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Un buon treppiede è
essenziale per scattare foto nitide.
Certamente, in alcune situazioni anch'io
fotografo a mano libera, ma quando
possibile preferisco usare il treppiede:
un supporto stabile è molto importante,
in particolare per paesaggi, flora e
macro. Il treppiede elimina il mosso
dovuto ai movimenti delle mani, e
permette di comporre con attenzione la
fotografia; inoltre, è un grande aiuto
per teleobiettivi pesanti come il 400
f/2.8, 500 f/4 o 600 f/4.
Il treppiede
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La Canon 1D
MarkIIn col Sigma 12-24 EX HSM, montata sul treppiede Manfrotto 055 PROB.
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Non c'è un treppiede giusto per chiunque:
bisogna scegliere il modello che soddisfa le
proprie esigenze, valutando le
caratteristiche principali. Per quanto mi
riguarda, utilizzo due treppiedi: il pesante
Manfrotto 055 WNXB che uso quando faccio
escursioni non particolarmente impegnative e
il molto più leggero Manfrotto 190MF4,
facile da portare ovunque e robusto a
sufficenza per paesaggi e macro.
La
prima cosa che consiglio è evitare i
treppiedi da 15 euro che trovate nei
supermercati...hanno gambe sottili come
matite e sono praticamente inutili. Se siete
seriamente interessati alla fotografia, non
montate una fotocamera da 700 euro su un
treppiede da 15 euro. Non bisogna spendere
cifre esagerate, ma vi consiglio di prendere
almeno un buon treppiede come il Manfrotto
055 (circa 160 euro), altrimenti perderete
molte foto a causa del tremolio della
fotocamera.
Il peso dovrebbe essere
un buon compromesso tra stabilità e
portabilità: un treppiede che pesa 10kg può
essere solido come una roccia, ma è inutile
per la fotografia naturalistica se è troppo
pesante per essere portato in giro. In
genere, il peso ideale è tra due e tre kg.
La portata massima indica il peso più
elevato che può essere caricato senza
problemi: più la portata è alta, meglio è.
Se volete essere sicuri al 100% di avere un
supporto stabile, scegliete un treppiede che
ha una portata significativamente più alta
del peso di fotocamera e obiettivo. La
maggior parte dei treppiedi può portare un
peso molto superiore alla portata massima
dichiarata nelle caratteristiche tecniche,
ma se caricate un peso eccessivo non avrete
la necessaria stabilità.
L'altezza
minima e l'altezza massima sono molto
importanti. L'altezza massima dovrebbe
essere almeno 1.4-1.5 metri, senza estendere la
colonna centrale. Se estendete la colonna,
diminuite la stabilità - io consiglio sempre
di tenere la colonna all'altezza minima, a
meno che non sia strettamente necessario
alzarla. L'altezza minima del treppiede è
ancora più importante della massima. La
maggior parte dei treppiedi non permette di
abbassarsi a sufficienza, solo alcuni
modelli professionali hanno un'altezza
minima di 15-20 centimetri. Se l'altezza
minima non è abbastanza ridotta, è molto
difficile fare foto macro e riprendere i
soggetti da angolazioni molto bassa. Non
comprerei mai un treppiede che non permette
di abbassarsi almeno a 30 centimetri dal
suolo. Alcune case produttrici sostengono
che si possono ottenere angolazioni molto
basse montando capovolta la colonna centrale;
questa operazione è praticamente impossibile
quando si usano focali corte, ed è molto
scomoda anche con i teleobiettivi dotati di
collare per treppiede.
La maggior
parte dei treppiedi ha una colonna centrale.
Come detto in precedenza, bisognerebbe
cercare di usarla il meno possibile, perchè
alzare la colonna centrale diminuisce la
stabilità; inoltre, spesso la colonna non
permette di abbassarsi a sufficienza. Vi
consiglio di sostituire la colonna
"standard" con una più corta oppure, ancora
meglio, di scegliere un treppiede senza
colonna centrale (come i Gitzo più
professionali).
I treppiedi possono
essere costruito con vari materiali : di
solito, sono di alluminio o fibra di
carbonio. I modelli in carbonio sono più
costosi, ma sono altrettanto robusti e circa
il 30% più leggeri degli equivalenti in
alluminio. Il numero di sezioni
influenza
stabilità e portabilità. Consiglio di
scegliere un treppiede con 3 o 4 sezioni. I
modelli con solo due sezioni sono troppo
ingombranti, e quelli con 5 o più sezioni in
genere sono meno stabili dei modelli con 3-4
sezioni.
