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inviato il 23 Dicembre 2012 ore 23:23
mi permetto di segnalare questa foto - ma ne potrei citare altre migliaia - dove la risolvenza valorizza lo scatto ed è un godimento per gli occhi, con i dettagli delle ciglia, degli occhi, della superficie delle labbra, gli orecchini ecc. - anzi sembra quasi ci sia un leggero blur mentre avrei gradito un maggio microcontrasto -. Certo non c'è sfondo che necessiti un buono sfocato ma se avesse scattato con un'ottica poco risolvente, comprata apposta per ritratti, con una resa ai bordi ridicola come compromesso per avere lo sfocato burroso, lo scatto non sarebbe stato altrettanto bello. grande impatto estetico proprio. Ma è stata usata bene la luce, è quella che deve essere morbida e ben dosata. Non voglio convincere nessuno né disprezzare un certo strumento per ottenere determinati risultati ma solo mostrare con i fatti quello che dicevo, cioè che la risolvenza è un parametro importante in un'ottica, anche quando la si usa per ritratto. si fa sempre a tempo a limitarla. l'ottica burrosa è un modo facile di ottenere quello che dovrebbe essere l'illuminazione a dare e fa perdere tutto il piacere del dettaglio. certo ha uno sfocato migliore che in esterni può aiutare ... ma vale la perdita di risolvenza? per me no |
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 0:32
c'è chi ha la fissazione per la nitidezza estrema, chi per lo sfuocato estremo (tanti ritratti in cui naso/orecchie/il secondo occhio, già gli zigomi...sono sfuocati), chi per una via di mezzo, ecc ecc. il bello è che ognuno ha un proprio gusto personale e interpreta come meglio crede il proprio soggetto, sarebbe bello non dover nemmeno giustificare quello che è il proprio gusto personale. per me se uno ricerca imprescindibilmente una risolvenza elevata fa bene a farlo, anche se personalmente fuori dalla macrofotografia non ne vedo il bisogno a favore di altri parametri, ma trovo che siano appunto solo ed esclusivamente scelte personali. |
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 0:51
a me in realtà piacciono tutte e due le situazioni. mi fa un po' specie quando sento dire con supponenza che i test sulla risolvenza non dicono niente e sono sostanzialmente da neofiti o che è solo una mania moderna la ricerca di risolvenza. poi leggo i post di chi compra gli zeiss ... |
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 1:19
Se penso che negli anni '70 e '80 fare ritratti burrosi era praticamente un dogma.... Se eri un patito dei ritratti, o eri ricco da comprarti il mediotele morbido specifico per ritratti, oppure ti prendevi un filtro flou, alla disperata potevi usare un filtro normale leggermente passato con un pò di vaselina in superficie, oppure una calza da donna. Assolutamente proibito non avere nulla: il ritratto doveva avere quella morbidezza da immagine semionirica. Invece, ultimamente vedo ritratti, come quello postato da te, che sono stupendi con quella ricchezza di dettaglio nei posti giusti. Ho visto anche un ritratto postato da Luca Casale un anno fa in un altro forum (o su FB? Non ricordo) incredibilmente bello, nonostante contravveniva ad un altro dogma del ritratto: lo scatto a TA. Infatti era il ritratto di una bellissima signora, ripresa in studio con un fondale nero e scattata a f/16 con una nitidezza incredibile nell'intero viso, orecchie comprese. Ben vengano queste violazioni a regole fin troppo religiose se poi i risultati sono notevoli. Per quel che riguarda la risolvenza, credo che solo nei forum ci sono i detrattori, perché in tutte le riviste di settore che leggo o che leggevo, la risolvenza di un obiettivo è sempre considerato uno dei parametri più importanti nelle sue caratteristiche qualitative. E non solo dalle riviste che fanno test scientifici come Tutti Fotografi. Giorgio B. |
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 8:29
In studioo con sfondo "uniforme" anche con le lenti di grande apertura si usano a diaframmi chiusi e i risultati sono gli stessi... CMQ: la foto è stata fatta con un obiettivo MACRO @f/10 vuoi che non ci sia dettaglio? |
user493
