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Tanam, Bezo Toy i
Madagasikara
Testo
& foto by Federico Tabarrini,
Introduzione by Juza
| Ho conosciuto Federico
qualche mese fa sul JuzaForum, e sono rimasto colpito
non solo dalle ottime foto, ma anche dalla passione e
dall'impegno che dedica alla popolazione del
Madagascar. Così, quando mi ha proposto di scrivere
un articolo, sono stato felice di offrirgli questo
spazio: penso che anche voi rimarrete colpiti dal
cuore con cui son scritte le sue parole; un articolo
che certamente si discosta dall'ambito strettamente
fotografico e dalla maggior parte dei testi pubblicati
sul Magazine, ma che merita un'attenta lettura, con
gli occhi e con il cuore.
Juza |

Tanam, Bezo Toy i Madagasikara: ho pensato fosse il titolo giusto…“Benvenuti, questo è il territorio dei Bezo in Madagascar”.
Scrivo perché è il cuore che detta le parole. Esulerò un poco dal costruire un articolo basato solo su fotografia naturalistica. Ma è mia intenzione tentare l’ibrido: perché una foto naturalistica possa diventare stimolo di riflessione per tutti noi.
Facciamo un salto in Madagascar. E’ uno stato insulare di 594.180km2 circa, con 16.500.000 abitanti, situato sull’Oceano Indiano, a largo della costa orientale Africana, di fronte al Mozambico. La prima lingua, quella ufficiale è il malgascio ma la popolazione parla anche il francese causa del passato coloniale. Si distinguono diciotto gruppi etnici
principali, e le religioni più diffuse sono l'animismo e il
cristianesimo. E' una Repubblica Presidenziale suddivisa amministrativamente in enti di quattro livelli principali: Provincia (faritany mizakatena), Regione (faritra), Dipartimento (departemanta) e Comune (kaominina). Ogni provincia prende il nome dal suo capoluogo: 1) Antananarivo, suddivisa in tre regioni 2) Antsiranana, suddivisa in due regioni 3) Fianarantsoa, suddivisa in cinque regioni 4) Mahajanga, suddivisa in quattro regioni 5) Toamasina, suddivisa in tre regioni 6) Toliara o Tulear, suddivisa in quattro
regioni.
Si ritiene che il Madagascar si sia staccato dal continente Africano circa 140 milioni di anni fa. I primi uomini, giunti circa 2000 anni fa, erano probabilmente di origine indonesiana e malese. Da questi discenderebbe il popolo malgascio visti i tratti somatici e culturali mantenuti. Tra il XVI e XVII secolo il Madagascar è stato rifugio ideale per pirati che depredavano le flotte mercantili in transito per le indie. Nel 1890 la Francia dichiara il Madagascar un proprio protettorato. Il 14 ottobre 1958 nasce ufficialmente la Repubblica del Madagascar nell’ambito della Communauté Française. Il 26 giugno 1960 finalmente il Madagascar diviene indipendente, con Philibert Tsiranana come primo presidente.
Il Madagascar ospita il 5% delle specie animali e vegetali del mondo, l’80% delle quali ritrovano solo in Madagascar. Un esempio ne sono i
lemuri (tutte le specie esistenti vivono su quest'isola), tre famiglie endemiche di uccelli, numerose specie di camaleonti ed i tipici baobab. Dominano il territorio anche manguste,
coccodrilli e circa 60 specie di serpenti. E’ un isola tropicale
ma paesaggio e clima sono molto vari. Chiamata anche l’isola rossa causa il terreno ferroso è un paese diviso in diverse regioni con altrettante diversità a livello geografico. Da nord a sud infatti, in Madagascar si passa da montagne, colline e pianure ricche di risaie a paesaggio arido e stepposo.
La flora è costituita da otto famiglie di angiosperme, 170
specie di palme, numerose specie di felci e bambù, un migliaio di orchidee, molte piante carnivore e agavi.
Questo, in largo e in lungo è il Madagascar. Ma la ragione per cui scrivo è un’ Associazione. Un
ONLUS, o meglio ancora un gruppo di amici che nonostante innumerevoli difficoltà hanno intrapreso il duro percorso della costruzione di un ospedale in
Madagascar: "Associazione Amici di Ampasilava –
Madagascar”.
Il legame fra tale Associazione, le mie emozioni sono riflessi negli scatti riportati in questo articolo. Ritraggono rapporti fra natura e uomo, una natura ancora fortunatamente incontaminata che vedrete, farà molto parlar di se.
