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La
Stabilizzazione d'Immagine
La stabilizzazione d'immagine è la più significativa innovazione nella
tecnologia degli obiettivi dopo l'introduzione
dell'autofocus. L'IS permette di utilizzare a mano libera
qualsiasi obiettivo con un tempo di scatto 2-3 stop più
lento di quello che sarebbe possibile con un'ottica non-IS,
e nei supertele riduce notevolmente le vibrazioni anche
quando l'obiettivo è montato sul treppiede.
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| Canon
EOS 350D, Canon EF 600mm f/4 L IS USM, Canon 2.0x
TC, Canon 1.4x TC, 1/200 f/22, iso 800, treppiede.
Con una lunghezza focale effettica di 2700mm (600
x 2 x 1.4 x 1.6) è molto facile avere del mosso,
anche quando l'obiettivo è montato su un solido
treppiede. La stabilizzazione d'immagine ha
permesso di ottenere una foto nitida con un tempo
di 1/200. |
Breve
storia della stabilizzazione
La stabilizzazione fu introdotta nel mondo
della fotografia reflex nel 1995, quando Canon annunciò il
75-300 IS. Il 75-300 era un obiettivo amatoriale economico e
di scarsa qualità - Canon utilizza spesso gli strumenti
amatoriali come campo di prova per le nuove tecnologie.
Questo obiettivo aveva l'IS di prima generazione, che aveva
un'efficenza di 2 stop: in altre pagole, riduce il mosso
come un tempo di scatto 2 stop più veloce. L'IS doveva
essere disattivato quando l'obiettivo era montato sul
treppiede e durante il panning.
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Un paio di anni dopo, Canon ha
annunciato il 300 f/4 L IS. Questo è stato il primo
obiettivo L con stabilizzazione d'immagine; anche se
utilizza ancora l'IS di prima generazione, ha
un'interruttore per scegliere tra IS Mode 1 e Mode 2.
Il Mode 2 è progettato per il panning, e permette
di seguire il movimento del soggetto quando si
fotografa con tempi di scatto lenti, mentre Mode 1
funziona bene con i soggetti statici.
Nel 1999, Canon ha annunciato la
nuova generazione di supertele e la seconda
generazione dell'IS. Lo stabilizzatore utilizzato
nel 300
f/2.8 L IS, 400 f/2.8 L IS, 500 f/4 L IS e 600f/4 L IS
ha ancora un'efficenza di 2 stop, ma può essere
usato sul treppiede. Tutte queste ottiche hanno Mode 1
e 2. I supertele stabilizzati sono tra le migliori
ottiche mai prodotte, e hanno riscosso un grande
successo tra i professionisti.
Nel 2001, Canon ha annunciato il 70-200 f/2.8 L IS:
il primo obiettivo con l'IS di terza generazione.
Oltre ai vantaggi della versione precedente, la
terza generazione ha un'efficenza migliorata
all'equivalente di tre stop. L'IS è stato inserito
in molti obiettivi, in due versioni: i tele (come il
70-200 e il 28-300) hanno la stabilizzazione di
terza generazione con Mode 1 e 2, mentre le focali
corte (come il 24-105 IS) non hanno l'interruttore
delle modalità.
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Il Canon 400mm f/2.8 L
IS USM, uno dei primi obiettivi dotati di
stabilizzatore di seconda generazione.
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Cinque annu dopo, nel 2006, Canon ha
introdotto la quarta generazione di IS, con l'ottica 70-200 f/4 L IS USM.
Questa versione è identica alla terza generazione, ma
aumenta l'efficienza a quattro stop.
Come
funziona la stabilizzazione
Prima di spiegare come funziona, bisogna
chiarificare di cosa si tratta. La "vera"
stabilizzazione d'immagine muove un elemento dell'obiettivo,
o il sensore, per controbilanciare le vibrazioni della
fotocamera. Se non ci sono elementi in movimento, non è
stabilizzazione: la stabilizzazione "elettronica"
utilizzata in alcune videocamere riduce la qualità
d'immagine e funziona esclusivamente col video (è una
funzione che ritaglie e muovo ogni fotogramma per creare un
filmato più fluido); la stabilizzazione
"elettronica" di alcune fotocamer è solo un
falso. Molte compatte hanno questa finta stabilizzazione
(due esempi sono la "Picture Stabilization" della Fuji F30
e il cosidetto "Anti Shake DSP" di Casio): in
realtà si limitano ad alzare la sensibilità ISO, e non
hanno niente a che fare con la vera stabilizzazione
d'immagine.
