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Treppiedi
e Teste
Un buon treppiede è essenziale per scattare
foto nitide. Certamente, in alcune situazioni anch'io
fotografo a mano libera, ma quando possibile preferisco
usare il treppiede: un supporto stabile è molto importante,
in particolare per paesaggi, flora e macro. Il treppiede
elimina il mosso dovuto ai movimenti delle mani, e permette
di comporre con attenzione la fotografia; inoltre, è un
grande aiuto per teleobiettivi pesanti come il 400 f/2.8,
500 f/4 o 600 f/4.
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Il
treppiede
Non c'è un treppiede giusto per
chiunque: bisogna scegliere il modello che soddisfa
le proprie esigenze, valutando le caratteristiche
principali. Per quanto mi riguarda, utilizzo due
treppiedi: il pesante Gitzo 1548 che uso col 600 f/4
e il molto più leggero Manfrotto 190MF4, facile da
portare ovunque e robusto a sufficenza per paesaggi
e macro.
La prima cosa che consiglio è
evitare i treppiedi da 15 euro che potete comprare
nei supermercati...hanno gambe sottili come matite e
sono praticamente inutili. Se siete seriamente
interessati alla fotografia, non montate una
fotocamera da 700 euro su un treppiede da 15 euro.
Non bisogna spendere cifre esagerate, ma vi
consiglio di prendere almeno un buon treppiede come
il Manfrotto 055 (circa 160 euro), altrimenti
perdete molte foto a causa del tremolio della
fotocamera.
Il peso
dovrebbe essere un buon compromesso tra stabilità e
portabilità: un treppiede che pesa 10kg può essere solido
come una roccia, ma è inutile per la fotografia
naturalistica se è troppo pesante per essere portato in
giro. In genere, il peso ideale è tra due e tre kg.
La portata massima
indica il peso più elevato che può essere caricato senza
problemi: più la portata è alta, meglio è. Se volete
essere sicuri al 100% di avere un supporto stabile,
scegliete un treppiede che ha una portata significativamente
più alta del peso di fotocamera e obiettivo. La maggior
parte dei treppiedi può portare un peso molto superiore
alla portata massima dichiarata nelle caratteristiche
tecniche, ma se caricate un peso eccessivo non avrete la
necessaria stabilità.
L'altezza minima e
l'altezza massima sono molto importanti.
L'altezza massima dovrebbe essere almeno 1.4-1.5, senza estendere
la colonna centrale. Se estendete la colonna, diminuite la
stabilità - io consiglio sempre di tenere la colonna
all'altezza minima, a meno che non sia strettamente
necessario alzarla. L'altezza minima del treppiede è ancora
più importante della massima. La maggior parte dei
treppiedi non permette di abbassarsi a sufficienza, solo
alcuni modelli professionali hanno un'altezza minima di
15-20 centimetri. Se l'altezza minima non è abbastanza
ridotta, è molto difficile fare foto macro e riprendere i
soggetti da angolazioni molto bassa. Non comprerei mai un
treppiede che non permette di abbassarsi almeno a 30
centimetri dal suolo.
Alcune case produttrici sostengono che si possono ottenere
angolazioni molto basse montando capovolta la colonna
centrale. Questa operazione è praticamente impossibile
quando si usano focali corte, ed è molto scomoda anche con
i teleobiettivi dotati di collare per treppiede.
La maggior parte dei treppiedi ha una colonna
centrale. Come detto in precedenza, bisognerebbe
cercare di usarla il meno possibile, perchè alzare la
colonna centrale diminuisce la stabilità; inoltre, spesso
la colonna non permette di abbassarsi a sufficienza.
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| La
Canon 1D MarkIIn col Sigma 12-24 EX HSM,
montata sul treppiede Manfrotto 055 PROB. |
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| Vi
consiglio di sostituire la colonna "standard" con
una più corta oppure, ancora meglio, di scegliere un
treppiede senza colonna centrale (come i Gitzo più
professionali). |
I treppiedi possono essere costruito con
vari materiali : di
solito, sono di alluminio o fibra di carbonio. I modelli in
carbonio sono più costosi, ma sono altrettanto robusti e
circa il 30% più leggeri degli equivalenti in alluminio.
Il numero di
sezioni influenza stabilità e portabilità.
Consiglio di scegliere un treppiede con 3 o 4 sezioni. I
modelli con solo due sezioni sono troppo ingombranti, e
quelli con 5 o più sezioni in genere sono meno stabili dei
modelli con 3-4 sezioni.
