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Da Grand Teton a Las Vegas


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Da Grand Teton a Las Vegas, testo e foto by Seipuntozero. Pubblicato il 30 Gennaio 2026; 0 risposte, 625 visite.


Ciao a Tutti.

Questo articolo, sempre come una sorta di diario di viaggio, è la seconda parte del mio tour 2024 negli U.S.A. e più precisamente il percorso fatto una volta usciti dallo Yellowstone Park ed entrati nel Grand Teton National Park fino alla sua conclusione a Las Vegas.....Buona continuazione.

Giovedì 20 giugno 2024 – da Yellowstone Park a Jackson Hole

Lasciamo Yellowstone con tristezza, consapevoli che a causa del meteo poco favorevole, la vastità del parco stesso e soli due giorni a disposizione non siamo sicuramente riusciti a vedere tutte le meraviglie che il parco può ancora offrire.

Uscendo da Yellowstone in direzione sud, si entra quasi immediatamente nella parte nord del Grand Teton National Park.
L’ingresso costa 35$ a vettura, ma “probabilmente” uscendo dallo Yellowstone ed entrando direttamente nel Teton come abbiamo fatto noi è gratuito: infatti non incontriamo nessun check-point dei Ranger; sarebbe comunque stato un ingresso compreso nella tessera parchi.

Il parco può essere attraversato da nord a sud con la veloce statale US-287 prima e successivamente la US-191 fino a Jackson Hole.

Consiglio personale: prima di immettersi sulla US-191 deviare verso destra e seguire per Jackson Lake Junction, prendendo (come noi) la Teton Park Road, una strada panoramica che costeggia in parte il Jackson Lake e per intero tutta la Catena Montuosa del Grand Teton, da cui il parco prende il nome.

Nella foto: la parte iniziale della Teton Park Road


Il monte Owen, a destra della riga centrale gialla con i suoi 3.940 m s.l.m. è la seconda montagna più alta, mentre a sinistra della riga gialla si nota la vetta del Grand Teton, che con i suoi 4199 m s.l.m. è la cima più alta di tutto il parco; almeno un'altra decina di vette superano i 3.600 m, rendendo così tutta la catena montuosa una meta ambita dagli scalatori americani.

Dopo un panino con salsiccia e bacon presso il Jenny Lake Visitor Center lasciamo il parco dirigendoci verso Mormon Row, un antico insediamento mormone da tempo abbandonato.
Le strutture sono ancora ben conservate, al punto che i fienili incorniciati tra le montagne siano tra i più fotografati di tutto il Wyoming e appaiono in molte immagini dello Stato.


Questi insediamenti abbandonati fanno anche da “location” per i matrimoni e sembrano essere anche molto “wow”.



Arriviamo nel primo pomeriggio a Jackson Hole, abbiamo una camera prenotata presso il THE LEXINGTON AT JACKSON HOLE veramente spaziosa da sembrare una suite; peccato doverci passare una sola notte.
Piccolo giro per la città: è soprattutto una località sciistica infatti ha ospitato anche diverse gare della Coppa del Mondo di sci.

Tappa odierna non molto lunga a livello di percorrenza con 173 Km.
Cena al Million Dollar Saloon, una delle migliori fino ad ora anche se il conto non è stato tra i più economici.

Ci concediamo una meritata notte di riposo e poi pronti a ripartire.

Venerdì 21 giugno 2024 – da Jackson Hole a Salt Lake City

Il trasferimento di oggi non offre molte possibilità a livello escursionistico, decidiamo allora di passare il confine ed entrare per un breve tratto in Idaho.
Possiamo così “vantarci” di aver aggiunto un altro stato alla nostra collezione; arriviamo fino a Soda Springs, facciamo rifornimento di carburante, aggiungiamo un centinaio di chilometri alla tappa e poco dopo entriamo nello stato dello Utah.

Senza ulteriori deviazioni arriviamo quindi in quella che è la capitale dello Stato, Salt Lake City, altra località sciistica molto famosa ricca di impianti e piste da sci tra le migliori degli States, resa celebre anche per avere ospitato nel 2002 i XIX Giochi Olimpici Invernali.



Arriviamo troppo presto per il check-in previsto dalle 16:00 in hotel, optiamo quindi per una visita al Great Salt Lake, il grande lago salato secondo come grado di salinità solo al Mar Morto.