I treppiedi che ho
usato in passato
Attualmente, io uso un Manfrotto 190MF4
modificato e un Manfrotto 055XWNB. Non
esiste un treppiede giusto per tutte le
esigenze - dovete valutare qual'è il
migliore per voi. In questo paragrafo, ho
descritto i treppiedi che ho provato (e
venduto).
Manfrotto 055 NAT
(Altezza
massima senza colonna: 135 cm; altezza
minima: 27cm; lunghezza: 64cm; peso: 2.4 kg;
portata: 6kg; prezzo: fuori produzione): è
stato il mio primo treppiede, e l'ho usato
per anni con soddisfazione. Era un treppiede
solido e ben costruito; il suo unico
svantaggio è che l'altezza minima era 27
centimetri - buona, ma non abbastanza per
alcuni soggetti macro.
Manfrotto 190
MF4 (Altezza massima senza colonna: 113 cm;
altezza minima: 11cm; lunghezza: 46cm; peso:
1.6 kg; portata: 4kg; prezzo: fuori
produzione) : il
190MF4 è un treppiede piccolo e leggero che
ho comprato per le escursioni più
impegnative, quando non voglio portare con
me treppiedi più grandi. Prima del mio
viaggio in Florida, ero abbastanza
soddisfatto dal 190MF4, è abbastanza solito
per obiettivi di 1-1.5 kg come il Canon
100-400 L IS, se non estendete le gambe, o
con una sola sezione estesa. D'altra parte,
la sua altezza massima (113 cm) a volte può
essere un problema - ho perso alcune buona
foto perchè il treppiede non era abbastanza
alto per certi soggetti. Inoltre, dopo
averlo usato per tre settimane in abienti
difficili come le paludi della Florida, ha
perso uno dei piedini di gomma (una gamba è
affondata nel fango, e nel tirarla fuori ho
perso il "piedino" del treppide); dopo un
paio di settimane le gambe erano sporche di
sabbia, perdendo molta scorrevolezza.
Considerando il prezzo, la qualità
costruttiva non è molto affidabile, se avete
intenzione di usarlo in condizioni difficili.
Gitzo GT 1548 (Altezza
massima senza colonna: 153 cm; altezza
minima: 14cm; lunghezza: 60cm; peso: 2.8 kg;
portata: 25kg; prezzo: fuori produzione): il miglior
treppiede treppiede della linea Gitzo, ora
sostituito dal 5540. E' eccezionalmente robusto, ed è
un'ottima scelta anche per gli obiettivi più
pensanti come il 400 2.8, 600 f4 o anche per
ottiche mostruse come il Sigma 200-500 2.8 (che
pesa 17 kg). Detto questo - è costosissimo,
800 euro sono davvero tanti anche per un
treppiede del genere; inoltre, come tutti i
treppiedi Gitzo, ha un sistema di bloccaggio
delle gambe che a mio parere è peggiore di
quello usato da Manfrotto (a basse
temperature, trovo il sistema Gitzo più
difficoltoso da manovrare).
I treppiedi che uso
attualmente
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A sinistra: il
190MF4 modificato e lo 055XWNB fianco a fianco. A destra: le gambe senza
piedi.

A sinistra: lo
055XWNB sul campo. A destra: piedi in gomma con puntale d'acciaio.
Manfrotto 190 MF4 - modificato (Altezza
massima senza colonna: 52 cm; altezza
minima: 10cm; lunghezza: 37cm; peso: 1.1 kg;
portata: circa 10kg; prezzo: fuori
produzione): dopo il
mio viaggio in Florida, quando le gambe si
sono danneggiate per il fango e la sabbia,
ho smontato completamente il treppiede, l'ho
ripulito e l'ho rimontato, senza però le
ultime due sezioni. In questo modo ho
ridotto sensibilmente il peso e la lunghezza,
migliorando la portata. Ovviamente, è molto,
molto basso - è adatto principalmente alla
macro e ai paesaggi. Il vantaggio principale
di questa modifica è che ora può davvero
esser portato ovunque - a 1.1 kg e 37cm, è
facile farlo stare in ogni zaino, ed è
comodo da portare in giro. Inoltre, lo posso
usare in qualsiasi situazione senza
preoccuparmi della scorrevolezza delle gambe:
con solo due sezione, è difficile che una si
incastri, e comunque è facile da pulire; non
ha piedi quindi non c'è il rischio di
perderne uno ;-) Dato che le due gambe
rimanenti sono quelle più spesse, è più
robusto di un normale 190MF4 con le gambe
estese; a stima direi che ha una portata di
circa 10 kg.
