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Normandia e Bretagna


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Normandia e Bretagna, testo e foto by Peda. Pubblicato il 14 Novembre 2021; 25 risposte, 1941 visite.


Normandia e Bretagna in 14 giorni si può fare?

La risposta è sì, ma vediamo tappa per tappa questo viaggio che ci ha rubato un pezzettino di cuore.
Come al solito, lavorando in un hotel nella riviera ligure, il periodo per le vacanze è Ottobre e come l'anno scorso optiamo per un viaggio in auto.
La mia compagna Giulia è molto organizzata quindi nei mesi precedenti stila una road-book dove tutto è organizzato al millimetro: posti da vedere, dove parcheggiare, hotel/appartamenti, orari di albe e tramonti ecc ecc…
Io mi occupo di come organizzare l'auto, di cambiare le gomme per il viaggio, di comprare un cuscino in modo che non mi si addormenti il sedere dopo 300km di guida ecc…
Questi e altri piccoli accorgimenti possono fare una bella differenza, ad esempio aver organizzato i bagagli in più valige piccole in modo da scaricare ogni volta solo il necessario è stata una buona idea; anche prenotare il parcheggio per l'auto nelle varie strutture, oltre a darci la sicurezza di lasciare la macchina mezza piena, ci accorciava i tempi morti.
Insomma, se si vuole fare un viaggio in cui i tempi sono per lo più stretti è meglio cercare di evitare tutte le perdite di tempo che farebbero smarrire anche l'entusiasmo.
Ma basta coi preparativi e partiamo!

1° giorno: Tanti km…
È sabato 16 Ottobre, la sveglia è presto e alle 7 siamo pronti per partire da Genova, direzione Strasburgo.
Dopo una pausa in autogrill a metà mattinata, oltrepassiamo il confine svizzero passando da Chiasso dove compriamo anche la vignetta (38,50 €) per girare sulle liscissime autostrade svizzere.
Per pranzo, come previsto, ci fermiamo a Buochs, piccolo paesino che si affaccia sul lago dei Quattro Cantoni, breve passeggiata per sgranchire le gambe e si ritorna in marcia.
Nel tragitto si accende la spia delle gomme sgonfie, “ma che caz..?, ho pure cambiato gli pneumatici proprio per il viaggio ”, ci fermiamo e le gonfiamo con una strana colonnina con manometro incorporato…in Francia usa così.
Arriviamo a Strasburgo per le 16 quindi ancora in tempo per girarla. Troviamo una città molto vitale e piena di giovani. I suoi canali molto caratteristici ci danno l'opportunità di assistere anche al funzionamento di una chiusa e di un ponte girevole.

2° giorno: Lussemburgo, che sorpresa!
Essendo tappe di avvicinamento anche oggi ci aspettano parecchi km.
Intorno all'ora di pranzo arriviamo a Lussemburgo e devo dire che è stata una bella sorpresa.
Non mi aspettavo granché, invece la città lungo il fiume Alzette all'interno delle vecchie mura è davvero tranquilla e con un verde molto curato, insomma un ottimo posto dove consumare i panini preparati la sera prima in hotel.
Lasciata Lussemburgo siamo arrivati giusti giusti per una doccia e la cena fuori a Bruxelles.
Piccola nota a parte, durante questi tragitti abbiamo visti davvero tanti animali morti lungo la strada, soprattutto volpi, se da un lato ci ha rattristato dall'altro abbiamo pensato, che probabilmente, c'è molto attività in questi luoghi.