Che modello acquistare? Come già detto, la risposta dipende
dalle vostre necessità. Le marche migliori sono Gitzo e
Manfrotto; Gitzo produce treppiedi professionali molto
robusti, ma con prezzi esagerati, mentre Manfrotto ha una
maggiore gamma di prodotti amatoriali e semi-professionali,
con un miglior rapporto qualità-prezzo. Tre ottime scelte
sono:
Manfrotto 190 MF4 (290 euro):
il 190MF4 è un treppiede di alta qualità, ma leggero e di
dimensioni molto contenute, che ho comprato per le
escursioni più impegnative, dove non mi serve il più
pesante Gitzo 1548. Nel complesso, sono molto soddisfatto
dal 190MF4; è robusto a sufficienza per obiettivi fino a
1-1.5kg come il Canon 100-400 L IS, se non si estendono le
gambe o al massimo se si estende una sezione (per me non è
un problema dato che uso quasi sempre il treppiede
all'altezza minima). A mio parere, è un'ottima scelta se
volete viaggiare leggeri senza rinunciare ad un supporto di
qualità. Pesa solo 1.6kg ed è lungo 46 centimetri, ma ha una portata di 4kg;
inoltre, si abbassa fino a diventare completamente piatto
sul suolo, l'ideale per la fotografia macro o quando si
vuole fotografare da un'angolazione molto bassa.
Manfrotto 055
PROB (140
euro)
: lo 055 PROB è un treppiede
abbastanza economico, ma è molto robusto e ben costruito.
E' perfetto per la fotografia macro e paesaggistica, e
funziona bene anche con teleobiettivi fino a 1.5-2kg di peso
(es. Canon 70-200 IS, Canon 100-400
IS, Sigma 50-500 EX). Ha una colonna centrale rimuovibile;
se ti toglie la colonna, è possibile abbassarsi ad appena
11 centimetri dal suolo! E' un buon treppiede
"tuttofare, ed ha uno straordinario rapporto
qualità/prezzo...molto consigliato!
Gitzo GT 5540 LS
(820 euro) : è il top della gamma Gitzo, ed è il
successore dell'eccellente Gitzo 1548. E' molto costoso ed è
relativamente pesante, ma ha una portata di ben 25kg! Vi
consiglio il Gitzo 1548 a chi ha in programma di utilizzare i
supertele più pesanti (400 f/2.8, 500 f/4 e 600 f/4), altrimenti, il
Gitzo 1325 o il Manfrotto 055 sono più che sufficienti.
La Testa
Non esiste una testa perfetta per tutti: la
testa "giusta" varia a seconda delle preferenze
personali e in base ai propri obbiettivi, e può essere
necessario provare varie teste prima di trovare quella che
fa per voi. Io ne ho provate molte, e ho finito per
comprarne tre: la piccola Manfrotto 486 RC2, la precisissima
Manfrotto 410 e la spettacolare Wimberley WH-200. Ci sono
numerosi tipi diversi di testa e varie marche; per quanto mi
riguarda, sono un fan della Manfrotto: questa marca offre
una vasta linea, prodotti di alta qualità e prezzi
competitivi.
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La testa a tre movimenti
è uno dei tipi di testa più semplici; ha tre manopole che controllano
i movimenti in ogni direzione. In passato ho utilizzato una
di queste teste (avevo la Manfrotto 141 RC2,
attualmente sostituita dal modello 804 RC2),
ma adesso non le consiglierei, almeno per la
fotografia naturalistica. La testa a tre
movimenti è troppo lenta e scomoda, in
particolare per soggetti in veloce movimento
come uccelli, animali e azione. Può andare
bene per i paesaggi e altri soggetti
statici, ma non è precisa come la testa a
cremagliera, e non ha la rapidità della
testa a sfera. Inoltre, questo tipo di testa
è abbastanza ingombrante a cause delle
ampie manopole, e quidni può essere un
problema se avete poco spazio nella vostra
valigia o zaino. |
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La
testa a sfera è
una buona scelta "per utilizzo
generico". Questa testa ha alcune viti che
sono usate le bloccare o lasciar muovere la sfera; un genere
c'è anche una manopola per i movimenti di rotazione. Quando
allentate le viti, potete muovere la fotocamera su qualsiasi
asse - verticale, orizzontale o laterale - facilmente e
velocemente. Questo è il tipo di testa più versatile, può
essere usato per qualsiasi soggetto, dai paesaggi
all'azione. Per avere una buona stabilità, evitate le teste
troppo piccole; una buona testa dovrebbe avere una portata
di almento 5-6kg. Lo svantaggio principale delle
teste a sfera è che non è facile fare
regolazioni veramente precise; se volete il
massimo della precisione e non avete bisogno
di movimenti veloci, la testa a cremagliera
è una scelta migliore (proprio per questo
motivo, per la fotografia macro, ho venduto
la mia testa professionale Manfrotto 468MG
per sostituirla con una testa a
cremagliera).
E' essenziale scegliere una testa con piastra
di attacco rapido. L'attacco rapido è una piccola
piastra che può essere attaccata sotto ogni fotocamera e
obiettivo; permette di montare velocemente la fotocamera
sulla testa. Vi consiglio di scegliere una
testa che utilizza le piastre di montaggio e di tenere una
piastra sempre montata sotto ognuna delle vostre fotocamere
e obiettivi.