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 8:37
“ CMQ: la foto è stata fatta con un obiettivo MACRO @f/10 vuoi che non ci sia dettaglio? „ yuk anche troppo! La foto è molto bella, a me piace ed hai fatto bene a sollevare la questione, non sempre gli sfocati estremi piacciono (o vanno bene) ma non sempre gli "a fuoco" estremi piacciono (o vanno bene.) come dici giustamente te, non c'è uno sfondo da sfocare, in studio è normale che sia così. |
user18686
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 8:44
Dipende anche dalla modella, io collaboro ogni tanto con un fotografo amico che fa matrimoni e non sempre capita una sposa con il viso angelico e perfetto della bellissima ragazza della foto da te postata. Dico questo perchè l'abilità del fotografo sta anche nel tirare fuori il massimo dal soggetto che deve fotografare. Per certi soggetti il 100 macro a f10 è sconsigliato, credimi...... specie se con le fotine che fai ci campi!!!!!!!! Devi anche considerare che il ritratto non è solo un primo piano stretto, ma anche ambientato e in questi casi chi la fa da padrona è la capacità di separare i piani e lo sfocato, la risolvenza viene in secondo ordine. Considera anche che un'ottica da te spesso criticata come il 50 1,2 al centro è nitida anche alle massime aperture, in foto di ritratto ambientato la nitidezza ai bordi non serve a nulla. Pertanto non è che la risoluzione non serve in assoluto, ci sono foto in cui la priorità è la risoluzione e in altre che non lo è. |
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 10:26
“ In studioo con sfondo "uniforme" anche con le lenti di grande apertura si usano a diaframmi chiusi e i risultati sono gli stessi... „ Si, lo immagino, ma dal momento che non faccio ritratti, quindi ne so meno di uno cha fa foto con l'iphone, per anni mi è sempre stato insegnato che i ritratti si fanno a diaframmi aperti, quando ho visto quella foto fatta a f/16 sono rimasto perplesso. Poi ho riflettuto e compreso, anche per via dello sfondo tutto nero. Giorgio B. |
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 11:29
Provo a dire la mia sull'argomento, sperando di non essere inopportuno. Sembra assodato per tutti che la fotografia sia un linguaggio che usa diversi parametri. Come per qualsiasi altro linguaggio artistico, NON esistono regole predefinite: detto con altre parole l'artisticità viene conferita a posteriori e dall'esterno, NON è una proprietà interna all'opera. Sembra assodato che nessuno sia detentore di regole a priori per discriminare il risultato estetico di una foto. Parimenti con riferimento alla nitidezza è riscontrato che esistono foto di valore sia che ne siano fortemente caratterizzate, sia che non ne facciano un tratto distintivo. Il problema allora, a parte quello legato al fatto che evidentemente nessuno vuol perdere la tenzone, è che secondo alcuni un certo tipo di rappresentazione tridimensionale - che a loro giudizio è un parametro estremamente pregiato - è incompatibile con un'elevata nitidezza , o meglio che ciò che determina quella rappresentazione della tridimensionalità è legato ad altri parametri che ne compromettono la risolvenza . Chiedo a tutti e a Cos in particolare se ho capito bene. Qualora le cose stessero così, NON significherebbe che ogni foto particolarmente nitida sia brutta e cattiva, ma che c'è chi apprezza anche altro in una foto, e che è anzi disposto a rinunciarvi (alias ritiene preferibile una foto non particolarmente nitida) pur di poter fruire di altre caratteristiche, di altri elementi del linguaggio visivo. Riuscirei a comprendere una posizione scientista, cioè una che ritenga che, non essendo spiegabile o misurabile in maniera chiara cosa significhi tridimensionalità (o stacco dei piani), in realtà essa non esista come elemento non riconducibile per lo più a ridotta PDC, soltanto a patto che riesca a dimostrare che NON È VERO che ciò che secondo gli uni produce tridimensionalità (ha sentito parlare di aberrazione sferica?) NECESSARIAMENTE comprometta la risolvenza. Se non riesce a dimostrarlo - per esempio indicando un obiettivo che, pur provvisto di risolvenza notevole, sia affetto anche da evidente AS, e dunque