3° giorno: I cioccolatini di Bruxelles
In mattinata giriamo per Bruxelles, vediamo le due cose che ci sono da vedere (la Grand Place e il Manneken Pis) e poi ci buttiamo nelle Gallerie Reali di Saint-Hubert dove ci si apre un mondo fatto di gioiellerie… sì, gioielli fatti di cioccolato.
Ok, inutile guardare al portafoglio, lo compriamo per noi e anche per le nostre famiglie, almeno ci togliamo il “peso” souvenir.
Riusciti a trovare un posto per i cioccolatini nel bagagliaio dell'auto, partiamo alla volta di Brugge.
Durante il viaggio si riaccende la spia delle gomme, aridaje. Ok, mi fermo e scopro che la colpevole è la ruota posteriore sinistra, va beh la rigonfio e la tengo monitorata.
Visitiamo Brugge nel pomeriggio, guardiamo un paio di chiese e poi girovaghiamo lungo le vie del centro affiancate dai canali.
Brugge è una grande città formata da tante piccole casette.
Nei dintorni si trova il Beghinaggio, ovvero un quartiere nato nel XII secolo abitato solo da donne, le quali vivevano in maniera totalmente indipendente, una sorta di femministe della prima ora.
Verso sera raggiungiamo finalmente la costa, ci troviamo in un piccolo ma ben arredato appartamento a Dunkerque. Mangiata una bella pasta al tonno che ci riporta ai tempi universitari, decidiamo di fare una passeggiata sull'immensa spiaggia per capire come funzione la marea.
La notte è davvero buia, la luna non c'è, e soprattutto io ho qualche timore ad addentrarmi sempre di più alla ricerca del mare, che si sente ma non compare.

4° giorno: L'inizio della costa di Alabastro
Finito di fare colazione e preparato un risotto in busta che sarà il nostro pranzo al sacco, sfruttando la bassa marea andiamo di nuovo a passeggiare sulle grandi spiagge di Dunkerque, la quale è famosa per l'evacuazione dei soldati alleati avvenuta nel Maggio del 1940. (se volete approfondire c'è un bellissimo film di Nolan del 2017 che si intitola appunto Dunkirk).
Riprendiamo l'auto, mettiamo a riscaldare il riso nel nostro contenitore riscaldante tramite l'accendisigari e ci muoviamo verso Dieppe, da lì incomincia la costa di Alabastro.
Complice la bassa stagione possiamo parcheggiare l'auto vicino a diversi spot interessanti in modo da raggiungere, in pochi minuti, tramite sentieri e scalinate le spiagge adocchiate dall'alto, su una di esse pranziamo.
Oltre alla costa, nel pomeriggio, visitiamo anche un piccolo e caratteristico paesino che si sviluppa lungo il fiume più corto di Francia, 1100 metri. Veules-Les-Roses è un paesino dove il tempo si è fermato, lo scorrere lento dell'acqua rende il tutto estremamente bucolico.
Nel tardo pomeriggio giungiamo in un bellissimo agriturismo perso nel nulla dove ci attende una signora che parla solo francese, fortunatamente Giulia lo parla abbastanza bene quindi il check-in fila liscio.
La nostra camera ha una finestra che dà su due simpaticissimi asini, mente scarico l'auto un piccolo levriero mi corre attorno, non avevo mai visto correre un cane così velocemente. Impressionante.
Ceniamo in un bel locale nella vicina cittadina di Yport, che ci è stato consigliato.