Rientriamo in città e prendiamo possesso della nostra camera: alloggeremo per una notta al Radisson Hotel Salt Lake City Downtown.
Prima di cena abbiamo tempo per una visita della Capitale dello Utah: visitiamo Il Grande Tempio Mormone, purtroppo in fase di restauro con relative impalcature attorno, Tample Square (il centro città) e il Campidoglio (foto sotto).


Azzardiamo per la cena un ristorante italiano: scelgo i bucatini all’amatriciana, direi tutto sommato buoni.

I chilometri percorsi oggi sono stati 520, niente male per una tappa che doveva essere di solo trasferimento.

Sabato 22 giugno 2024 – da Salt Lake City a Moab

Lasciamo Salt Lake City e dopo circa 45 minuti facciamo sosta per il rifornimento di carburante a Provo, tranquilla cittadina di origine mormone. Approfittiamo della pausa per fare colazione e troviamo un locale dove ci viene servito anche un buon caffè espresso.

Ci rimettiamo in marcia guidando fino alla sosta di mezzogiorno, pranzando con il primo hamburger e patatine da McDonald’s.
Non faremo più soste e dopo circa tre ore arriviamo a Moab, dove staremo per due notti al BEST WESTERN PLUS GREENWELL INN che sarà la nostra base di partenza per le visite a Canyonlads National Park e Arches National Park.

Dedichiamo le ore del pomeriggio al Dead Horse Point State Park.
Pensavamo a questa come una parte di Canyonlands, ma in effetti si tratta di una zona indipendente, con un suo ingresso e un costo di 20$ a vettura non compreso nella tessera parchi, non essendo di fatto un parco nazionale.

La visita non comporta particolari difficoltà ed è abbastanza breve, ma sicuramente interessante come vedremo.


La caratteristica del posto è la forma a ferro di cavallo che assume il fiume Colorado, simile all’Horseshoe Bend a Page in Arizona.
Le piogge dei giorni precedenti hanno di fatto cambiato il colore delle acque del fiume: scendendo dalle rocce circostanti di colore rosso, la pioggia ha mutato il verde smeraldo del Colorado in un colore vagamente rossastro.

Una curiosità riguardo al parco: anche se non sempre si riconosce a prima vista, la fotografia sotto è il luogo da dove Susan Sarandon e Geena Davis si lanciano nel vuoto con la macchina nella scena finale del film Thelma & Louise.



Rimanendo in tema di macchine, uscendo da Horse Point sulla via del ritorno in hotel, un sasso perso da un veicolo che ci precedeva colpisce il nostro parabrezza, lasciando una scheggiatura a forma di cerchio nella zona del lato passeggero.
Anticipo da subito che il giorno successivo acquisteremo un kit fai da te per “tamponare” il danno, sperando di arrivare alla riconsegna dell’auto tra cinque giorni senza incorrere nella rottura completa del parabrezza.

Finiamo la giornata con una pizza, non proprio in stile italiano, ma alla fine niente male e 451 Km percorsi.

Domenica 23 giugno 2024 – Moab

La giornata si preannuncia molto calda già dalle prime ore del mattino: dal parco di Yellowstone alle rocce di Moab abbiamo subito, in sei giorni, uno sbalzo termico superiore ai 35 gradi.

Dedichiamo il mattino all’Arches National Park, un’area protetta che tutela oltre 2.000 archi in pietra arenaria.
L’ingresso costa 30$ a vettura, ed è compreso nella tessera parchi, ma serve fare una prenotazione con largo anticipo per la fascia oraria di entrata, come per il Rocky Mountain; è da richiedere sul sito: www.recreation.gov/timed-entry al costo di 2$: anche in questo caso abbiamo scelto la fascia oraria 9:00-10:00 e una volta entrati non c’è limite di tempo per uscire.

Ovviamente, come spesso succede, è impossibile vedere tutto, e si devono prendere delle decisioni cercando di ottimizzare il proprio percorso; un aiuto importante viene dato dalla Arches Scenic Drive, la strada panoramica che attraversa il parco, ricca di indicazioni riguardanti le varie aree in cui fermarsi per delle viste mozzafiato.
Sarebbero tantissime le foto da proporre, mi limito al Double Arch, una delle zone iconiche del parco.


Altra zona che spesso passa in secondo piano a causa di archi più famosi nelle vicinanze è Turret Arch dove è stata girata la scena iniziale di Indiana Jones e l'ultima Crociata (foto sotto).



Girando tra gli archi la mattinata passa velocemente e nel primo pomeriggio facciamo il nostro ingresso a Canyonlands National Park.