Manfrotto 055XWNB (Altezza massima senza
colonna: 137 cm; altezza minima: 7cm;
lunghezza: 61cm; peso: 2.3 kg; portata: 7kg;
prezzo: 150 €): attualmente, questo è il mio
treppiede principale. E' abbastanza
economico, ma ha una buona qualità
costruttiva - è molto più solido di
treppiedi più costosi come il 190MF4. E'
relativamente pesante e piuttosto
ingombrante - 61 cm occupano molto spazio -
ma per me non è un problema, dato che quando
ho bisogno di un treppiede compatto posso
usare il 190MF4 modificato. Lo 055XWNB è
adatto anche per obiettivi pesanti, ed è
l'ideale per la macro: si abbassa tantissimo
grazie alla colonna centralo completamente
rimuovibile, e se dovete fotografare
soggetti alti può raggiungere 137cm. Alla
sua massima altezza, è 25 cm più alto di un
normale 190MF4, ed è molto più stabile.
Una particolarità dello 055XWNB che ho
apprezzato moltissimo è che ha piedi in
gomma con puntale d'acciaio: sono molto
meglio dei normali piedini arrotondati, e
sono adatti all'uso sul campo, anche in
ambienti difficili. In altre parole, non c'è
rischio di perdere un piede, come è accaduto
al mio 190MF4. Questo tipo di piedi è lo
stesso del mio primo treppiede, lo 055 NAT,
e avendolo usato per anni posso garantirvi
che è un sistema molto robusto; non mi è mai
capitato che uno di questi piedi si
staccasse, a differenza dei piedi
tradizionali. Se volete un treppiede robusto
per l'uso sul campo, e per voi il peso e le
dimensioni non sono un problema, lo 055XWNB
è un'ottima scelta a un prezzo molto
contenuto.
La testa

1) testa a
cremagliera
2) testa a sfera 3) testa a bilancere 4)
testa a tre movimenti.
Non esiste una testa perfetta per tutti: la
testa "giusta" varia a seconda delle
preferenze personali e in base ai propri
obbiettivi, e può essere necessario provare
varie teste prima di trovare quella che fa
per voi. Io ne ho provate molte, e ho finito
per comprarne due: la piccola Manfrotto 486
RC2 e la precisissima Manfrotto 410. Ci sono
numerosi tipi diversi di testa e varie
marche; per quanto mi riguarda, apprezzo
molto quelle della Manfrotto: questa marca
offre una vasta linea, prodotti di alta
qualità e prezzi competitivi.
La
testa a tre movimenti è uno dei tipi di
testa più semplici; ha tre manopole che
controllano i movimenti in ogni direzione.
In passato ho utilizzato una di queste teste
(avevo la Manfrotto 141 RC2, attualmente
sostituita dal modello 804 RC2), ma adesso
non le consiglierei, almeno per la
fotografia naturalistica. La testa a tre
movimenti è troppo lenta e scomoda, in
particolare per soggetti in veloce movimento
come uccelli, animali e azione. Può andare
bene per i paesaggi e altri soggetti statici,
ma non è precisa come la testa a cremagliera,
e non ha la rapidità della testa a sfera.
Inoltre, questo tipo di testa è abbastanza
ingombrante a cause delle ampie manopole, e
quindi può essere un problema se avete poco
spazio nella vostra valigia o zaino.
La testa a sfera è una buona scelta "per
utilizzo generico". Questa testa ha alcune
viti che sono usate le bloccare o lasciar
muovere la sfera; un genere c'è anche una
manopola per i movimenti di rotazione.
Quando allentate le viti, potete muovere la
fotocamera su qualsiasi asse - verticale,
orizzontale o laterale - facilmente e
velocemente. Questo è il tipo di testa più
versatile, può essere usato per qualsiasi
soggetto, dai paesaggi all'azione. Per avere
una buona stabilità, evitate le teste troppo
piccole; una buona testa dovrebbe avere una
portata di almento 5-6kg. Lo svantaggio
principale delle teste a sfera è che non è
facile fare regolazioni veramente precise;
se volete il massimo della precisione e non
avete bisogno di movimenti veloci, la testa
a cremagliera è una scelta migliore (proprio
per questo motivo, per la fotografia macro,
ho venduto la mia testa professionale
Manfrotto 468MG per sostituirla con una
testa a cremagliera). E' essenziale
scegliere una testa con piastra di attacco
rapido. L'attacco rapido è una piccola
piastra che può essere attaccata sotto ogni
fotocamera e obiettivo; permette di montare
velocemente la fotocamera sulla testa. Vi
consiglio di scegliere una testa che
utilizza le piastre di montaggio e di tenere
una piastra sempre montata sotto ognuna
delle vostre fotocamere e obiettivi.