5° giorno: Étretat
È il giorno di Étretat, quindi sono decisamente su di giri. Usciamo dalla camera e ci troviamo davanti un tavolo imbandito per una colazione da campioni: su quel tavolo c'è di tutto, marmellate, conserve, pane di diversi tipi, burro dolce e salato, varie torte, succhi fatti in casa… ma il bello è ciò che ci porterà dopo, croissant tiepidi, pancake fatti al momento, yogurt fatto in casa, selezione di formaggi che però decliniamo e tantissima altra roba che ora faccio fatica a ricordare.
Usciamo da lì decisamente appesantiti ma estremamente soddisfatti.
Ok, carichiamo le valigie e salutiamo questi padroni di casa estremamente cordiali, Étretat ci aspetta.
Prima di arrivare facciamo però due piccole soste, una a Yport per vederla anche con la luce e una a Valleuse de Vaucottes con relativa Plage.
Arriviamo con la macchina proprio a pochi metri dalla spiaggia di Étretat ma lì scopriamo che sono posteggi zona rossa, ovvero massimo 6 ore di permanenza al modico costo di 34€. Negativo. Torniamo indietro di qualche centinaia di metri, zona arancione, nessun limite di tempo, 1€ all'ora, abbiamo trovato il nostro posteggio.
Arrivati sulla spiaggia principale il cielo è grigio e il mare mosso, nonostante questo un temerario signore in costume entra in acqua sotto gli sguardi sconcertati dei presenti.
Iniziamo la nostra escursione e ci dirigiamo sulla Falaise d'Amont, il vento è davvero forte, io essendo leggero ogni tanto faccio fatica a tenere l'equilibrio e questo, su scogliere a strapiombo sul mare, non è proprio piacevole. Girata un po' la falesia mangiamo il nostro pranzo al sacco al riparo della chiesa.
A questo punto scendiamo e ci dirigiamo verso ovest, gli scenari sono fantastici, qui vediamo in successione la Falaise d'Aval, la Falaise la Manneporte e infine la Pointe de la Courtine dove finalmente il cielo si apre e mi consente un paio di foto col sole.
Qui abbiamo anche il primo, ma non ultimo, incontro con un simpatico fotografo professionista spagnolo, scherziamo sulla nostra attrezzatura (lui ha Pentax) e gli chiedo se ci fa un paio di foto visto che il vento non mi permette di piazzare il treppiede. Accetta volentieri; anche lui per colpa del vento non può fare alzare il drone, inoltre deve tornare indietro poiché gli scade il biglietto del posteggio (visto a parcheggiare in zona rossa?).
Poco dopo anche noi incominciamo a tornare indietro e, visto che è uscito il sole, già assaporo una bella foto al tramonto. Purtroppo mentre ci scaldiamo con una bevanda calda, il tempo vira nuovamente, i nuvoloni fanno capolino e capisco che aspettare il tramonto è inutile.
Prendiamo la macchina, stasera dobbiamo raggiungere Caen, passiamo sul bel Pont de Normandie e subito dopo veniamo fermati dalla gendarmeria, ci fanno accostare ad un posto di blocco con mitra e cane antidroga (un bel Labrador). Mentre il cane annusa il bagagliaio spero con tutto me stesso che non mi facciano tirare fuori tutte le valigie, insomma, giocare a tetris è bello ma farlo al buio lungo una strada trafficata non è il massimo.
Tutto fila liscio, salutiamo e continuiamo il nostro viaggio. Ad un ora da Caen si abbatte su di noi un forte temporale (è tutto il giorno che ce la prometteva), fuori è buio, il traffico della città è abbastanza intenso, con la pioggia non si vede nulla e noi siamo stanchi. Arriviamo finalmente all'albergo, uno dei pochi senza posteggio. Te pareva.
Siamo esausti, bagnati ma decisamente felici, una bella giornata da ricordare.



6° Giorno: Il giorno dello sbarco
Oggi è una giornata un po' più seria, dopo un paio di croissant presi da una boulangerie che non apriva mai, passeggiamo per il castello di Caen che offre una buona vista su tutta la città e vediamo anche un paio di chiese (la Chiesa vecchia di Santo Stefano e la chiesa di San Pietro).
Il tempo torna a essere brutto ma per noi non è un problema, ci aspetta la visita al Memoriale di Caen.
Il museo è davvero ben fatto, offre una panoramica su tutti i fatti successi prima, durante e dopo la guerra, gli ambienti sono curati nel dettaglio e con la giusta tristezza ci caliamo negli anni più bui della storia umana.
Usciti dal museo ci dirigiamo verso le spiagge dello sbarco, durante il percorso carri armati, bunker, memoriali e strutture ormai fatiscenti, accrescono la nostra consapevolezza.
Arriviamo dunque alla prima spiaggia, la spiaggia di Arromanches, conosciuta anche come Gold Beach.
In mare troviamo un enorme quantità di resti del porto artificiale costruito dagli alleati, sulla spiaggia però la vita di tutti i giorni scorre, ci sono fantini che allenano i cavalli e persone che fanno landsailing (guidano una specie di triciclo con una vela spinto dal vento).
Lasciata la prima spiaggia, ci dirigiamo verso il cimitero americano che purtroppo troviamo chiuso (chiudeva alle 16), quindi non ci resta che vedere Omaha Beach, qui i resti sono minori, ma col calare della luce è impossibile non pensare a cosa sia successo in quei giorni di Giugno del '44.
Riprendiamo l'auto e andiamo a vedere poco lontano la Pointe du Hoc, purtroppo la luce ormai è scarsa ma il posto è davvero particolare: l'area è stata fortemente bombardata per cui sul terreno sono ancora evidenti tutte le voragini causate dall'esplosioni. Il posto meriterebbe sicuramente una visita più approfondita ma purtroppo è quasi buio e c'è da fare ancora qualche km.
Partiamo e la spia della gomma si accende, un po' mi ansio, mi fermo e sta volta gli dò una bella gonfiata (sempre comunque nei limiti di quanto scritto sulla portiera).
A sera inoltrata arriviamo davanti ad una sbarra, mettiamo il codice e ci si aprono le porte per Mont Saint-Michel, soggiorniamo alla Digue, la camera è praticamente all'inizio della passerella pedonale.
La gomma non darà più fastidio per tutto il viaggio, una volta a casa scoprirò che aveva un microbuco.



