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Il lago di Geamana


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Il lago di Geamana, testo e foto by Juza. Pubblicato il 28 Aprile 2018; 76 risposte, 7028 visite.


Non c'è una sola goccia d'acqua di origine naturale nel lago di Geamana. Tutto ciò che costituisce questo bizzarro lago, nascosto tra le montagne della Romania a poca distanza dal villaggio di Lupsa, è prodotto dalla vicina miniera di rame, che utilizza zolfo e cianuro per estrarre il metallo e riversa i residui in quella che un tempo era una tranquilla e verde vallata. Ma prima di raccontare cosa è adesso Geamana, torniamo indietro nel tempo per conoscere le sue origini...



Le acque hanno colori che vanno dall'azzurro al rosso, creando uno scenario surreale...sembra la superficie di un altro pianeta.

Era il 1978 e la Romania era sotto la dittatura di Nicolae Ceausescu; nei monti Apuseni fu scoperto un enorme giacimento di rame (il secondo per grandezza in tutta Europa, e il primo in Romania). Così nacque la miniera di Rosia Poieni, attiva ancora oggi. Per estrarre il rame, il minerale grezzo (roccia mista a metalli) estratto dalla miniera viene frantumato in pezzi via via più piccoli, fino a formare una polvere che viene miscelata con acqua, formando una sorta di denso fango. A questo punto, viene aggiunto cianuro e altre sostanze che 'sciolgono' la roccia separando il rame. Infine, il rame viene estratto dal liquido risultante per elettrolisi, aggiungendo solfato rameico e acido solforico. Il prezioso metallo andrà quindi a formare tanti dei moderni strumenti che utilizziamo - smartphone, computer, motori elettrici - e infinite altre applicazioni, ma che fare del liquido di scarto? Ceausescu non si pose troppi problemi, e decise di utilizzare una vicina valle come deposito; venne costruita una diga, e lentamente il liquido tossico cominciò a scendere nel fondovalle.

Geamana era un piccolo villaggio, circa un migliaio di abitanti, che si trovava su una collina pressapoco al centro della valle del Sesii. Agli abitanti fu imposto di lasciare le loro case, e nel corso degli anni l'intero villaggio venne sommerso. Fino a pochi anni fa era ancora visibile la chiesa, situata sulla cima della collina, ma ben presto anche questa scomparirà completamente: il lago sale al ritmo di un metro ogni anno, e già al tempo della mia visita rimaneva solo la cima del campanile. Fra due o tre anni scomparirà anche questo ultimo segno che sotto il lago viveva un intero villaggio.




Quel poco che resta della chiesa è la prima cosa che appare avvicinandosi al lago, dalla strada che sale da Lupsa. Sono sceso cautamente tra gli alberi e i prati fino ad arrivare a pochi metri dal "lago", e da qui ho osservato la scena. Fa impressione pensare a quanto sia profondo e che lì sotto ci sia una collina e un villaggio. A parte una vecchia foto, non ci sono testimonianze fotografiche della storia dagli anni settanta fino ad oggi; possiamo solo immaginare come il liquido abbia iniziato a scorrere nelle vie e tra le case, lentamente sommergento tutto.

Parte della fanghiglia che costituisce il lago nel corso degli anni si è andata indurendo fino a formare una superficie quasi solida, mentre altre parti del lago sono coperte da acqua multicolore. L'ossidazione di cianuro, zolfo e metalli pesanti presenti in grande concentrazione nell'acqua crea colori surreali: un'ansa del lago ha una tonalità rosso acceso, un'altra ha un'acqua di un verde intenso, e in altre zone l'acqua tende all'azzurro opaco con bizzarre sfumature di blu. Tutto quello che viene toccato dal lago muore; gli alberi nelle immediate vicinanze sono bianchi scheletri, anche se basta allontanarsi di pochi metri per trovare nuovamente una vegetazione rigogliosa.