A seconda del vostro budget e delle vostre
necessità, tre buone scelte sono: la
Manfrotto 486 RC2 (60 euro),
una testa molto economica, piccola e leggera ma
abbastanza solida,
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| per
obiettivi fino al 400 5.6; la
Manfrotto 488 RC2 (90 euro)
una testa non troppo costosa ma robusta; la Manfrotto
468MG RC (280 euro), una testa a
sfera professionale, molto robusta e ben costruita,
il top della gamma Manfrotto. Altre buone scelte
professionali sono l'Arca Swiss B2
o la Really Right Stuff
BH-55; datto questo, se vi serve una testa per
obiettivi molto pesanti (come il 600 f/4), anche le
migliori teste a sfera non sono una buona scelta:
per queste ottiche, vi serve una testa a bilancere.
Io utilizzo la testa a sfera solo per
obiettivi piccoli, così ho scelto la
Manfrotto 486 RC2 - è piccola e leggera, ed
è la mia scelta quando voglio viaggiare
leggero. Inoltre, permette di bloccare tutti
i movimenti con una sola manopola; ad alcuni
non piace questo sistema, mentre io lo trovo
molto comodo e immediato. |
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La
testa a cremagliera è, sotto
certi aspetti, simile alla testa a tre
movimenti, ma ha diverse migliorie. Come la tre movimenti, ha tre manopole per
controllare i movimenti su ogni asse, ma non
è necessario sbloccare e bloccare ogni
manopola - non bisogna far altro che ruotare
la manopola fino a raggiungere la posizione
desiderata, e la testa rimane ferma senza
bisogno di bloccare nulla. Anche se è
possibile fare movimenti rapidi su ogni asse
grazie a una seconda manopola progettata
allo scopo, questa testa non è per l'azione
- la consiglio esclusivamente per i soggetti
statici. Il grande vantaggio della testa a
cremagliera è la precisione: potete fare
regolazioni micrometriche su ogni asse! E' di gran lunga la testa migliore
per la macro: in passato, ho provato sia
teste a tre movimenti che teste a sfera, ma
non sono mai stato soddisfatto dalla
precisione. Con queste teste, quando si
bloccano le manopole la fotocamera si muove
leggermente - ho notato questo comportamento
anche su teste professionali e, anche se si
tratta di uno spostamento millimetrico, dà
molto fastido ai forti ingrandimenti tipici
della macro. Nel maggio del 2007, ho provato la Manfrotto 410
(grazie all'amico Simone Tossani), e ho
capito subito che era la testa che faceva
per me - precisa e robusta, è il sogno di
ogni macrofotografo!
La Manfrotto 410 (190 euro)
è la testa a cremagliera meno costosa tra
quelle prodotte dalla manfrotto, ma funziona
alla perfezione - non la consiglierei per un
300 2.8 o per un 500 f4, ma è perfetta per
il 180 macro. E' relativamente grande e
pesante, ma più piccola degli altri modelli
- nel complesso, decisamente consigliata per
chi fa macro! L'unica alternativa è la Manfrotto
405 (390 euro), un modello più
recente, ancora più preciso e in grado di
portare il 50% di peso in più...è una
testa favolosa, ma a mio parere non è
necessaria per una reflex con 180. |
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La
testa a bilancere
è completamente diversa da qualsiasi altri tipo di
testa. Attualmente, la migliore testa a bilancere è
di gran lunga la Wimberley
WH-200 ($595 su www.tripodhead.com,
introvabile in Italia). Questa testa può essere
usata solo con le ottiche che hanno un collare per
treppiede, e la consiglio in particolare per
obiettivi come il 400 f2.8, 500 f4, 600 f4. La
WH-200 dà un'incredibile libertà di movimento;
obiettivi pesanti come il 600 f/4 sembrano senza
peso quando sono montati su questa testa, grazie al
sistema a bilancere. Ci sono due manopole per
controllare l'inclinazione e l'angolazione; si può
usare il collare per treppiede per ruotare la
fotocamera in verticale o orizzontale. Io la uso
quasi sempre con le manopole non bloccate: è sempre
perfettamente bilanciata e l'obiettivo sta fermo in
qualsiasi posizione, anche se le manopole sono
libere, come si vee nella foto a fianco (l'obiettivo
è il pesante 600 f/4).
L'unico (piccolo e
inevitabile) svantaggio della Wimberley è che ogni
volta che si monta e smonta un moltiplicatore, il
flash o un altro accessorio bisogna ripetere il
bilanciamento; questa operazione consiste nel
muovere l'obiettivo (con fotocamera montata) avanti
e indietro all'interno dell'attacco rapido finchè
è perfettamente bilanciato (lasciando libera la
manopola per l'inclinazione).
Il bilanciamento è
facile e veloce, ma vi consiglio di prestarci molta
attenzione, perchè e facile far cadere l'obiettivo,
sopratutto le prime volte. Uso sempre la WH-200 con il Canon 600 f/4 e la adoro
:-)
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