Tutti gli obiettivi Canon IS utilizzano la
vera stabilizzazione; Nikon ha una tecnologia identica detta
VR, e Sony e Pentax utilizzano una tecnologia simile che
muove il sensore invece che un elemento dell'obiettivo.
Lo stabilizzatore è uno strumento a
forma di anello composto da due sensori giroscopici,
una CPU e un motore.Il sensore rileva i movimenti della fotocamera
(dovuti ai tremolii delle mani, a supporti
instabili, o ad altre cause) su ogni asse (X e Y), e
poi invia i dati alla CPU dell'obiettivo. La CPU
analizza ed elabora i dati e dà al motore le
istruzioni per muovere una lente o il sensore.
Il risultato pratico è che
l'immagine proiettata sul sensore sta ferma, e si possono
ottenere foto nitide anche se la fotocamere si muove. Ovviamente, la stabilizzazione ha i
suoi limiti. Al giorno d'oggi, essa permette un
"guadagno di nitidezza" di 2-3 stop; in
altre parole, la foto sarà nitida come se fosse
stata scattata con un tempo di scatto 2-3 stop più
veloce. Esempio: un'immagine scattata a 1/30s con la
stabilizzazione sarà nitida come un'immagine
scattata a 1/250s.
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Canon 600
f/4 L IS, foto intera
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Dettaglio;
stabilizzazione d'immagine : OFF
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Dettaglio;
stabilizzazione d'immagine : ON
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Ci sono molti miti e incomprensioni
riguardanti la stabilizzazione.
La
stabilizzazione non diminuisce la qualità d'immagine degli
obiettivi: le ottiche stabilizzato sono nitide come le
precedenti versioni non stabilizzate, o addirittura
superiori. Ovviamente, le lenti stabilizzate aggiungo
complessità al progetto, ma i miglioramenti nel campo
dell'ottica permettono di mantenere o superare la qualità
ottica delle versioni precedenti. La stabilizzazione è
sempre più diffusa, anche in obiettivi standard e
grandangolari (come il Canon 24-105 IS): è molto utile
anche nelle focali corte. Se siete in grado di scattare una
foto nitida a 1/20 con un obiettivo 18mm, con la
stabilizzazione potresta scattare addirittura a 1/2!
Alcune case produttrici (Sony, Pentax)
utilizzano la "stabilizzazione del sensore" invece
che la "stabilizzazione dell'obiettivo". Il
principio è lo stesso: l'unica differenza è che un sistema
incorpora lo stabilizzatore nell'obiettivo, l'altro nel
corpo della fotocamera. La stabilizzazione del sensore ha l'ovvio vantaggio
che una volta che avete comprato una fotocamera
stabilizzata, potete usare la stabilizzazione con tutti i
vostri obiettivi. Lo svantaggio principale è che non è
possibile vedere gli effetti della stabilizzazione nel
mirino, e alcuni fotografi sostengono che questo sistema sia
un pò meno efficace della stabilizzazione dell'ottica. Con
quest'ultima, è necessario acquistare un obiettivo
stabilizzato, ma avete il vantaggio di vedere l'effetto
della stabilizzazione nel mirino.
La stabilizzazione
riduce il mosso dovuto ai movimenti della
fotocamera, ma non quello dovuto dai movimenti del
soggetto. Se state fotografando un soggetto in
movimento, e il tempo di scatto è molto lento, bisogna
alzare la sensibilità ISO: la stabilizzazione aiuta a
ridurre i vostri movimenti, ma solo un tempo di scatto più
rapido può congelare i movimenti del soggetto. Inoltre,
ricordatevi che la stabilizzazione necessita di circa un
secondo per attivarsi: se premete immediatamente il pulsante
di scatto, l'IS non darà alcun vantaggio. Dovreste sempre
premere a mezza corsa il pulsante di scatto per un secondo
prima della foto: quando riprendo gli animali, tengo il
pulsante premuto a mezza corsa per tutta la durata
dell'azione, per avere la certezza di essere sempre pronto a
scattare.
Stabilizzazione
e treppiede
La stabilizzazione non sostituisce il
treppiede. Quando fotografate con focali corte, come il
24-105 IS, dovreste scattare a mano libera solo quando avete
un ottimo motivo per non usare il treppiede (per esempio: con
un soggetto molto attivo e sfuggente; quando
fotografate da auto, barche o aerei; in luoghi dove
i treppiedi sono vietati; quando dovete
assolutamente ridurre il peso dell'equipaggiamento;
ecc.). Se, invece, avete la possibilità di usare il
treppiede, non siate prigri e utilizzatelo: l'ultima
versione della stabilizzazione riduce il mosso per
l'equivalente di circa 4 stop, ma solo il treppiede lo
elimina completamente ;-)
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Canon
600 f4 + 2.0x + 1.4x, montato su treppiede,
autoscatto e sollevamento specchio. Gli
obiettivi con stabilizzazione di seconda
generazione o più recente possono essere
utilizzati su treppiede con IS attivo, anche
quando si utilizza MLU e scatto a distanza.
