può succedere che i tronchi degli alberi si rompano proprio in corrispondenza delle cavità di nidificazione, che ne costituiscono il punto debole, spesso danneggiato anche dai funghi lignivori (i quali sono causa di carie bruna o cubica e carie bianca o fibrosa), dal gelo o da una combinazione di questi fattori. La cavità di nidificazione si apre così verso l'alto, creando un camino, ancora utile per la nidificazione o per il riposo di altre specie.
Bibliografia
Storia naturale dei Picchi in provincia di Varese - quaderni del GIO 3 - Gruppo Insubrico Ornitologico, 2018
Risposte e commenti
Che cosa ne pensi di questo articolo?
Vuoi dire la tua, fare domande all'autore o semplicemente fare i complimenti per un articolo che ti ha colpito particolarmente?
Per partecipare iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti, partecipare alle discussioni e sfruttare tutte le funzionalità
di JuzaPhoto. Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.