Quando sono arrivato nel pressi del ramo rosso del lago, il sole non era ancora sorto e tutto era avvolto dal silenzio; l'erba coperta di brina, e dall'acqua rossa si alzava una nebbia spettrale. C'è una piccola strada sterrata che fa un percorso ad anello di circa 18km tutt'attorno al lago; non avendo a disposizione un fuoristrada, l'ho percorsa tutta a piedi. A differenza di quanto si potrebbe pensare, i dintorni del lago sono tutt'altro che deserti: sono presenti diversi villaggi lungo lo sterrato. Molti di quelli che abitavano qui prima della creazione del lago hanno rifiutato di andarsene, e ancora adesso molte persone vivono a pochi metri dalle acque avvelenate. Le case sono custodite da cani da guardia, lasciati slegati: ho fatto buona parte dei 18 chilometri con branchi di cani che mi ringhiavano contro e talvolta mi seguivano, un'esperienza tutt'altro che tranquilla. Ma valeva la pena di vincere le paure per vedere questo paesaggio infernale, a tratti quasi onirico: gli alberi morti nel lago protendevano i loro rami spogli fuori dall'acqua colore del sangue, avvolti nella nebbia bassa.




Poco dopo l'ansa dove si vede il campanile, inizia una traballante "passerrella" sopra l'acqua rossa; si tratta, però, di una struttura destinata a sorreggere una condotta, e non bisogna assolutamente fidarsi a percorrerla (anche perchè in alcuni punti il tubo perdeva).

Col passare delle ore e proseguendo lungo la strada, ogni tanto ho incrociato qualche persona del posto. Mi stupisce veramente pensare che si possa vivere di fianco a un lago del genere; posso immaginare la preoccupazione nel vedere l'acqua che sale sempre più, inglobando lentamente tutto ciò che trova sul suo cammino. Geamana è stato il primo paese a scomparire completamente, ma proseguendo il cammino mi sono imbattuto in un altro villaggio, Vinta, che è ancora abitato ma parzialmente sommerso. Qui l'acqua invece di essere rossa è verde, ma non il bel verde trasparente dei nostri laghetti alpini: al contrario, è un verde saturo, strano, innaturale. Le acque sono ormai arrivate a lambire la chiesa, mentre metà del cimitero è ormai irraggiungibile, ma ancora visibile in trasparenza sotto l'acqua verde.

Era ormai metà mattinata e stavo proseguendo attraverso un bosco fitto che poco lasciava vedere del vicino lago (ci sono alcune deviazioni che portano sulla riva, ma l'accesso è vietato e ho preferito non arrischiarmi). A un certo punto, un'apertura tra gli alberi mi ha mostrato lo spettacolo più incredibile di questo luogo: il punto dove confluiscono le acque verdi, rosse e azzurre del lago. Quello che un tempo era un piccolo boschetto ora è sommerso e ridotto a tronchi senza rami, riarsi dal sole in mezzo a un liquido multicolore. Qui il cianuro e i metalli si sono trasformati nella più fantasiosa delle tavolozze - spettacolare, ma anche angosciante e per il carico di morte che porta.




Da qui in poi l'acqua viene gradualmente sostituita da fanghi grigiastri fino ad arrivare, dopo un'altra ora di cammino, alla diga da cui si origina il lago. Qui, una lunga serie di tubature riversa incessantemente nel lago i risultati dell'estrazione del rame.

E' difficile valutare l'entità quello che è accaduto - e ancora sta accadendo - in questo luogo, anche perchè le informazioni in merito non abbondano e tendono a venire 'insabbiate'. Da una parte ci sono le vicende personali degli abitanti dei villaggi, che vedono le proprie case sparire di giorno in giorno, così come potrebbe accadere anche a una decina di chilometri da qui, nel paese di Rosia Montana, minacciato dalla prossima apertura di una nuova miniera.

I danni più visibili sono, perlomeno in superficie, limitati a cio che è toccato dal lago - sono rimasto sorpreso nel vedere l'erba crescere fino a pochi centimetri dall'acqua, e gli alberi a qualche metro - tuttavia è difficile capire fino a che profondità arrivino i veleni nel sottosuolo, e quanto vadano a inquinare anche le falde acquifere a valle. Inoltre, in più occasioni si sono verificati incidenti (perdite d'acqua dal lago, tubature che si rompono) che hanno portato l'acqua tossica nei fiumi circostanti, causando danni ambientali e morte della fauna acquatica, in particolare nel fiume Aries e arrivando fino a 80 chilometri dalla miniera... con l'unica conseguenza che la società che gestisce la miniera, di proprietà statale, ha ricevuto multe di poche migliaia di euro, una cifra veramente ridicola. In seguito è arrivata anche una multa dell'Unione Europea per la scorretta gestione dei materiali di scarto delle operazioni estrattive, ma nonostante tutto questo, le attività della miniera proseguono più che mai, con quantità sempre maggiori di rame estratto.