7° giorno: Mont Saint-Michel
Ci alziamo prima dell'alba, non posso perdere l'occasione di scattare le mie amate cartoline in questo luogo magico, le foto mi soddisfano ma il freddo pungente si è fatto sentire.
Torniamo in albergo a fare colazione, la sala ha una bella vetrata che dà su Mont Saint-Michel.
Con la pancia piena iniziamo la camminata lungo passerella, il tempo è sereno e pur essendoci qualche scolaresca in gita alla fine si cammina tranquillamente.
Mont Saint-Michel è straordinaria da fuori e carina dentro, ci ricorda un po' San Marino.
La giornata scorre tranquilla, i ritmi oggi sono più lenti, nel pomeriggio prendiamo l'auto per dirigerci verso Saint-Malo ma essendo in anticipo sulla tabella di marcia ci fermiamo a Cancale, qui la differenza tra alta e bassa marea è davvero impressionante: vedendola dall'alto, con la bassa marea, la cittadina sembra uscire da un film apocalittico.
A Cancale c'è molta attività: i trattori che rimorchiano chiatte sono in costante movimento. La raccolta delle ostriche è la caratteristica principale di questa cittadina e osservarne la coltivazione è davvero interessante. Giulia ne approfitta anche per assaggiare un paio di ostriche appena raccolte.
Usciti da Cancale piccola sosta alla Pointe du Grouin dove però si ha un tramonto fiacco, e poi diretti a Saint-Malo dove alloggiamo in pieno centro.
Ceniamo fuori, i prezzi in Francia sono abbastanza alti, non si mangia male ma per la stessa cifra a Genova si mangia in ristoranti più curati; qui invece troviamo Claudio un milanese trapiantato in Francia con una strana mania di riordinare costantemente la nostra mise en place.



8° giorno: Saint-Malo
Iniziamo la nostra visita con il mare che arriva alle mura della città, ma tempo di una merenda in un grazioso bar lungo la passeggiata ed eccolo arretrare lasciando spazio all'enorme spiaggia.
Complice il weekend, qui la vita sembra scorrere molto più lentamente rispetto all'Italia, la spiaggia concede qualsiasi attività: chi gioca a pallavolo, chi fa correre il cane, chi fa volare aquiloni…
Ad un certo punto la nostra attenzione viene catturata da un gabbiano con una vongola nel becco, il gabbiano incomincia a volare sopra le nostre teste fino a quando decide di lasciarla cadere a pochi centimetri da una coppia davanti a noi, spaventandola. L'impatto a terra apre la vongola e il gabbiano può finalmente pranzare.
Finito di camminare sia sulle mura che sulla spiaggia di Saint-Malo ci muoviamo verso Dinan. Qui abbiamo qualche problema con la proprietaria del nostro alloggio che è restia a darci il codice numerico per ritirare le chiavi. Dopo 3 chiamate condite da false promesse e solo dopo essere arrivati davanti al portone, riceviamo il messaggio col codice, tutto questo ci innervosisce abbastanza, soprattutto Giulia.
Sbollito il nervoso usciamo a vedere Dinan, la cittadina è carina ma un po' sotto le nostre aspettative, ritorniamo nell'appartamento dove facciamo partire una lavasciuga, mai usata in vita nostra, e infatti la roba esce ancora decisamente bagnata, usando ogni pensile della casa la stendiamo alla bene e meglio sperando che durate la notte asciughi un po'.