Canyonlands è il parco più grande dello Utah, il costo di ingresso è di 30$ a vettura e anche qui si può usare la tessera parchi.
Anche se sono presenti alcuni archi, il parco è completamente diverso da Arches; formato da Altopiani e Profondi Canyon è una sterminata zona desertica.
Diviso sostanzialmente in quattro distretti distinti:
Island in The Sky.
The Maze.
The Needles.
Horseshoe Canyon Unit.
Le aree non sono collegate tra loro da nessuna via di comunicazione.

The Maze: è poco visitata, con strade sterrate da percorrere con fuoristrada 4x4.
The Needles: occupa la parte sud-est, è adatta principalmente a tutti gli amanti del trekking e richiede molta fatica e un buon allenamento fisico.
Horseshoe Canyon Unit: è la più estrema, separata anche fisicamente dagli altri, raramente frequentata anche dai turisti americani; l’unico motivo per visitarla sono alcune incisioni rupestri risalenti a circa 8000 anni fa.
Island in The Sky: occupa la parte nord ed è il distretto più panoramico, meglio visitabile per via della strada che lo attraversa e da ultimo è il più vicino a Moab.

Concentreremo quindi la nostra visita esplorando i panorami di questo distretto.

Percorreremo la strada asfaltata fino a Grand View Point Overlook, dove dovremo fare inversione e tornare indietro.
Cercheremo di non perdere molto tempo: anche se siamo in una zona desertica i cambiamenti di clima improvvisi non sono così rari e in lontananza già si vede la pioggia in arrivo.
Il punto più spettacolare è senza dubbio Mesa Arch, raggiungibile a piedi in circa 45 minuti A/R da dove si lascia l’auto.

Arrivati sotto all’arco la vista è “pazzesca” e merita la camminata sotto il sole (la pioggia per fortuna è ancora lontana ma i tuoni arrivano distintamente).


Ritorniamo alla macchina e ci dirigiamo verso Grand View Overlook, dove il fondo del canyon sembra impresso da una mano.



In questo punto la strada finisce, il sole viene oscurato del tutto dalle nuvole e la temperatura scende velocemente; arrivano anche le prime gocce di pioggia.
Facciamo inversione e ci dirigiamo verso l’uscita; scendendo la strada è parecchio bagnata ma non piove: un buon segno ci stiamo lasciando il temporale alle spalle.

Arriviamo a Moab e ci dirigiamo in hotel a prepararci per la cena; nonostante tutto in città troviamo ancora molto caldo.
Abbiamo percorso oggi 235 Km, tra rocce e zone desertiche.

Ottima la cena a base di pollo grigliato e verdure: non ricordo come si chiamasse il ristorante, ma il proprietario Esteban è chiaramente di origini ispaniche.

Ultima notte a Moab: i giorni passano velocemente e da domani ne mancheranno solo quattro al termine del nostro tour, ma ci sono ancora panorami che ci aspettano.

Lunedì 24 giugno 2024 – da Moab a Bryce Canyon City

Lasciamo Moab alle 8:30 dopo una abbondante colazione in hotel; non essendoci altre strade dobbiamo tornare indietro per parecchi chilometri sulla US-191 fino alla intersezione con la I-70 e appena possibile cercare le indicazioni verso Torrey.
La nostra intenzione è immetterci in quella che risulta essere una delle più belle strade del Nord America, la Scenic Byway UT-12 che partendo da Torrey ci porterà direttamente alla destinazione finale di oggi.

Prima di arrivare a Torrey, una piccola deviazione ci fa raggiungere un altro parco, il Capitol Reef National Park.

Principalmente il parco si divide in tre zone visitabili: L’area di Fruita con il villaggio storico, Waterpocket District, un’area a sud con spettacolari vedute della Barriera (reef) Geologica che attraversa, per tutta la sua lunghezza, il parco e Cathedral Valley, un’area remota a nord conosciuta per le sue Cattedrali di Roccia. L’ingresso costa 20$ per vettura, compreso nella tessera parchi (anche se non incontriamo nessun check-point di controllo).
Purtroppo dobbiamo limitarci al villaggio storico di Fruita, un antico insediamento mormone da dove parte la Scenic Drive di Capitol Reef che attraversa il parco da nord a sud, ma per motivi non meglio precisati è chiusa al traffico.

Il parco prende il nome da Capitol Dome, il monolite di roccia bianco che ricorda vagamente il Campidoglio di Washington (Capitol Hill) e dalla barriera (Reef) che lo attraversa.

