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Se siete seriamente
interessari alla fotografia, vi
ritrovereste presto con centinaia o
migliaia di scatti, e ordinarle e
catalogarle diventa una necessità. Ci
sono vari buoni sistemi per organizzare
le vostre immagini e bisogna scegliere
quello che si adatta meglio al vostro
modo di lavorare. Una strategia di
catalogazione semplice e razionale può
veramente migliorare il vostro lavoro,
evitando perdite di tempo ed energia;
per quanto mi riguarda, preferisco
evitare programmi di catalogazione, e
invece utilizzo un semplice sistema di
etichettatura e cartelle.
Il
primo passo è fare una selezione delle
foto che avete scattato durante la
giornata o durante il viaggio. Spesso
torno a casa con centinaia di foto: dopo
averle scaricate dalla CF al computer (utilizzando
un lettore di schede, non uso mai
il cavo USB collegato alla reflex),
esamino le foto con Adobe Bridge. Bridge
è un'ottimo file browser fornito con
Photoshop; l'ultima versione ha diverse
funzionalità molto utili, in particolare
uno strumento "lente d'ingrandimento"
che permette di controllare il dettaglio
di una foto a ingrandimento 100%, senza
aprire il file.
Cancello
immediatamente le foto che sono
chiaramente inutilizzabili (soggetto
sfocato, foto mosse, e altre foto che
non possono essere recuperate), e faccio
una selezione tra le foto simili: spesso
faccio molti scatti dello stesso
soggetto, per poi selezionare il
migliore quando esamino le foto al
computer, invece di fare un solo scatto
sul campo. Dopo la prima "scrematura",
faccio una seconda selezione, per
eliminare le foto "così così" o quelle
troppo simili a immagini che ho già:
questa volta, tuttavia, non cancello le
foto, ma le sposto in una cartella "RAW
Archiviati", dove archivio i RAW delle
foto che non mi convincono molto, ma che
non voglio buttare. E' probabile che non
riguarderò più le foto archiviate in
questa cartella, ma sapere che non
vengono cancellate per sempre aiuta
molto a fare una selezione più "decisa",
senza essere troppo indulgente o legato
emotivamente alle mie foto.
Quando ho selezionato le foto, le
rinomino in base al mio sistema di
etichettatura; utilizzo un codice a sei
cifre molto semplice (es. "012685") e
una volta che ho finito di rinominare le
foto, annoto il numero dell'ultima
immagine su un file di testo "promemoria"
per evitare di duplicare i nomi la
prossima volta che ho nuove foto. Con
Adobe Bridge, è facile rinominare grandi
quantità di file: selezionate tutti i
file che volete rinominare, quindi
cliccate sul menu Tools>Batch Rename.
Consiglio sempre di rinominare le foto
col vostro personale sistema di
etichettatura, invece di affidarvi alla
numerazione della fotocamera, che è
tutto tranne che affidabile, sopratutto
se si utilizza più di una reflex. (Attualmente
uso Canon 7D e
Canon 1DsIII, ma spesso provo reflex di
amici, quindi ho foto scattate
con quasi tutte le reflex Canon e
alcune Nikon).

Adobe Bridge è il mio
file browser preferito. Lo utilizzo per
selezionare, rinominare e ordinare le foto.
Elaboro le foto che ho selezionato e le
salvo come TIFF, con lo stesso numero
del file RAW corrispondente, ma con in
aggiunta il nome del soggetto. Per
esempio, se il file RAW è 002269.cr2",
il file elaborato è
"002269-aix_galericulata.tif";
ovviamente qui ho scritto
aix_galericulata, ma il nome da mettere
dipende dalla foto ed è il nome del
soggetto.
L'ultimo passo è
ordinare le foto nel sistema di cartelle.
Ho sei cartelle principali (Flora,
Macro, Uccelli, Fauna, Paesaggi, Varie),
e ogni cartella continene varie sottocartelle
in base ai luoghi in cui ho scattato le
foto: per esempio, all'interno della
cartella Fauna ho le sottocartelle
"Fauna Italia", "Fauna Tanzania", "Fauna
Costa Rica", "Fauna USA", ecc.
All'interno di ogni sottocartella,
archivio sia il RAW non elaborato che le
foto ritoccate, salvate come TIFF.