Il lago di Geamana non è unico nel suo genere. Un analogo lago (seppur meno colorato, ma altrettanto tossico) si trova a Batou, in Mongolia, e sicuramente ce ne sono tanti altri a noi sconosciuti nei paesi del terzo mondo.


Considerazioni finali

Il sole era ormai alto quando ho lasciato il lago, incamminandomi di nuovo verso Lupsa dopo aver completato il percorso ad anello e attraversato la diga. E' sicuramente un posto che fa riflettere; se è vero che queste cose accadono nei paesi dove c'è poca attenzione all'ambiente e leggi più sono "permissive", è anche vero che i consumatori finali dei prodotti realizzati con questi metalli sono in genere i paesi più sviluppati, che non sono troppo dispiaciuti di lasciare il lavoro sporco al sud del mondo.

Parlando della Romania in generale, non bisogna farsi condizionare dai pregiudizi; è vero che sono ancora presenti zone arretrate e "lati oscuri" come quello qui raccontato, ma nel complesso è un paese vivace, con tante bellezze naturali e gente amichevole e cordiale. Nel corso dei miei viaggi precedenti in Romania (sono ormai arrivato al terzo) ho avuto modo di visitare le belle zone montagnose della Transilvania, i pittoreschi castelli, la strada sinuosa che porta al Lago Balea, la piccola e splendida cascata di Bigar...

Nelle campagne vedrete scene d'altri tempi, tanta gente che gira con carretti trainati dai cavalli, mandrie che attraversano le strade, vecchi che tagliano l'erba col falcetto e donne con i vestiti tradizionali; nelle città e nei paesi più grandi invece sta arrivando rapidamente la modernità (la rete internet è più veloce che in Italia!), la conoscenza dell'inglese generalmente è buona e non ho mai trovato situazioni un cui non mi sentissi sicuro. Ci sono ancora tanti residui dei decenni di dittatura, ma la Romania è un paese che si sta rapidamente rialzando, un posto che merita di essere visitato.



Bellezze della Romania: il castello dei Corvino - uno dei tanti castelli della transilvania!



La cascata di Bigar sembra uscita da un libro delle favole...



Risposte e commenti


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avatarjunior
inviato il 28 Aprile 2018 ore 10:38

WoW ... Sembra davvero un paesaggio infernale

avatarsenior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 7:57

Grazie per l'articolo, è un posto a dir poco surreale! Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 8:18

Quoto Baribal! Purtroppo il genere umano molto spesso distrugge ambienti naturali e mette a rischio intere comunita per i propri interessi.

avatarjunior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 8:27

Caspita che posti surreali.. Foto come sempre splendide..
Grazie per la condivisione.
Raffaele

avatarsenior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 8:41

Bellissime immagini, ma soprattutto splendida descrizione di un Paese che spero un giorno di visitare. Grazie Boss.

avatarsenior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 8:42

Bellissimo racconto di questa esperienza!

avatarsupporter
inviato il 29 Aprile 2018 ore 8:51

Ottimo lavoro, sia fotografico che narrativo. Complimenti Emanuele! Cool
Ciao Adriano Cool

avatarsupporter
inviato il 29 Aprile 2018 ore 9:14

Complimenti per la testimonianza e naturalmente per le immagini che la arricchiscono .
Bravo Emanuele !

avatarsupporter
inviato il 29 Aprile 2018 ore 9:43

Bellissimo articolo che ho letto tutto d'un fiato! Le foto documentano il paesaggio spettrale che hai visitato e fanno riflettere molto. Un saluto, grazie della condivisione
Michele

avatarjunior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 9:46

Mi associo ai complimenti, ottimo reportage !
Molto interessante

avatarjunior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 10:03

Bel racconto di viaggio,grazie per aver condiviso

avatarsenior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 10:37

Un vero e proprio documentario con tante belle foto, complimenti.

avatarsenior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 10:45

Documentario stupendo. Posto molto triste.

avatarjunior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 11:43

Veramente bellissimo!(anche se molto triste) sia per le immagini che per il racconto complimenti!

avatarjunior
inviato il 29 Aprile 2018 ore 12:48

Articolo molto bello e coinvolgente! Fa riflettere...
Bellissime immagini come sempre!





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