A seconda del vostro budget e delle vostre
necessità, tre buone scelte sono: la
Manfrotto 486 RC2 (60 euro), una testa molto
economica, piccola e leggera ma abbastanza
solida, per obiettivi fino al 400 5.6; la
Manfrotto 488 RC2 (90 euro) una testa non
troppo costosa ma robusta; la Manfrotto
468MG RC (280 euro), una testa a sfera
professionale, molto robusta e ben costruita,
il top della gamma Manfrotto. Altre buone
scelte professionali sono l'Arca Swiss B2 o
la Really Right Stuff BH-55; datto questo,
se vi serve una testa per obiettivi molto
pesanti (come il 600 f/4), anche le migliori
teste a sfera non sono una buona scelta: per
queste ottiche, vi serve una testa a
bilancere. Io utilizzo la testa a sfera solo
per obiettivi piccoli, così ho scelto la
Manfrotto 486 RC2 - è piccola e leggera, ed
è la mia scelta quando voglio viaggiare
leggero. Inoltre, permette di bloccare tutti
i movimenti con una sola manopola; ad alcuni
non piace questo sistema, mentre io lo trovo
molto comodo e immediato.
La testa a
cremagliera è, sotto certi aspetti, simile
alla testa a tre movimenti, ma ha diverse
migliorie. Come la tre movimenti, ha tre
manopole per controllare i movimenti su ogni
asse, ma non è necessario sbloccare e
bloccare ogni manopola - non bisogna far
altro che ruotare la manopola fino a
raggiungere la posizione desiderata, e la
testa rimane ferma senza bisogno di bloccare
nulla. Anche se è possibile fare movimenti
rapidi su ogni asse grazie a una seconda
manopola progettata allo scopo, questa testa
non è per l'azione - la consiglio
esclusivamente per i soggetti statici. Il
grande vantaggio della testa a cremagliera è
la precisione: potete fare regolazioni
micrometriche su ogni asse! E' di gran lunga
la testa migliore per la macro: in passato,
ho provato sia teste a tre movimenti che
teste a sfera, ma non sono mai stato
soddisfatto dalla precisione. Con queste
teste, quando si bloccano le manopole la
fotocamera si muove leggermente - ho notato
questo comportamento anche su teste
professionali e, anche se si tratta di uno
spostamento millimetrico, dà molto fastido
ai forti ingrandimenti tipici della macro.
Nel maggio del 2007, ho provato la Manfrotto
410 (grazie all'amico Simone Tossani), e ho
capito subito che era la testa che faceva
per me - precisa e robusta, è il sogno di
ogni macrofotografo!
La Manfrotto 410
(190 euro) è la testa a cremagliera meno
costosa tra quelle prodotte dalla manfrotto,
ma funziona alla perfezione - non la
consiglierei per un 300 2.8 o per un 500 f4,
ma è perfetta per il 180 macro. E'
relativamente grande e pesante, ma più
piccola degli altri modelli - nel complesso,
decisamente consigliata per chi fa macro!
L'unica alternativa è la Manfrotto 405 (390
euro), un modello più recente, ancora più
preciso e in grado di portare il 50% di peso
in più...è una testa favolosa, ma a mio
parere non è necessaria per una reflex con
180.
La testa a bilancere è
completamente diversa da qualsiasi altri
tipo di testa. Attualmente, la migliore
testa a bilancere è di gran lunga la
Wimberley WH-200 ($595, quasi introvabile in Italia).
Questa testa può essere usata solo con le
ottiche che hanno un collare per treppiede,
e la consiglio in particolare per obiettivi
come il 400 f2.8, 500 f4, 600 f4. La WH-200
dà un'incredibile libertà di movimento;
obiettivi pesanti come il 600 f/4 sembrano
senza peso quando sono montati su questa
testa, grazie al sistema a bilancere. Ci
sono due manopole per controllare
l'inclinazione e l'angolazione; si può usare
il collare per treppiede per ruotare la
fotocamera in verticale o orizzontale. Io la
usavo quasi sempre con le manopole non
bloccate: è sempre perfettamente bilanciata
e l'obiettivo sta fermo in qualsiasi
posizione, anche se le manopole sono libere.
L'unico
(piccolo e inevitabile) svantaggio della
Wimberley è che ogni volta che si monta e
smonta un moltiplicatore, il flash o un
altro accessorio bisogna ripetere il
bilanciamento; questa operazione consiste
nel muovere l'obiettivo (con fotocamera
montata) avanti e indietro all'interno
dell'attacco rapido finchè è perfettamente
bilanciato (lasciando libera la manopola per
l'inclinazione). Il bilanciamento è facile e
veloce, ma vi consiglio di prestarci molta
attenzione, perchè e facile far cadere
l'obiettivo, sopratutto le prime volte.
Volete
approfondire l'argomento?
Se avete commenti o domande su questo
articolo, non esitate a chiedere sul
Juza
Forum!
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