9° giorno: Il sentiero dei doganieri
Ci alziamo di buon'ora, fortunatamente la maggior parte della roba è asciugata e quindi torna in valigia, il resto starà steso in auto, tanto oggi c'è un bel sole.
Arriviamo a Fort La Latte ma purtroppo scopriamo che il tutto apre alle 11 ed essendoci un cancello non riusciamo manco a raggiungere la scogliera.
Aspettare ci allungherebbe troppo i tempi per cui andiamo, come prevedeva la giornata, al vicino Phare Du Cap Frehel, qui camminiamo lungo una parte del sentiero dei doganieri, godendoci queste fantastiche scogliere e pranzando al sacco.
Riprendiamo l'auto e ci dirigiamo verso La Maison du Gouffre a Plougrescant: questa casetta in mezzo alle rocce è davvero particolare, purtroppo però i proprietari ci hanno parcheggiato davanti un paio d'auto per la gioia di chi fa le foto.
Riprendiamo il viaggio e ci muoviamo verso la destinazione finale di oggi, Ploumanac'h, arriviamo che c'è ancora luce per cui posiamo al volo le valigie e ci muoviamo verso la costa.
Il paesaggio è mozzafiato, vedere questi enormi massi in precario equilibrio ci fa entrare in un altro mondo, quasi preistorico: sembrano essere stati posizionati da dei giganti. La natura è davvero fantastica.
La luce del tramonto rende il tutto ancora più magico e io entro quasi in trans, corro e salto come un matto. Ad un certo punto adocchio un masso che mi darebbe un'ottima vista sul faro, provo a raggiungerlo rischiando più del dovuto e grattando zaino e treppiede su diverse rocce. Tutto sudato e con gran fatica arrivo in cima, piazzo il treppiede e inizio a fare qualche scatto, poco dopo mi raggiunge Giulia in tutta tranquillità, lei aveva trovato una sorta di sentiero (che figura di …).
Finito di fotografare poco più sotto ritroviamo il fotografo incontrato a Étretat, parliamo un po' e ci scambiamo i contatti.
Ritorniamo in albergo, davvero un bel albergo con un'ottima posizione, dove faremo anche cena. La giornata è stata impegnativa ma decisamente bella e con panorami fantastici.
Seconda piccola nota a parte: in questi giorni abbiamo visto tantissimi rapaci, sia in volo che posati sui vari campi attraversati in auto.



10° giorno: I fari
In mattinata continuiamo il giro a Ploumanac'h e dal faro ci ritroviamo ancora una volta in compagnia col nostro amico fotografo spagnolo.
Salutato lui e questo bellissimo pezzo di costa ci muoviamo verso il faro più alto d'Europa, faro dell'Île Vierge che, purtroppo per noi Genovesi, batte la Lanterna di circa 5 metri.
Il faro, che si trova in mare, è visitabile ma in bassa stagione ci sono solo due corse e non si incastrano bene con i nostri tempi, per cui dopo un paio di simpatiche foto dove Giulia dimostra palesemente che è più piccolo della Lanterna, proseguiamo verso il faro del Kermorvan.
Una volta lasciata l'auto nel parcheggio della penisola, percorriamo un facile sentiero di circa 20minuti e ci troviamo così nel punto più a Ovest del nostro viaggio.
Il tramonto non sarà eccezionale, ma era una meta a cui tenevo particolarmente.
Con il buio raggiungiamo, a pochi chilometri di distanza, il Phare Saint-Mathieu che con la sua luce ci guida fino al posto in cui dormiremo.
Qua pensavo di fare qualche foto al faro ma purtroppo le rovine della chiesa adiacente, che in altre foto avevo visto illuminate, sono spente e quindi, essendo una notte senza luna, siamo nel più completo buio. In ogni caso vedere questo enorme fascio di luce illuminare la notte circostante è stato forte.