Il formato TIFF
Scatto sempre in formato RAW, ma salvo
i file elaborati come TIFF Adobe RGB 16
bit (poi tengo sia il RAW che il
TIFF elaborato). Il TIFF, a mio parere,
è il miglior formato in cui archiviare i
file di immagine; è un formato
ampiamente compatibile e, quando salvate
una foto come TIFF, non perdete nessuna
informazione. Potete ri-aprire il file,
modificarlo e salvarlo nuovamente come
TIFF, senza nessun problema; le immagini
JPEG, invece, accumulano artefatti ogni
volta che vengono salvate. Dato che i
file TIFF non sono compressi, sono molto
pesanti: un'immagine da 21 megapixel crea
un TIFF 16 bit da 120 megabytes. Le grandi dimensioni lo rendono proibitivo
per l'utilizzo su internet, ma non sono
un problema per l'archiviazione su hard
disk: un hard disk portatile da 500 GB
costa circa 90 euro e può immagazzinare
migliaia di file TIFF.
Backup e
Archiviazione
Ci sono diversi modi per archiviare i
files. Attualmente, la mia scelta sono
hard disk esterni, in formato 2.5" (portatile):
ho tre Transcend StoreJet 2.5" 500 GB
(www.transcendusa.com). Quali sono
i vantaggi rispetto ad altri sistemi di
archiviazione?
Gli hard disk
esterni da 3.5" offrono maggiori
capacità e prezzi più bassi, ma sono
molto più ingombranti, richiedono
parecchia energia elettrica (quindi
hanno due cavi, uno per l'elettricità e
un altro per il trasferimento dati),
mentre gli hard disk portatili hanno
solo il cavo USB, che è utilizzato sia
per l'alimentazione che per il
trasferimento di dati. Inoltre, gli HD
portatili sono un
pò più resistenti ad eventuali cadute,
anche se è sempre meglio essere molto
cauti quando si maneggia un hard disk.

Il Transcend StoreJet
2.5" 500 GB.
DVD o
Blu-Ray non sono un'opzione per me.
Aggiorno spesso il mio archivio - non mi
limito ad "aggiungere un file dopo
l'ultimo", spesso aggiungo files in
mezzo ad altri..ho una specie di
struttura ad albero dove le foto sono
ordinate in base al soggetto e al luogo. Fare una
cosa del genere con gli hard disk è
molto facile, mentre con i blu-ray
sarebbe impossibile, a meno di
continuare a fare nuove copie di backup.
Gli hard disk sono molto più immediati!
Le penne USB (memoria flash) sono
un'opzione interessante, e credo che in
futuro sostituiranno gli hard disk, ma
per ora non hanno ancora raggiunto le
capacità che mi servono (la penna USB
più spaziosa è la recente Kingston 256
GB) e sono molto più costose degli hard
disk. Tuttavia, sono infinitamente più
piccole e leggere, molto più resistenti
agli urti, e richiedono pochissima
energia: sono convinto che sia solo una
questione di tempo, in 2-3 anni vedremo
penne USB da 500 GB a prezzi accettabili,
e finiranno per sostituire gli hard
disk...
Archiviare i files non è
sufficiente: c'è sempre il rischio che
virus, problemi di software o cedimenti
hardware risultino in un disco corrotto.
Vi consiglio di cuore di fare una copia
di backup dei vostri files! Io ho tutte
le mie foto e altri files importanti su
un HD esterno, e ho un secondo HD che è
una copia esatta del primo HD. Una volta
alla settimana, aggiorno il secondo HD
con l'ultima versione dei contenuti del
primo HD: in questo modo, anche nel
peggiore dei casi non perderei più di
sei giorni di lavoro. Non utilizzo
sistemi RAID, nè software di backup; a
mio parere non sono necessari, basta
essere precisi e ricordarsi di fare la
copia di backup almeno una volta alla
settimana. Un'ultima cosa che bisogna
ricordare è che nessun sistema di
archiviazione è eterno: l'unico modo di
assicurare "l'eternità" ai vostri files
è aggiornare ogni 2-3 anni il supporto
dove sono immagazzinati con hardware di
ultima generazione.
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articolo, non esitate a chiedere sul
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