|
Gli
Obiettivi
Gli obiettivi sono gli elementi base della
fotografia. Per scegliere gli obiettivi giusti e usarli nel
modo migliore, bisogna conoscere le loro caratteristiche
fondamentali: la nitidezza, l'angolo di campo, la
profondità di campo e la prospettiva.

La
nitidezza
La nitidezza è uno degli aspetti più
importanti di ogni obiettivo. Potete correggere distorsione,
vignettatura, aberrazione cromatica e altri difetti
dell'ottica, ma è impossibile migliorare la nitidezza - lo Smart
Sharpen e la Unsharp Mask permettono di migliorare l'aspetto
di immagini leggermente soffici, ma non
aiutano con foto molto soffici a causa di ottiche scadenti.
Se un obiettivo fosse perfetto, dovrebbe
dare i risultati migliori al diaframma più ampio. In realtà,
solo gli obiettivi migliori (come alcuni Canon
"L") sono veramente nitidi alla massima apertura,
mentre la maggior parte degli obiettivi è più o meno
soffice al diaframma più aperto, e migliora chiudendo di 1
o 2 stop. Per esempio, nel mio corredo il Canon 24-105 L IS
e il Canon 600 f4 L IS sono veramente nitidi anche al
diaframma massimo f/4, mentre il Sigma 180 Macro è
eccellente a f78, ma è un pò soffice a diaframma massimo
f/3.5.
 |
 |
| Sigma
180mm Macro a f/3.5 (ritaglio al 100% non
ritoccato) |
Sigma
180mm Macro a f/8 (ritaglio al 100% non ritoccato) |
Chiudendo il diaframma si migliora la
nitidezza perché, usando un diaframma di diametro
ristretto, si utilizza solo la luce che passa attraverso la
parte centrale dell'obiettivo, che è quella migliore.
Quando comprate un nuovo obiettivo, vi consiglio di scattare
qualche foto di test a tutti i diaframmi per giudicare la
nitidezza. Se userete spesso i diaframmi più luminosi, è
essenziale scegliere un obiettivo che sia nitido anche a
questi valori: non comprerei mai un tele o uno zoom standard
che non sia nitido al diaframma più aperto, mentre non mi
interessa molto la qualità a tutta apertura di ottiche
macro o supergrandangolari, che generalmente uso a diaframmi
chiusi (tra f/8 e f/16).
Dopo aver letto il paragrafo precedente,
potreste pensare che più chiudete il diaframma, più
migliorate i risultati. Questo è vero finché chiudete a f8
o f11, ma poi la nitidezza diminuisce notevolmente, e ai
diaframmi più chiusi - come f/32 - tutti gli obiettivi sono
così soffici da essere praticamente inutilizzabili, per i
miei standard. Il motivo è la diffrazione : colpisce tutti
gli obiettivi (anche i migliori) perché è un fenomeno
fisico; non è un'aberrazione e non può essere
completamente evitata. Cos'è veramente la diffrazione?
Quando un'onda passa attraverso un foro di
larghezza simile alla lunghezza d'onda, essa cambia il suo
angolo di propagazione.
Dato che la luce è un'onda, e che il diaframma è un foro,
gli obiettivi sono affetti da diffrazione. La quantità di
diffrazione dipende dal diametro del diaframma. Con
diaframmi larghi la diffrazione è molto ridotta; con
diaframmi chiusi diventa un problema serio: in genere,
preferisco evitare diaframmi più chiusi di f/16; in alcune
occasioni ho usato f/22, ma non uso mai f/32 o diaframmi
più chiusi.
 |
 |
| Sigma
180mm Macro a f/8 (ritaglio al 100% non ritoccato) |
Sigma
180mm Macro a f/32 (ritaglio al 100% non ritoccato) |
La visibilità della
diffrazione è influenzata dalle dimensioni dei fotositi
(pixel): un sensore con piccoli fotositi (come il sensore
APS-C da 12 megapixel della Nikon D2Xs, che ha fotositi di 5.5 x 5.5 µm)
mostra di più gli effetti della diffrazione di un sensore
con fotositi di maggiori dimensioni, come il sensore FF da
12 mp della Canon 5D, che ha fotositi di 8.2 x 8.2 µm. Vi
consiglio di scattare alcune foto di test a diversi
diaframmi per determinare qual'e il più piccolo diaframma
utilizzabile, a seconda della fotocamera e dei vostri
standard.