Ci troviamo nella provincia di Toliara o Tulear, 50km a sud di Morombè e 600km dalla capitale Tanà (Antananarivo), inseriti nella realtà quotidiana dei villaggi di pescatori Bezo (Vezu) di Ampasilava, da cui trae il nome l’Associazione ed Andavadoaka. E’ iniziato tutto sette anni fa con la costruzione di un villaggio turistico che per omettere chiari fini pubblicitari eviterò di citare. Tra i fondatori era presente un medico in pensione, un grande amico, un grande uomo: Alessandro Pasotto. Gli autoctoni lo sapevano. Cominciarono ad affluire al villaggio numerosi. Tutto ciò perché questa è una regione completamente sprovvista di qualsiasi presidio sanitario. Il più vicino per la risposta alle loro esigenze si trova a 180km di distanza, città di Tulear, con strade a volte impercorribili. Gli abitanti impiegano due o tre giorni per recarsi in tale sede, con l’ausilio di carretti trainati da zebù o via mare con piroghe.
Nel corso degli anni, un po’ per necessità estrema, un po’ per fiducia acquisita, la popolazione dei villaggi ha cominciato ad affluire a tal punto che, nel periodo di permanenza del medico, siamo arrivati ad erogare più di 4200 prestazioni sanitarie gratuite comprensive di presidi medico-farmaceutici. La richiesta di tali prestazioni diventa giorno per giorno maggiore e così la costruzione di una modesta struttura da adibire ad ambulatorio medico all’ interno del resort diventa necessaria. Uno stabile di pochi metri quadrati che proverà a soddisfare tutte le loro richieste.
Una media di 60 pazienti/giorno con fruizione di presidi medico/chirurgici e farmaceutici gratuiti fanno si però che gli sforzi di tale costruzione comincino, nel tempo, ad essere
anch’essi insufficienti. Sandro, la moglie Rosanna ed i loro amici costituiscono l’Associazione O.N.L.U.S. “Amici di Ampasilava – Madagascar”. L’obiettivo della nascita di tale Associazione è quella di avere alle spalle un’Organizzazione per favorire la raccolta di fondi e risorse umane…il desiderio è quello di costruire un Ospedale e donarlo alla comunità rurale di Andavadoaka!!
E io? Che c’entro in tutto questo vi chiederete. Da sempre interessato al volontariato mi sono avvicinato a loro per caso. Avete presente quei giorni a lavoro apatici che sembrano non aver ne un inizio ne una fine? …ebbene fu proprio in quel momento che una collega a si avvicinò chiedendomi: vuoi lavorare con me in Madagascar? Anche se perplesso dall’insolita richiesta, non ho esitato ad annuire. Ho conosciuto Sandro e Rosi un anno fa ed ora mi ritrovo innamorato del Madagascar dopo averlo toccato ed assaporato per un mese intenso.
Intenso a tal punto che non saprei come descrivervelo. L’unico modo credo sia farvi leggere una lettera che ho scritto fra ottobre e novembre 2007, durante la mia permanenza in territorio malgascio, e che non ho mai ne spedito ne pubblicato causa assenza di
mezzi...
“Sono in capo al Mondo…
Non è propriamente il modo migliore per iniziare a scrivere ma è la verità.
Non ho telefono…
…a parte un satellitare per le emergenze al costo simbolico pro-chiamata di 5 euro/min!
Non ho giornale…
…a parte un quotidiano di settimane fa, in cui stranamente non succede mai nulla di nuovo!
Non ho televisione…
Non ho radio…
Non ho orologio…
Non ho fretta…
Non ho il caos…
Non ho smog…
Non ho tasse…
Non ho OGM…
Non ho Berlusconi, né Prodi, né tutto il resto degli amici del mattino!
“Ci sono cose nella vita che mi sembrano più vere ed altre che mi sembrano di plastica, ci sono cose che vorrei poter cambiare veramente, lo vuole tanta gente, e invece niente…”
E allora mi ritrovo qui, seduto in un lembo di terra che sembra ipnotizzare cancellando dalla mente spazio e tempo.
E allora scrivo perché so che presto leggerete…tutti!