11° giorno: Ultimo giorno sulla costa
Ci alziamo prestissimo, un altro faro ci aspetta e dobbiamo arrivarci prima dell'alba. È il Phare du Petit Minou, mentre ci avviciniamo guardo il cielo e sembra promettere davvero bene.
Parcheggiamo l'auto, ci siamo solo noi e un pescatore, piazzo il treppiede e il cielo incomincia ad accendersi, probabilmente la più bella alba che abbia mai visto.
Riprendiamo l'auto e decidiamo di tornare di nuovo indietro al Phare Saint Mathieu per vederlo anche con la luce del sole.
Ora ci aspetta la Penisola del Crozon, ovviamente questa è una zona molto ampia per cui abbiamo deciso di vitare solo alcuni spot.
Nello specifico vediamo l'Abbazia di Landvennec'h e i suoi dintorni, la Point de Pen-Hir dove il paesaggio è brullo e severo e infine la Point de Dinan con bellissimi scorci e sentieri a strapiombo sul mare, alcuni dei quali decisamente pericolosi che non ci sentiamo di percorrere.
Il cielo grigio non ci consiglia di trattenerci fino a sera per cui riprendiamo l'auto e ci muoviamo verso l'hotel di Quimper.



12° giorno: Tanti chilometri e gli interessanti Menhir.
Quimper è abbastanza piccola, in mattinata visitiamo il centro storico e la cattedrale che ha la particolarità di presentare un disallineamento tra il coro e la navata centrale. La tranquillità dei paesini della costa nord però è solo un ricordo e lascia il posto alla frenesia che ci ricorda un po' la vita di tutti i giorni in Italia.
Oggi i chilometri in auto sono molti, questi giorni di rientro assomigliano a quelli iniziali, ovvero molta strada con qualche chicca da vedere.
E i Menhir di Monteneuf sono davvero una bella sorpresa. Ci troviamo in un bellissimo bosco, il percorso è ben segnalato e molto didattico, adatto ai bambini ma anche agli adulti, il tutto circondato da questo alone di mistero riguardante il motivo per cui siano stati tirati su questi grossi blocchi di pietra.
Riprendiamo il viaggio e arriviamo nel pomeriggio in un bellissimo agriturismo nella Loira, vicinissimo al castello di Azay le Rideau, qui una organizzatissima padrona di casa ci accoglie gentilmente.
Un bel bagno caldo rigenerante e usciamo a cena.

13° giorno: I castelli della Loira.
Oggi, abbiamo da visitare due castelli della Loira, il primo si trova, come detto precedentemente, a poche centinaia di metri da dove abbiamo dormito.
L'entrata al castello di Azay le Rideau avviene attraverso un bellissimo bosco-giardino dove abbiamo anche la fortuna di vedere uno scoiattolo rosso, il castello invece è circondato da uno specchio d'acqua nel quale si formano bellissimi riflessi.
Finita la visita, interessante senza risultare pesante, ci muoviamo verso il castello di Chenoncheau, quest'ultimo è più grande e famoso, infatti anche la visita risulta più caotica considerato il naturale affollamento.
Il castello assomiglia un po' a Delta delle Acque della serie Game of Thrones e tutta la sua storia gira intorno a diverse figure femminili del passato.
Verso sera arriviamo a Bourges dove ci aspetta l'hotel a quattro stelle più anonimo e triste della Francia.
In ogni vacanza che facciamo prendiamo sempre un ciullarò (fregatura), sta volta pensavamo di averla scampata e invece eccolo, puntuale come sempre.