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Gli obiettivi più grandi, come il
400 2.8, 500 f4 e 600 f4 vengono utilizzati quasi
sempre sul treppiede, quindi si potrebbe pensare che
la stabilizzazione non sia necessaria: è sbagliato.
Questi obiettivi sono così pesanti e voluminosi che
creano un pò di vibrazioni anche sul più solido
dei treppiedi; le lunghe focali aumentano l'effetto
di ogni movimento e, inoltre, quando si fotografa
gli animali la testa del treppiede non viene mai
bloccata, quindi è molto facile avere del mosso.
Attualmente, non comprerei mai un supertele senza
IS.
Utilizzare l'IS su treppiede solleva
alcuni dubbi. Prima di tutto, può ridurre la
qualità d'immagine? Con tutti gli obiettivi
annunciati dopo il 1999 (dalla seconda generazione),
l'IS può essere usato sul treppiede senza problemi.
Le uniche ottiche Canon non compatibili col
treppiede sono i pochi obiettivi di prima
generazione ancora in produzione - il 300 f/4 IS, il
100-400 IS e il 28-135 IS. Se usate un'altra marca,
e non siete sicuri della compatibilità con
treppiede, vi vi
suggerisco di fare questo semplice test: montate la
fotocamera su un solido treppiede e scattate due
esposizioni; una con la stabilizzazione e una senza. Se sono
ugualmente nitide, non avete problemi; altrimenti è
necessario disattivare la stabilizzazione quando di usa l'obiettivo su un treppiede ben stabile.
In ogni caso, l'unico rischio è una diminuzione
della qualità d'immagine - non ci sono rischi di
danneggiare l'unità IS anche se lo si dimentica
acceso quando si monta un obiettivo di prima
generazione sul treppiede.
Quando si monta un'ottica
"compatibile con treppiede" sul supporto,
con l'IS attivo, bisogna impostare il selettore
delle modalità (se è presente) su Mode 1. Mode 1
è in grado di rilevare il treppiede: se i sensori
giroscopici rilevano vibrazioni nulle o quasi nulle,
l'obiettivo "riconosce" il treppiede e,
dopo circa un secondo, si regola su una modalità
speciale progettata per correggere le vibrazioni
dello specchio e dell'otturatore. Canon sostiene che
"l'analisi attenta dei risultati dimostra
con certezza che non ci sono vantaggi nel
disattivare l'IS, anche quando si utilizza il
sollemento dello specchio".
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| Nella
mia esperienza, questa affermazione si è dimostrata
veritiera, ma ricordatevi che dovete premere a mezza
corsa il pulsante di scatto per almeno un secondo
prima dell'esposizione, altrimenti si potrebbe avere
del mosso, dato che l'IS necessita di un secondo per
rilevare il treppiede. |
Quando l'obiettivo è montato sul treppiede,
ma la testa non è bloccato e muovete l'obiettivo per
seguire l'azione, l'IS (Modo 1) funziona esattamente come
quando si fotografa a mano libera: cerca di coggere
movimenti abbastanza ampi, sia in direzione orizzontale che
verticale. Questo vale anche per l'obiettivo su monomiede o
su altri supporti non bloccati.
Mode 1 e Mode 2
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Alcuni obiettivi Canon hanno due
modalità IS. Mode 1 funziona sia in direzione
verticale che orizzontale, mentre Mode 2 funziona
solo in direzione verticale, e non cerca di ridurre
i movimenti in orizzontale. Il Mode 2 è necessario
per il panning: se seguiti il soggetto con un tempo
di scatto lento, l'IS Mode 1 cerca di
controbilanciare il movimento, spostando l'immagine
nella direzione opposta ai vostri movimenti - il
risultato è una perdita di nitidezza. Mode 2 invece
corregge solo le vibrazioni in vertcale, quindi
potete seguire liberamente il soggetto.
In genere, il Mode 2 è la scelta
migliore per i soggetti in movimento, mentre il Mode
1 funziona bene con i soggetti statici - quando la
fotocamera è orientata in orizzontale. Quando la
fotocamera è in verticale, il Mode 1 è l'unica
scelta.
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