Scrivo perché le emozioni sono troppo forti…
Scrivo perché i profumi ti inebriano…

Scrivo perché la vividità dei colori è accecante…

Scrivo perché l’aria ti esplode nei polmoni…
Scrivo perché questo sole, ogni giorno diverso, colora la mia anima…

Scrivo perché questo mare, sempre più azzurro, è lo specchio della mia libertà…
Scrivo perché questo cielo sembra non abbia mai fine…
Vivo in un bungalow con tutti i comfort, dall’acqua corrente riscaldata dal sole ai servizi sanitari sotto le stelle…mio Dio la doccia a mezzanotte con la luna che ti guarda!
Ho pesce…
…solo pesce…
…tanto pesce!
Ed è buffo, sapete perché? Con lenza e filo armati da vecchio lupo di mare, in pochi attimi il pranzo è servito!
Ho birra…
La loro birra, “The Three Horses Beer”, prodotta con il procedimento classico…
…ma sa di Birra!
Ho cocco dalla “mia” palma…che sa di cocco…
Ho banane…che sanno di banane…
Ho ananas…che sa di ananas, che quando la tagli sembra pianga come se non volesse…
Ho arance…mio Dio le arance…che sanno di arance!
Le guardi…le odori…poi le guardi di nuovo, poi le odori ancora e ti dimentichi che le avevi in mano per un altro scopo!
Ho carote, zucchine, fagiolini, cavolfiori, cipolle, aglio…tutto rigorosamente senza né olio ne sale, tutto vero!
Ho Bernardo, il “mio” paguro che con il suo sordo “toc toc” di passi concilia la notte…
Ho Jack, il “mio” geco, dalla fame di zanzare un po’ dubbia, visto che ieri notte ho chiuso gli occhi alle 4:30 causa numero indefinibile di punzecchiature con fastidio annesso…
Maledette!!
Ho Luna, il “mio” cane la cui diffidenza nei confronti dell’ uomo mi ha conquistato…
Ho Wilson…ricordate “Cast Away”???
Ho Fulvio, il mio compagno di capanna, la cui naturalezza ed esperienza fanno sì che le giornate non siano ne lunghe ne corte, ne dure ne semplici, fa si che le mie giornate siano vive…siano sagge!
Ho Irene…la mia dolce metà…
Il viaggio:
17 ottobre in volo: Bologna ore 7:15, Parigi ore 9:45, Antananarivo, la capitale a 1300m s.l.d.m. ore 22:45.
Sistemati in un resort accanto l’aeroporto dormiamo appena 4 ore e via…senza dimenticare la brusca sveglia perché tutti abbiam tralasciato il fuso!!
18 ottobre in volo: Tuleàr, capoluogo dell’omonima provincia a sud/ovest del Madagascar. Il caldo tropicale si fa sentire…ed il mio primo impatto è una bimba, con un età apparentemente di 7 anni (apparentemente perché sto imparando che l’età del popolo Malgascio è indefinibile) le cui uniche parole sorridendo sono state: “eau monsieur” (acqua signore)…siamo in Madagascar.
Toccato.
18 ottobre in 4x4: 8 stremanti ore attraverso le loro “strade nazionali” con tanto di foratura della ruota posteriore dx. 180km alla velocità max raggiunta di 40Km/h…ho detto la max raggiunta!!!
Ore 17:00 siamo al nostro resort, giusto in tempo per il calar del sole.
Da qui il mio diario di viaggio si interrompe…poiché ho condiviso con Voi tutti il condivisibile…
Il resto vorrei rimanesse dentro di me…spero possiate capire...
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La donazione dell’Ospedale alla comunità rurale di Andavadoaka - Il rito:
Un rito pagano in una vecchia scuola elementare. Seduti in terra rivolti verso Est (verso il sorger del sole).
Il presidente del consiglio degli anziani, due bottiglie di Rhum, Io, Sandro, Rosanna, Stefania, Fulvio ed Irene (i promotori in loco dell’ospedale) e l’invocazione ai 5 elementi. Un rito il cui sconvolgimento interiore non può esser trascritto, non può esser rappresentato
con le parole.
Sotto gli occhi sbigottiti di tutti Noi e di tutti Loro, qualcosa sta per sorgere.
L’atto di donazione è firmato.
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I Malgasci e l’ Ambulatorio:
Vedo solo immensità nel viso di quelle persone, soprattutto nei bambini. Il loro sorriso, inspiegabilmente a 38 denti si incolla al tuo sguardo e tu…immobile, sei schiavo dei loro occhi, ipnotizzato dal loro “vasà” (straniero).