che una foto molto nitida può essere affetta da un considerevole tasso di Aberrazione Sferica - temo che lo scientista dovrà per ora rinunciare a proclamare scientificamente l'inesistenza della "tridimensionalità". Laddove il tridimensionalista ha semplicemente asserito che "crede" di notare un effetto particolare e NON esclude invece che altri possono NON notarlo, dobbiamo constatare che siamo di fronte ad un semplice atto di fede, e dunque non ha alcun senso tentare di dimostrare che non sia scientificamente vero, tenendo però ben presente che potremmo trovarci in quella fase dello sviluppo del pensiero scientifico non deduttivo (induttivo) in cui lo scienziato ha intuito sensorialmente la verità del mondo delle cose, ma non è ancora riuscito a portarla inequivocamente (cioò in modo che possa essere "falsificata") in quello delle parole. Auguri di buon Natale a tutti !!! Paolo |
user15476
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 12:41
“ Certo non c'è sfondo che necessiti un buono sfocato ma se avesse scattato con un'ottica poco risolvente, comprata apposta per ritratti, con una resa ai bordi ridicola come compromesso per avere lo sfocato burroso, lo scatto non sarebbe stato altrettanto bello. „ Anche se un ottica di questo genere viene chiusa a f/16? Ad esempio, se confrontiamo un Summicron-R, un Planar (Contax), un Helios ed un Canon - stessa focale - chiusi entrambi a f/11 e anche di più, si potrà veramente notare una differenza di nitidezza o microcontrasto in un ritratto in primo piano (con luce flash)? |
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 13:40
Mai sentito parlare di Percezione? |
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inviato il 24 Dicembre 2012 ore 15:17
Credo che nel ritratto il dettaglio sia essenziale se nel posto giusto, ma non deve creare un aspetto troppo freddo, quasi meccanico. Un alone soft attorno al ritratto può creare quell'atmosfera di calore che coinvolge chi osserva senza distogliere lo sguardo dall'insieme della foto. Non a caso le lenti tipo 50 f1.2 o 85 f1.2 hanno la massima risoluzione a TA e sono stati creati per sfruttare al meglio la loro apertura. Poi ritengo che fare un ritratto dettagliato che si concentra appunto sul singolo dettaglio sia estremamente facile, prendi un 180 macro o un 300 f2.8 e scatta, altra cosa è giocare con le luci ambientali e trovare il dettaglio nelle ombre, nei toni di colore e nell'insieme di ciò che il fotografo ha nella testa prima di fare le foto. Non a caso la foto proposta (bellissima nel suo insieme) per me è valorizzata dallo sfondo che stacca i piani e non tanto dalla modella in se per dettaglio, credo che a colori non da lo stesso risultato magari con uno sfondo non omogeneo. Altro punto la luce è gestita molto bene e prende il sopravvento sul dettaglio stesso. Io la vedo così questa foto bella perché in bianco e nero. Tralasciamo la PP che esula dalla reale potenzialità dell'ottica. Io ho 2 ottiche, il 50 f 1.2 e il 135 f 2, che forniscono foto e colori che a mio avviso (e per come piace a me la foto) non necessitano di PP (sia che la foto sia ben eseguita o meno). Ricordiamoci che tutto è migliorabile o peggiorabile in PP, dipende come la si usa. Buon Natale e ad ognuno la sua ottica. |
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inviato il 25 Dicembre 2012 ore 1:07
“ Devi anche considerare che il ritratto non è solo un primo piano stretto, ma anche ambientato e in questi casi chi la fa da padrona è la capacità di separare i piani e lo sfocato, la risolvenza viene in secondo ordine. „ rispondo a te e a Rigel: le ottiche di canon ultraluminose che hanno quel bokeh che molti cercano come elemento principale, ai bordi sono decisamente meno risolventi. in una immagine come quella è proprio bello vedere una costanza nel dettaglio su tutto il fotogramma, in modo omogeneo. l'85 f/1.2 è moolto risolvente al centro. quindi anche chi dice che preferisce il bokeh alla risolvenza non tiene conto che quelle ottiche non sono morbide in assoluto perché sono pensate per piazzare il soggetto in mezzo, fare un bel primo piano e sfocare il resto. poi uno le può usare anche come arma