14° giorno: 2 Cattedrali, 800km e il ritorna casa.
È l'ultimo giorno ma abbiamo da vedere ancora qualcosina, a Bourges si trova una delle più belle cattedrali di tutta la Francia, la Cattedrale di Santo Stefano è imponente, i suoi contrafforti la rendono riconoscibilissima e le sue 5 navate sono notevoli. La visita è d'obbligo, purtroppo però la salita sulle torri è interdetta.
Usciti dalla cattedrale, veloce visita della città dove passiamo per la caratteristica Promenade des Remparts e poi subito in auto per l'ultima tappa del nostro viaggio: Clermont-Ferrand.
Dopo pranzo visitiamo la Cattedrale nera, chiamata così per via della pietra utilizzata per costruirla, molto belle anche le guglie alte quasi 100 metri, progettate da Viollet-le-Duc (chicca per gli appassionati di architettura).
Riprendiamo l'auto, ci aspettano ancora oltre 600km, diversi autogrill e un sacco di caffè.
Per il rientro in Italia passiamo dal traforo del Frejus, il costo del traforo, sommato ai vari pedaggi antecedenti e successivi, è un salasso. Alla faccia della cara autostrada dei fiori. A pensarci bene forse è questo il vero ciullarò della vacanza.
Arrivati alle porte di Genova l'autostrada ci obbliga ad uscire, le varie chiusure che mi perseguitano durante il lavoro non ci risparmiano neanche questa notte.
Finalmente intorno all'una di notte arriviamo a casa, siamo stanchi, felici e non vedevamo l'ora di riabbracciare Martino (il nostro gatto).

Conclusione:
Si, come avete visto in 14 giorni si possono vedere Normandia e Bretagna, e devo dire la verità, nonostante i 4.200 km percorsi, il tutto non è stato né stressante né una corsa contro il tempo. Ovviamente i posti sono fantastici e molto estesi, soprattutto tutta la zona costiera vicino a Ploumanac'h e la penisola Crozon, per cui se si è appassionati di escursioni anche una settimana spesa in quei posti potrebbe risultare insufficiente per vederli tutti.
Oltre ai posti siamo rimasti affascinati dalle maree che modificano notevolmente i paesaggi e dallo scorrere della vita decisamente tranquillo.
Lo ammetto, un pezzettino di cuore è rimasto là, soprattutto in Bretagna, e questo è stato un dei viaggi più belli che abbiamo mai fatto.

Sperando di non avervi annoiato, ringraziamo chiunque sia riuscito a leggere fino a qui.

Un saluto a tutti,

Giorgio Pedalino e Giulia.


















Risposte e commenti


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avatarjunior
inviato il 14 Novembre 2021 ore 12:13

Belle le foto e bello il racconto. Provo profonda invidia. Sorriso

avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2021 ore 12:54

Non ti basta. Non basta mai. Sorriso Tra qualche tempo ci ritornerai.. e scoprirai altre chicche. Belle foto.

avatarjunior
inviato il 14 Novembre 2021 ore 14:01

Invidiaaaa!
Bel racconto e belle foto!
Concordo con PLM... Ogni volta che ci torno, sembra la prima... scopro nuovi punti di vista e nuovi angoli che, tolta la pressione della prima volta del devo andare a veder questo e devo andare a veder quello, spuntano come funghi...

avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2021 ore 15:21

Complimenti, letto tutto di un fiato.
Belle foto e non vedo l'ora di andarci, ormai sono anni che lo dico. :-)

avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2021 ore 16:19

Bellissimo racconto.. Bellissime foto e bellissimo il posto.. Anch'io vorrei andarci.. Prima o poi..
Comunque complimenti..
Ciao Cris

avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2021 ore 18:53

Molto ben raccontato il tuo viaggio e piacevoli i tuoi commenti sugli imprevisti della vacanza. Mi sembra che siate stati molto bravi nel gestirli (soprattutto le gomme…)
Grazie mille per la condivisione e per i notevoli spunti !

avatarjunior
inviato il 14 Novembre 2021 ore 19:08

foto e racconto splendidi!
bretagna meravigliosa, confermo... a sto punto mi tocca andare in normandia! :)

avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2021 ore 20:24

Grazie a tutti, sono contento che vi sia piaciuto il racconto e che non sia risultato pesante.
Avevo paura che fosse troppo lungo.

