|
Appunti di viaggio dal mondo
Sono sempre stato affascinato dall'idea di viaggiare ed esplorare
altri paesi, e ora il mio lavoro di fotografo mi permette di visitare
molti dei posti che ho sempre sognato di vedere :-) Per alcuni viaggi ho
già pubblicato articoli dettagliati, ma in questa pagina voglio dare
alcune "prime impressioni" sui paesi che ho visitato. Questo articolo
non è pensato per dare informazioni approfondite su ogni viaggio: sono
invece degli "appunti", impressioni, e consigli dal punto di vista di un
fotografo naturalista.
|

L’Argentina è un paese molto vasto ed ha una grande varietà
di paesaggi e animali. Ho visitato la Patagonia - metà
meridionale dell'Argentina - con l'amico Emanuele
Castronovo; abbiamo pianificato il viaggio autonomamente e
abbiamo scelto Febbraio perché è un mese estivo in Patagonia
(nell’emisfero Sud le stagioni son invertite rispetto
all’Europa: l’inverno è a Giugno, Luglio, Agosto e l’estate
tra Dicembre e Febbraio). L’Argentina è un posto facile da
visitare per i viaggiatori "fai da te". Non c’è molta
criminalità, se state lontani dalle grandi città siete al
sicuro; ci sono molti ostelli e i prezzi son molto bassi in
confronto con Europa e USA.
Siamo arrivati a Buenos
Aires e il giorno stesso abbiam preso il volo per Trelew per
esplorare la Penisola di Valdes. Valdes è un ottimo posto
per fotografare il Leone marino sudamericano (Otaria
flavescens); vi consiglio di andare a Punta Norte al
tramonto, dove potete fotografare bene questi animali.
Questo è il posto dove le orche arrivano molto vicine alla
spiaggia per catturare i leoni marini, anche se non è una
cosa che si vede facilmente - noi non abbiamo avuto fortuna.
Un altro posto meraviglioso nella penisola di Valdes è la “loberia”
(significa “colonia di leoni marini”) vicino Puerto Piramide:
qui potete fotografare da una buona angolazione partecipando
alle uscite in battello, organizzate ogni giorno. Il tour
dura circa tre ore e costa l’equivalente di 30 euro. Il
battello è pieno di turisti, ma non abbiamo avuto difficoltà
a trovare una buona posizione. Bisogna aver fortuna: il giro
in battello è nelle ore centrali del giorno….noi lo abbiamo
fatto in un giorno nuvoloso e abbiamo portato a casa ottime
foto, ma se ci fosse stato il sole il giro sarebbe stato
completamente inutile a causa della luce dura. Un’ultima
cosa a proposito di Valdes: se state vicino Puerto Piramide
non perdetevi il bellissimo bar/ristorante “ La Estacion”, è
un posto meraviglioso pieno di colore!
Il secondo
posto che abbiamo visitato è la Terra del Fuoco. Ushuaia è
una piccola città sul canale di Beagle; è chiamata “La Fin
Del Mundo” (la fine del mondo) perché è la città più a
australe del mondo. Da qui si può raggiungere l’Antartide in due
o quattro settimane in battello, con prezzi che vanno dai
2000 ai 60000 euro (leggermente folli!). Ad Ushuaia siamo
stati al “Freestyle hostel”, economico e carino! Abbiamo
visitato il Parco Nazionale Tierra del Fuego (vedute
spettacolari e molti animali; l'ideale è andarci all'alba).
Nel parco ho scattato buone foto di Caracara molto
confidenti e altri uccelli…è impressionate vedere come gli
animali non si curino delle persone! Abbiamo anche fatto un
giro in battello nel Canale di Beagle verso il tramonto e un
altro giro sul versante cileno, dove abbiamo avvistato
un’ampia colonia di pinguini.