contundente, però sono fortemente orientate a quell'uso, sono poco flessibili in questo senso e puntano anche sulla risolvenza ma non in modo omogeneo. la foto in questione l'avrei scattata - come molte altre - con un 85 1.8 semmai, o un 100 f/2. quanto allo "stacco" dei piani mi spiace ma non è cosa che sto molto a vedere né secondo me così importante quando si ha un primo piano netto e tutto il resto sfocato. non mi interessa andare a misurare la profondità di ogni punto, voglio solo sfocare tutto il resto. che me ne faccio? e quanto si vede, posto che sia veramente una cosa rilevabile e non accentuabile in pp? |
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inviato il 25 Dicembre 2012 ore 1:24
“ Dipende anche dalla modella, „ perdonami: NO dipende da chi la trucca e da chi mette le luci e anche da chi scatta e fa postproduzione. se guardi le vecchie dia per ritratto e vedi le foto pubblicitarie, ti fanno vedere anche i piccoli pori della pelle ma quando vuoi fare delle immagini così dettagliate devi saper curare il dettaglio: sono immagini dal forte contenuto estetico e non puoi scattarle come un macellaio sperando che sia l'obiettivo a compensare - certo se devi fare matrimoni e illudere la sposa che sia senza difetti per venderle le foto ti basta anche meno dell'ottica L - è proprio questo che sto cercando di fare capire: ci sono persone che prendono l'ottica morbida e burrosa, vanno in esterni e scattano anche ritratti insignificanti, brutti, illudendosi che l'ottica faccia tutto. e si vede! la foto ha carattere se fai un insieme di scelte che le conferiscono carattere. quella sopra per me ne ha da vendere. quello che perdi con ottiche del genere secondo me il più delle volte è troppo. va bene se le usi per qualche lavoro specifico, non se vai in giro a fare qualsiasi cosa a f/1.2 per vedere l'effetto alcolico in ogni immagine. è stucchevole tanto quanto instagram “ Devi anche considerare che il ritratto non è solo un primo piano stretto, ma anche ambientato e in questi casi chi la fa da padrona è la capacità di separare i piani e lo sfocato, la risolvenza viene in secondo ordine. „ io quando ho visto il 50 1.2 usato professionalmente l'ho visto in situazioni di estrema morbidezza e questa capacità di separare piani proprio non l'ho colta. in quell'uso specifico sicuramente non serve tanta risolvenza ma quante foto puoi fare così prima che venga la nausea? sono tutte uguali “ Considera anche che un'ottica da te spesso criticata come il 50 1,2 al centro è nitida anche alle massime aperture, in foto di ritratto ambientato la nitidezza ai bordi non serve a nulla. „ e perché mai? proprio se è ambientato e metto il soggetto in posizione decentrata perché mai devo ritrovarmi 1200 linee per descriverlo? “ Pertanto non è che la risoluzione non serve in assoluto, ci sono foto in cui la priorità è la risoluzione e in altre che non lo è. „ niente da dire, ma se compri un'ottica e non 10 per ritratto io trovo insensato dire che la risolvenza non è un parametro importante. lo è sempre, anche perché se la risolvenza fosse per dire bassissima non si distinguerebbe il soggetto dallo sfondo, scusa l'ovvietà ma mi sa che non è chiara a tutti. e per fare una patacca del genere basterebbe il blur di photoshop. morale: trovo una posizione da guru della domenica stare a snobbare e disprezzare i test di risolvenza. non dicono tutto ma ti dicono se quello che vedi viene ripreso nel dettaglio o no e che differenza c'è tra bordi e centro - se soo grafici mtf vedi anche la morbidezza dello sfocato -. se i dettagli non arrivano non puoi inventarteli nè elaborarli. non ti interessano 3200 linee? ok ma vorrai sapere se ne hai 1700, 1200 o 300? |
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inviato il 25 Dicembre 2012 ore 1:40
“ In studioo con sfondo "uniforme" anche con le lenti di grande apertura si usano a diaframmi chiusi e i risultati sono gli stessi... „ vero e allora a che ti serve un 50 1.2? “ CMQ: la foto è stata fatta con un obiettivo MACRO @f/10 vuoi che non ci sia dettaglio? „ appunto -_____- forse non è chiaro il post iniziale? |
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