Foto sotto: Capitol Dome


La parte più agevole da visitare è quindi l’insediamento di Fruita, con enormi frutteti, l’immancabile granaio mormone e la vecchia scuola.
Interessante sempre a Fruita la Gifford House Store and Museum, la casa dei Gifford dove è possibile assaggiare e comprare ottime torte di frutta.
Altra particolarità: a Fruita si può raccogliere la frutta direttamente dagli alberi portandola via ad un costo irrisorio oppure se mangiata direttamente sul posto non costa nulla.

Ma il tempo passa ci dirigiamo quindi verso Torrey dove, come previsto dal nostro programma, faremo ingresso sulla già citata Scenic Byway UT-12.

La strada lunga 200 chilometri inizia tra verdi foreste, per poi salire di quota fino alle montagne con tratti percorsi tra pareti di roccia oppure a strapiombo sul fondo valle. I paesaggi cambiano velocemente e serve molta attenzione durante la guida per non essere distratti dal panorama che ci circonda.
Senza ulteriori deviazioni, la Scenic UT-12 ci conduce direttamente al termine della tappa odierna.



Arriviamo all’entrata ufficiale del Bryce Canyon National Park alle 14:30, mostriamo la nostra tessera parchi (altrimenti il costo è 35$). Superato l’ingresso ci dirigiamo al Visitor Center più vicino per valutare se usufruire del servizio navetta oppure se decidere per la visita in autonomia.
Decidiamo per la visita in autonomia seguendo la Scenic Drive da nord a sud come farebbero le navette, ma con più libertà per i tempi di sosta.

I “Point” Panoramici da non perdere assolutamente sono:
Sunrise e Sunset Point.
Inspiration Point.
Bryce Point.
Farview Point.
Natural Bridge.
Agua Point.
Rainbow Point. (dove la strada panoramica termina e si torna indietro).
Nella foto sotto: Yovimpa Point, uno scorcio del Brice Canyon "poco fotografato" ma che secondo me merita una sosta fotografica.



Come sempre tutti i punti panoramici sono ben segnalati e con la possibilità di lasciare l’auto abbastanza vicina, cosa molto gradita considerando il caldo torrido della giornata.

Foto sotto: Natural Bridge



Sono le 19:30 oggi siamo in ritardo per il Check-in; per fortuna abbiamo prenotato il nostro Hotel, il Best Western Plus Ruby’s Inn a Bryce Canyon City, nelle immediate vicinanze del parco.

Ci sistemiamo nella nostra camera e decidiamo di cenare nel ristorante dell’hotel:
essendo suddiviso in vari complessi separati, anche il ristorante si trova in una zona indipendente e offre una buona scelta di menù, anche di ottima qualità.

Siamo alla fine della giornata, è stata abbastanza impegnativa dal punto di vista fisico dopo aver visitato due parchi e guidato su strade dai panorami stupendi.
Abbiamo lasciato Moab alle 8:30 arrivando a Bryce Canyon City dopo dodici ore e 500 Km.
Domani la penultima tappa del nostro viaggio con pochi chilometri da percorrere non dovrebbe presentare grandi difficoltà.

Martedì 25 giugno 2024 – da Bryce Canyon City a Springdale


Lasciamo Bryce Canyon City percorrendo l’ultimo tratto della Scenic Drive UT-12 fino all’intersezione con la US-89.

Dopo circa 20 chilometri sulla UT-12 incontriamo il Red Canyon dello Utah, da non confondere con gli altri Red Canyon di Las Vegas o in California.


Si tratta di una sorta di Bryce Canyon in miniatura, con le rocce di colore rosso e i caratteristici pinnacoli; rimane il rammarico di esserci accontentati di averlo visto solo dalla strada, senza approfondire meglio un parco da molti, noi compresi, forse troppo sottovalutato.
Dopo una visita anche al Visitor Center del Red Canyon riprendiamo la marcia e percorriamo gli ultimi chilometri della Scenic Drive UT-12, immettendoci sulla US-89 fino a incrociare un’altra strada panoramica (anche se di livello inferiore) la UT-9 che ci condurrà all’entrata est dello Zion National Park.



La tessera parchi comprende l’ingresso al parco, altrimenti il costo è di circa 35$ a vettura.
E’ diviso in due zone: Kolob Canyons e la più conosciuta Zion Canyon, non collegate tra loro da nessuna strada interna.