L'angolo
di campo
L'angolo di campo è determinato da due
variabili: la lunghezza focale e le dimensioni del sensore.
Le maggiori case produttrici offrono una vasta gamma di
lunghezze focali tra 12 e 600mm; ci sono principalmente
quattro formati di sensori per le reflex: 4/3 (18x13.5mm), APS-C (25x16.7mm),
35mm (24x36mm), medio formato digitale (36x48mm). La formula
per calcolare l'angolo di campo è Angolo =
2*arctan(d/2f), dove d è la diagonale
del sensore, f è la lunghezza focale.
In ogni formato, la lunghezza
focale che dà l'angolo di campo di circa 46° è
considerata la focale "standard", perché ha
approssimativamente lo stesso angolo di campo dell'occhio
umano. Gli obiettivi che hanno focali più corte sono detti
grandangolari (danno angoli di campo più ampi) e gli
obiettivi che hanno una focale più lunga sono detti
teleobiettivi (e danno un angolo di campo più ristretto).
La seguente tabella elenca gli
angolo di campo (gradi) dati da varie lunghezze focali nei
quattro formati principali, e le foto illustrano le
inquadrature date da diversi angolo di campo.
| |
7 |
12 |
14 |
16 |
21 |
24 |
28 |
35 |
50 |
70 |
105 |
200 |
300 |
400 |
500 |
600 |
1200 |
| 4/3 |
116.2 |
86.30 |
77.56 |
70.22 |
56.35 |
50.22 |
43.77 |
35.63 |
25.36 |
18.26 |
12.23 |
6.43 |
4.29 |
3.22 |
2.57 |
2.14 |
- |
| APS-C |
- |
102.8 |
94.14 |
86.49 |
71.25 |
64.18 |
56.51 |
46.53 |
33.50 |
24.26 |
16.31 |
8.60 |
5.74 |
4.30 |
3.44 |
2.87 |
1.43 |
| 35mm |
- |
122.0 |
114.2 |
107.1 |
91.74 |
84.10 |
75.42 |
63.47 |
46.82 |
34.37 |
23.30 |
12.35 |
8.25 |
6.19 |
4.95 |
4.13 |
2.06 |
| MF |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
93.94 |
81.20 |
61.92 |
46.39 |
31.89 |
17.06 |
11.42 |
8.57 |
6.86 |
5.72 |
- |
 |
|
 |
| Lunghezza
focale : 17mm - Angolo di
campo : 104° |
|
Lunghezza
focale : 35mm - Angolo di
campo : 63° |
| |
|
|
 |
|
 |
| Lunghezza
focale : 50mm - Angolo di
campo : 46° |
|
Lunghezza
focale : 135mm - Angolo di
campo : 18° |
La
profondità di campo
La profondità di campo è uno dei principi
di base della fotografia. Quando mettete a fuoco
un'immagine, solo un determinato piano (cioè una distanza)
sarà veramente a fuoco. Tutto ciò che è davanti o dietro
a quel piano diverrà gradualmente più sfocato; le aree in
prossimità del piano di messa a fuoco che mantengono una
buona nitidezza costituiscono la profondità di campo.
Ci sono tre fattori che influenzano la
profondità: il primo è il diaframma. Diaframmi ampi,
comple f/2.8 o f/4, danno una profondità ridotta, mentre
diaframmi chiusi (come f/16 e f/22) danno una vasta
profondità di campo.
 |
 |
| A
f/4, la profondità è ridotta |
A
f/16, la profondità è molto ampia |
Bisogna scegliere il diaframma in base ai
risultati che si desidera ottenere. Se volete separare il
soggetto dallo sfondo, come io amo fare con gli animali,
dovete usare un diaframma aperto; d'altra parte, se volete
che l'intera foto sia nitidamente a fuoco (come nel caso dei
paesaggi), servono diaframmi chiusi, come f/16.
