Hypa  inviato il 23 Maggio 2012 ore 21:26Mat, la definizione di "libero" dice già tutto da se...e dice anche che non si posson considerare tali gli animali di cui si parla da tutta la discussione..purtroppo qua non possiamo avere una scala delle libertà degli animali, qua esiste "libero" o "non libero".....
Marsupilami  inviato il 24 Maggio 2012 ore 8:46Quindi oserei dire che ci sono 3 possibilità... Libero, addomesticato e in cattività. Il primo caso l'animale è selvatico e capo di se stesso. Nel secondo l'animale vive in sintonia con l'uomo e non riuscirebbe a farne a meno, per questo motivo l'animale è legato al suo "padrone" con una sorta di dipendenza spesso bilaterale (per esempio con gli animali da fattoria). Cattività, l'animale è fondamentalmente un selvatico (nato in libertà o in cattività) e tenuto rinchiuso. " qua esiste "libero" o "non libero"..... " Mi sembra un po' drastico. Non c'è solo il bianco e il nero ma anche le sfumature di grigio. Io capisco che un animale in cattività non sia bello come un animale in libertà, ma penso che ci sia una differenza abissale tra un anatra da ingrasso o delle gallina da batteria rispetto ad un falco nato in cattività che viene trattato con cura e molto probabilmente è pure integrato in programmi di procreazione e reinserimento per la salvaguardia della specie.
Francoofranco  inviato il 24 Maggio 2012 ore 9:15Marsupilami credo che ti stia mordendo la coda
Odisseus  inviato il 24 Maggio 2012 ore 11:33Ragazzi ci insacchiamo in un percorso senza sbocchi solutivi. Gli umani si sono elevati dallo stato istintuale ai costi del resto della natura. A noi rimane soltanto di aspergere la migliore "umanità" sulle entità che costringiamo a vivere a contatto o dentro la nostra sfera esistenziale. Gli animali sono attratti dal nostro affetto, ma non ne hanno bisogno in ambiente naturale, in quanto la natura gli chiede ciò che sono in grado di dare e gli da quanto sentono di abbisognare. Noi interferiamo e sofistichiamo il loro modo di sentire e lo facciamo quasi sempre per nostre esigenze di acquisire protesi psicoreattive di ausilio e compendio degli scorni esistenziali. Ho avuto infinite discussioni con mia figlia sul "ruolo del cane in casa" e ho fatto attenzione ad un vicino che ha preso un cane mesi fa. Il cane di notte "piange" sempre forse per i dolori della castratura e forse per la libertà perduta (sono 8 mesi ormai), dacché di notte dovrebbe preferire di fare altro. Magari è uno di quegli animali che perfettamente "toilettati" finiranno per fare bella figura in qualche forum di fotografia. La vicinanza umana attiva o passiva snatura sempre l'animale. Anche quello selvatico, mentre guarda l'obiettivo luccicante del fotografo non è più "se stesso". A noi ci rimane soltanto la risorsa di dare un senso utile (quello estetico è già utile...) a quanto facciamo, ma non di recuperare quello che irrimediabilmente espropriamo della naturalità ambientale.
Apemaya77  inviato il 24 Maggio 2012 ore 12:06

Hypa  inviato il 24 Maggio 2012 ore 12:26Si si Marsupilami, non volevo metter legna sul fuoco, la mia era una considerazione basata sulla definizione da dizionario di libertà..ed associata al contesto fotografico, un animale, addomesticato, risulta come non libero..volendo ce ne sarebbero anche altre di sfumature, un topo o il serpente che vive nella mia legnaia, sono liberi, ma son legati alla presenza umana, e approfittano dei nostri scarti o della nostra presenza, di conseguenza son più semplici da fotografare...in fin dei conti credo che il punto dell'indignazione sia proprio questo no? La semplicità nell'esecuzione della foto, meno sforzo per eseguire la cattura, meno gloria....
Hypa  inviato il 24 Maggio 2012 ore 13:58assolutamente si Lloyd era pour parler..
Marsupilami  inviato il 24 Maggio 2012 ore 14:01Concordo sia con Lloyd che con Hypa (l'ultimo commento) In qualsiasi caso, i disonesti, continueranno a far quel che vogliono... quindi "Pace in terra agli uomini di buona volonta" eheh
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