Esploreremo il parco nella sua parte più conosciuta: si tratta di una gola scavata dal Fiume Virgin formando un ampio canyon dove il fiume scorre tra montagne con rocce che sembrano scolpite, di un intenso colore rosso con cime che arrivano a sfiorare quasi 2.600 metri s.l.m.

Nota importante: le auto si lasciano al parcheggio del Visitor Center, la visita dello Zion Park si svolge (da aprile a fine ottobre) con un Servizio Navetta che limita gli spostamenti tra i vari punti di sosta; da segnalare che le navette sono tutte azionate da motori elettrici. Importante: meglio arrivare al mattino presto, altrimenti l’attesa per l’ingresso può essere lunga e la ricerca del parcheggio molto difficoltosa.

Nonostante sia un grande parcheggio perdiamo anche noi del tempo prima di trovare posto.
Lasciamo l’auto e entriamo nel Visitor Center alla ricerca di informazioni, poi ci mettiamo in coda aspettando il nostro turno per salire sulla navetta e iniziare la visita. Decidiamo di arrivare subito al point Temple of Sinawava, il punto finale del tragitto e più a nord del parco.
Raggiunto Temple of Sinawava, un percorso abbastanza agevole (fatta eccezione per il gran caldo) di 4 chilometri A/R chiamato Riverside Walk ci conduce a The Narrows, l’imboccatura del canyon scavato dal fiume, da percorrere rigorosamente con i piedi nell’acqua.
Nei Visitor Center sono in vendita calzature adatte allo scopo, ma se l’escursione viene fatta con temperature alte vanno benissimo le scarpe da trekking leggero; assicuro che durante il ritorno lungo il sentiero e prima di risalire sulla navetta sono già asciutte (esperienza personale).

Purtroppo alcuni Wiev Point sono chiusi a causa delle condizioni meteo dei giorni scorsi, dobbiamo accontentarci dei pochi accessibili.
Facciamo ritorno al parcheggio e recuperiamo l’auto, che nel frattempo era diventata un vero e proprio “forno”. Ci rimettiamo in viaggio raggiungendo la vicina Springdale, passeremo la penultima notte allo ZION CANYON LODGE.
Il trasferimento di oggi è stato di 144 Km.

Questa volta la scelta del ristorante per la cena non è risultata essere delle più azzeccate, pazienza.

Mercoledì 26 giugno 2024 – da Springdale a Las Vegas

Ultima tappa del Tour “quasi” ad anello 2024, destinazione Las Vegas, la città più grande del Nevada, che raggiungiamo verso le 10:00 dopo 272 Km senza problemi e sbrighiamo la pratica del “riempimento serbatoio” con il carburante necessario alla riconsegna dell’auto (pieno al ritiro e pieno alla consegna).

Ci rechiamo quindi all’hotel previsto il NEW YORK NEW YORK, dove arriviamo con largo anticipo, ma ci dicono che la nostra camera è già pronta e quindi disponibile. Ne approfittiamo per rilassarci un paio d’ore prima di affrontare la calda giornata in città.

Pranziamo al ristorante dell’Hard Rock Cafè, poi il classico giro curiosando nei vari hotel e le varie attrazioni che ognuno di essi offre.
Dopo pranzo ci concediamo un giro sulla Ruota Panoramica, esperienza alquanto “vertiginosa” devo ammettere.
Con un bus raggiungiamo verso le 19:00 Fremont Street, la via più vecchia di Las Vegas; un’esperienza che sicuramente merita di essere vissuta, con i suoi giochi di luce, i casinò forse meno appariscenti rispetto a quelli della Strip, ma con una storia più antica e una galleria di quasi 500 metri con la volta interamente coperta da led luminosi, che permettono il cambio della scenografia.

Rientriamo dopo un paio d’ore in hotel e ceniamo in uno dei suoi ristoranti, buttiamo qualche dollaro al casinò (con una leggera vincita) e ci prepariamo per quella che sarà l’ultima notte negli Stati Uniti.

Giovedì 27 giugno 2024 – da Las Vegas a Milano Linate

La sveglia oggi è caratterizzata dalla calma più totale: fatto il check-out portiamo i bagagli in auto e ritorniamo nella immensa hall dell’hotel per una combinazione di colazione/pranzo veramente ottima e un ulteriore meritato relax.

Recuperiamo l’auto dal parcheggio e ci dirigiamo al punto di riconsegna, sbrighiamo il tutto con velocità e senza problemi.