La lunghezza focale è correlata alla
profondità di campo e allo sfondo. Se le dimensioni del
soggetto sono le stesse, la profondità di campo è identica
per ogni obiettivo. Per esempio, se volete fotografare una
farfalla, utilizzando lo stesso diaframma avete identica
profondità tanto con un macro 50mm che con un 200mm. La
differenza pratica è che il 200mm, grazie all'angolo di
campo più ristretto, dà uno sfondo molto più pulito.
|

|

|
|
Se
scattate una foto dello stesso soggetto con focali
differenti, la profondità di campo è la stessa,
ma la focale più lunga dà uno sfondo più
pulito.
|
Le dimensioni del soggetto sono
la terza variabile. Se fotografate soggetti di ampie
dimensioni avrete anche una profondità più vasta. Per
esempio, se fotografate una montagna a f/5.6 avrete
moltissima profondità di campo, mentre se fotografate una
farfalla con lo stesso diaframma la profondità sarà molto
più ristretta.
 |
 |
| Diaframma:
f/5.6 Dimensioni soggetto: 2 centimetri |
Diaframma:
f/5.6 Dimensioni soggetto: 3-4 kilometri |
Come sfruttare al meglio la profondità di
campo?
Quando fotografate un animale, dovreste
sempre mettere a fuoco sugli occhi, e scegliere il diaframma
che vi dà la giusta profondità di campo per ottenere il
risultato desiderato. Per animali di piccole dimensioni,
come una cincia o un passero, uso diaframmi come f/8 o f/11,
mentre per soggetti di maggiori dimensioni scatto spesso a
af/4 o f/5.6. Nella fotografia macro, se volete avere
l'intore soggetto ben a fuoco, dovete cercare di stare
perfettamente paralleli al suo corpo.
 |
 |
| Il
soggetto è perfettamente parallelo al sensore:
l'intera superficie della ali è a fuoco, pechè
è all'interno del piano di messa a fuoco. |
Il
soggetto non è perfettamente parallelo al
sensore: le estremità della ali non sono nitide
(perchè fuoriescono dal piano di messa a fuoco). |
Nella fotografia paesaggistica, la tecnica
è diversa. Alcuni fotografi cercano di calcolare la
profondità di campo e la distanza iperfocale (l'iperfocale
è la distanza di messa a fuoco che dà la maggiore
profondità di campo a un dato diaframma); per quando mi
riguarda, lo considero una perdita di tempo, e preferisco
utilizzare metodi più semplici e più intuitivi.
Con un grandangolare e un diaframma di f/16,
si ha una profondità di campo estremamente ampia, ed è
molto facile avere l'intera foto nitidamente a fuoco. Se
l'elemento più vicino della composizione è a 2-3 metri io
metto a fucoo a 6-8 metri e chiudo il diaframma a f/16 per
avere tutto a fuoco, dal primo elemento all'infinito; se
l'elemento più vicino si trova a un metro o meno metto a
fuoco a 1.5-2 metri e chiudo a f/16 (o, raramente, a f/22,
se il primo elemento è veramente molto vicino alla lente).
Se volete controllare la messa a fuoco, potete dare
un'occhiata alla foto nello schermo LCD, utilizzando la
funzione di zoom (molte fotocamere permettono di ingrandire
un dettaglio fino a 10x).
La
prospettiva
|
In teoria, se mantenete
costante la distanza fotocamera-soggetto, la
prospettiva è la stessa per qualsiasi obiettivo. In
pratica, i grandangolari vengono spesso utilizzati
per includere nella composizione soggetti molto
vicini alla fotocamera, mentre i teleobiettivi sono
utilizzati per fotografare i soggetti più distanti.
Di conseguenza, i grandangolari
tendono a esagerare la prospettiva, mentre i
teleobiettivi danno un prospettiva più compressa,
più "piatta". La prostettiva è un
elemento creativo molto importante che ha un forte
impatto sull'aspetto dell'immagine: nella fotografia
paesaggistica, vengono spesso utilizzati i
grandangolari per dare un senso di profondità
all'immagine, grazie alla loro peculiare
prospettiva. D'altra parte, se volete dirigere
l'attenzione su un dettaglio, le focali più lunghe
permettono di scattare foto più
"astratte", con composizioni più intime e
riflessive.
Le due foto sulla destra sono un
buon esempio della diversa prospettiva data da
grandangolari e tele: la prima è scattata a 17mm, e
la prospettiva è visibilmnte esagerata. La seconda
foto, scatta a 105mm, ha un'atmosfera molto più
"tranquilla", i rami in primo piano e la
torre sembrano essere nello stesso piano, anche se
in realtà erano piuttosto distanti.
|
 |
 |
| Grandangolare |
Teleobiettivo |
|
Volete
Approfondire L'Argomento?
Se avete domande, dubbi o curiosità
sull'argomento di questo articolo, potete aprire una
discussione nel Forum
JuzaPhoto.
|