@Vio, eh già PLM ha davvero tantissimi scorci interessanti, è il posto che più di ogni altro mi ha suscitato emozioni.

@Runner, si ho messo qualche commento per alleggerire la lettura, insomma volevo che fosse il più possibile colloquiale, come se fossimo seduti intorno ad un tavolo a sorseggiare della birra.

avatarsenior
inviato il 15 Novembre 2021 ore 2:01

Bel racconto del viaggio. Me lo sono letto tutto d'un fiato. Complimenti per le foto e complimenti alla tua ragazza per l'organizzazione delle tappe.

avatarjunior
inviato il 15 Novembre 2021 ore 9:43

Ciao, il tuo racconto mi è piaciuto molto, scorrevole, onesto come le foto che lo corredano. Avete organizzato e gestito bene il viaggio facendo scelte precise e scegliendo ottime location. Per la parte bretone ho rivissuto alcune delle mie esperienze in quei luoghi. Belle le foto, spettacolare quelle dell'alba al faro. Volevo solo chiederti se hai provato anche a fare qualche notturna, in particolare penso al faro di Saint Mathieu...la mancanza di illuminazione dell'abbazia sarebbe stata a mio avviso una buona occasione per una stellata...nuvole e vento permettendo ;-)

avatarsenior
inviato il 15 Novembre 2021 ore 11:35

Grazie ancora per i feedback positivi.

@Luca, si la mia compagna è davvero organizzata al massimo, soprattutto in queste cose, senza di lei un viaggio del genere non sarebbe stato possibile.

@Winnie, grazie per le tue belle parole, mi piace il termine che hai usato, ovvero onesto.
Per quanto riguarda le notturne al farò Saint Mathieu hai ragione, poteva essere una grande occasione, però non me la sono sentita principalmente per due motivi.
Il primo è che non ho mai fatto una stellata per cui non so se sarei in grado di portare a casa un lavoro decente, e il secondo motivo era che non mi sentivo sicuro.
Mi spiego meglio, se fossimo arrivati sul posto con ancora la luce per capire bene cosa avevo attorno magari avrei provato a fare un paio di foto, ma arrivando già nel buio più completo e non conoscendo per nulla il posto non mi sentivo a mio agio ad allontanarmi dal faro.
Io e il buio non andiamo troppo d'accordo.

avatarjunior
inviato il 15 Novembre 2021 ore 22:22

Sono commosso caro concittadino di mia moglie!
Che bello rivivere il nostro magnifico viaggio nelle parole di qualcun altro che ha potuto assaporare le nostre stesse meraviglie.

Sarà il caso di mettere mano alle foto scattate in Francia e tornare a goderne il ricordo!

avatarsenior
inviato il 16 Novembre 2021 ore 10:40

Grazie Alberto e saluta tua moglie.
Ad essere sincero ho scritto questo articolo per due motivi, il primo è per condividere un esperienza e il secondo è quello di ricordami meglio il viaggio visto la mia scarsissima memoria.

avatarjunior
inviato il 16 Novembre 2021 ore 20:06

Io ho il problema inverso. Mi ricordo tutto, mezzo autistico ho memoria numerica, degli eventi e fotografica.
Questo mi porta a non sentire tanto il bisogno di mettere in sesto il mio archivio fotografico e rendo a trascurarlo.

Metterò qualche bella foto, via

avatarjunior
inviato il 16 Novembre 2021 ore 21:00


@Winnie, grazie per le tue belle parole, mi piace il termine che hai usato, ovvero onesto.
Per quanto riguarda le notturne al farò Saint Mathieu...


Beh è il primo termine cui ho pensato quando ho letto e visto il tuo racconto ;-) Capisco per Saint Mathieu, non è facile muoversi al buio senza conoscere il luogo! Poi li, mi ricordo, ci sono delle belle scogliere da cui fotografare il faro, non proprio sicure di notte se non conosci bene...





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