Siamo in mezzo a due popolazioni di pescatori. Ovvero tra i villaggi di Ampasilava, da cui traiamo il nome della nostra Associazione, e di Andavadoaka.
Vivono in simbiosi con il mare, vivono nel mare ma paradossalmente non mangiano pesce…è un alimento troppo costoso, pertanto lo rivendono per guadagnare sull’acquisto di riso e manioca.
Hanno una “costituzione”, un sindaco, un capo del villaggio ed un consiglio degli anziani. Non manca proprio nulla…
I nostri pazienti alle 7:30 del mattino sono già nella “modesta” sala d’attesa…pronti con il loro “Marari Marè” (molto dolore). Una casistica con un epidemiologia che varia dalla brochite alla gastroenterite fino all’estrazione di dentaria, fa si che le nostre giornate siano sazie di soddisfazione…ricche di esperienza.
Devo concludere obbligatoriamente la mia mail qui.
Esigenze tecniche: l’invio della mail è di soli 9Kb/s da satellitare pertanto mi sono dilungato anche troppo…e non so neanche se riuscirò a spedirla.
Alzo gli occhi al cielo dall’isola senza tempo, fatelo anche Voi…guardate una stella, perché è la stessa che guardo io…
Con affetto.”
Federico
Tabarrini, l'autore
Mi presento:
…e lei è Irene…
Se l’indifferenza non vi fa da padrona e guardare il mondo che vi circonda con occhi diversi è stimolo per i vostri sensi, per favore trovate pochi attimi del Vostro tempo da dedicarci. Confidando nell’aiuto di molti, abbiamo intrapreso la difficile strada della costruzione di un Presidio Sanitario ad Andavadoaka. Le difficoltà sono innumerevoli e la realizzazione ed il mantenimento di questo progetto hanno bisogno di aiuti finanziari e di risorse umane. Necessitiamo pertanto di personale medico, infermieristico e tecnico che sia disposto, anche per brevi periodi a fornire gratuitamente il proprio ausilio. Se avete un po’ di tempo da dedicarci, visitate il nostro sito ufficiale, avrete informazioni più dettagliate.
www.amicidiampasilava.com
P.S. Quasi dimenticavo: l’ospedale a settembre 2008 sarà operativo! In attesa delle foto aggiornate di giugno 2008, ecco quelle del marzo scorso.…il nostro sogno si sta realizzando!
Grazie Emanuele, o forse è più corretto dire Juza. Grazie per aver dato luce alle mie parole.
Un grazie anche a tutti Voi che con pazienza siete arrivati fin qui.
Federico Tabarrini
Attrezzatura fotografica: tutte gli attimi congelati fin qui son stati immortalati con la mia fedelissima Canon EOS 400D ed il Sigma 18-200 f/3.5-6.3 DC OS HSM. Della reflex entry-level si è parlato e straparlato. Sull’obiettivo vorrei spender due parole: è un oggetto con un buon rapporto qualità/prezzo. Molto versatile vista l’ampia gamma di lunghezze focali, e, per chi come me ha poche pretese, porta a risultati ottimali. Tornerò in Madagascar ad ottobre 2008 per un mese e mezzo e con il nuovo corredo che mi accompagna da qualche mese: Sigma 10-20 f/4-5.6 EX DC HSM, Canon 24-105 f/4L IS USM, Sigma 70-20 f/2.8 APO EX DG Macro II HSM, Kenko TC 2x, Treppiede Manfrotto 718B. Prima di andare dai miei bambini dedicherò un po’ di spazio alla fotografia naturalistica incentrando un tour sugli altipiani, al parco dell’ Isalo, di Perinet e di Ranomafana.
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Un poco di me: Lavoro in Radiologia d’Urgenza, in un Pronto Soccorso…ma non importa dove, come, quando e perché. Il mio amore per la fotografia naturalistica nasce un anno fa, quando, in concomitanza con il progetto appena descritto, ero alla ricerca di un forum adatto alle mie esigenze da principiante. Ho trovato Juza. Un manuale di fotografia costruito scrupolosamente. Un forum di discussione aperto al professionista e a quelli come me…che della reflex digitale sapevano poco e nulla. Ora mi ritrovo qui, infatuato della fotografia, piacevolmente ubriacato dall’esperienza del giovane Juza come di un buon vino…ricordandovi che: la vita è troppo breve per bere vini mediocri - Johann Wolfgang von Goethe.
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