Un consiglio per il noleggio auto: noi abbiamo scelto l’opzione senza franchigia: è sempre leggermente più cara rispetto alla formula con franchigia, ma in caso di danno subito dal veicolo, come la rottura del parabrezza successa a Moab, tutte le spese saranno a carico dell’agenzia di noleggio.
Alla fine la nostra riparazione di fortuna ha resistito fino a Las Vegas e impedito che la rottura diventasse più importante, anche se il parabrezza dovrà essere comunque sostituito.

Ci dirigiamo all’aeroporto Harry Reid di Las Vegas che raggiungiamo alle 14:15 con un servizio Shuttle gratuito, facciamo il check-in velocemente supportati benissimo dal personale KLM AIRLINES e alle 15:40 superiamo tutti i controlli. Raggiungiamo il GATE previsto dove alle 16:10 partirà il volo che ci condurrà ad Amsterdam, dove atterreremo alle 11:15 di venerdì 28 giugno, in tempo per la coincidenza con il volo delle 13:30 che ci farà arrivare a Milano Linate, destinazione finale del nostro tour con l’arrivo previsto per le 15:10.

Tutti i voli procedono in modo tranquillo e in perfetto orario; siamo arrivati a venerdì 28 giugno 2024 e possiamo considerare concluso il nostro:

TOUR “QUASI” AD ANELLO U.S.A. 2024

Riassunto finale e qualche indicazione "pratica" per chiunque fosse interessato

In questi 18 giorni abbiamo attraversato sette Stati:
• Colorado
• South Dakota
• Montana
• Wyoming
• Idaho
• Utah
• Nevada

Visitando complessivamente: nove Parchi Nazionali, due Monumenti Nazionali, due Monumenti alla Memoria e due Parchi Statali.

National Park:
• Rocky Mountain National Park (Colorado)
• Badlands National Park (South Dakota)
• Yellowstone National Park (Wyoming 96%-Montana 3%-Idaho 1%)
• Grand Teton National Park (Wyoming)
• Arches National Park (Utah)
• Canyonlands National Park (Utah)
• Bryce Canyon National Park (Utah)
• Capitol Reef National Park (Utah)
• Zion National Park (Utah)

National Monument:
• Devils Tower National Monument (Wyoming)
• Little Bighorn Battlefield National Monument (Montana)

Memorial Monument:
• Mount Rushmore National Memorial (South Dakota)
• Crazy Horse Memorial (South Dakota)

State Park:
• Custer State Park (South Dakota)
• Dead Horse Point State Park (Utah)

Abbiamo attraversato città capitali di stato come Denver capitale del Colorado, Cheyenne del Wyoming e Salt Lake City dello Utah.

Visto realtà come Keystone e Deadwood, Buffalo, Cody e Jackson Hole che incarnano uno stile western e Moab, città prevalentemente turistica circondata da montagne di terra rossa e attraversata da una strada super trafficata.

Assaporato cene in locali caratteristici bevendo delle ottime birre locali e dormito in hotel moderni e in altri storici.

Abbiamo percorso 3239 miglia corrispondenti a 5182 chilometri, visitando 14 stazioni di servizio “lasciandoci” 400$ di carburante.

Per come l’abbiamo organizzato noi è sicuramente un viaggio adatto a tutti, ma richiede comunque uno sforzo sia fisico che economico.
Alcune tappe in auto hanno richiesto un impegno importante, così come le camminate fatte sotto il sole tra rocce e zone desertiche.
A livello economico prendendo in considerazione le sole spese fisse come voli A/R, hotel, noleggio auto, assicurazione medica e grazie ad una meticolosa organizzazione è costato 243€ al giorno a persona; vanno aggiunti anche: 340$ (da dividere a persona) per la riconsegna auto in un luogo diverso dal ritiro, ingressi non compresi nella tessera parchi, costo pranzi e cene, carburante, eventuali extra personali.

Con un po' di iniziativa abbiamo rimediato a tutti gli imprevisti capitati lungo il tragitto, senza dover apportare modifiche al nostro programma.

Siamo partiti il 10 giugno 2024 con l’intento di vedere tutto quanto fosse possibile e siamo ritornati il 28 giugno 2024 soddisfatti delle scelte fatte; sicuramente lungo i 5182 chilometri qualcosa ci siamo persi, ma la vita offre sempre altre occasioni e possibilità da sfruttare.
Saremo in grado di farlo?








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