Da Ushuaia abbiamo
preso il volo per El Calafate, se avete tempo vi raccomando
di dormire qui una notte. All’alba e al tramonto potete
visitare il vicino lago, dove si possono fotografare
fenicotteri e molti altri uccelli. Se andate lì a febbraio,
anche il paesaggio è fantastico: ci sono infiniti campi di
margherite... Da El Calafate abbiamo visitato il ghiacciaio
Perito Moreno...altro posto magnifico; qui si può fare un
giro in battello di un’ora per vedere il ghiacciaio da
un’angolazione diversa dal solito, oppure raggiungere a
piedi uno dei tanti punti panoramici. È abbastanza frequente
vedere grandi blocchi di ghiaccio cadere in acqua! Dopo il
Perito Moreno si può tornare a Calafate e prendere il bus
fino a Torres del Paine. Non dimenticate il passaporto
perché Torres del Paine è in Cile! La trasferta dura diverse
ore e i documenti vengono controllati due volte. Torres del
Paine è un posto splendido per i paesaggi, ma non è uno dei
posti che preferisco tra quelli visitati. Se volete
esplorarlo a fondo ci dovete stare 5-6 giorni e fare
escursioni a piedi lungo i numerosi sentieri, dormendo in
tenda: è il modo migliore per visitarlo ed è anche l’unico
se avete un budget limitato. Non ci sono ostelli a basso
prezzo a Torres del Paine, noi abbiamo speso circa 50 euro a
testa a notte in una stanza condivisa! E questo è il posto
più economico che abbiam trovato. Oltre ai paesaggi, Torres
del Paine è anche una buona zona per i molti uccelli e
guanachi; potete fotografarli facilmente con un 300mm.
L’ultimo luogo che abbiamo visitato è stato El Chalten,
dove si può ammirare il Fitz Roy e l'incredibile Cerro
Torre. E' un posto che adoro...l’opposto di Torres del
Paine! A Torres si paga ogni cosa…ancora un pò e vi faranno
pagare anche l'aria che respirate! ;-) La prima cosa che ci
è stata detta quando abbiamo visitato il centro informazioni
di El Chalten, invece, era che i camping sono completamente
gratuiti e per loro è importante che parchi e camping
rimangano gratuiti, anche se non è facile. Abbiamo dormito
in un bell'ostello per 7 euro a notte e avevamo anche
internet wi-fi gratuito!!! El Chalten è un posto amichevole,
tranquillo. Dal villaggio potete raggiungere il punto
panoramico di Centro Torre e quello per il Fitz Roy in
un’ora/un’ora e mezza (se avete un’andatura veloce).
Arrivare lì all’alba è bellissimo, ma è ancora meglio una o
due ore prima che sorga il sole. Io sono arrivato alle 5.00
del mattino e ho dovuto attendere un’ora e mezza per l’alba,
ma ha avuto l'opportunità di scattare ottime foto in
notturna! Ho usato il 300 2.8 sulla 1DsIII - il Cerro Torre
non è così vicino, quindi serve un 300mm o equivalente (es.
70-200mm su reflex APS-C). Serve anche una buona dose di
fortuna; mi è stato detto che spesso la montagna è
completamente nascosta dalle nuvole, non è facile vedere
un’alba bella come quella che ho potuto ammirare!
Avevamo in previsione di passare gli ultimi due giorni a
Iguazu ma mon abbiamo avuto fortuna e così siamo rimasti a
Buenos Aires. Merita la visita? Dipende interamente dai
vostri interessi. Per me le città sono solo posti da cui
scappare il prima possible :-) Il mio compagno di viaggio
Emanuele invece ha apprezzato la visita alla città. A B.A.
potete assistere a fenomeni di magia in qualsiasi
momento: per esempio borse e fotocamere non tenute d'occhio,
anche se per pochi secondi, hanno una soprendente tendenza a
svanire nell’aria. In altre parole, attenzione ai ladri! La
D300 e alcuni obiettivi di Emanuele son stati rubati e noi
non ci siam nemmeno accorti di quando sia successo, è stata
davvero questione di pochi secondi...
L’Argentina può
esser molto economica. Se dormite negli ostelli, potete
spendere appena 7-8 euro a notte. Potete trovare una buona
guida agli ostelli qui:
www.getsouth.com; solitamente non è necessario prenotare.
Noi abbiamo sempre dormito in ostelli, è un buon modo per
incontrare gente e spender poco; ovviamente ricordate che i
letti sono in stanze condivise con altre 4-6 persone e anche
i bagni e le docce sono in comune… è per questo che son
chiamati ostelli e non alberghi 4 stelle :-). Se siete a
Buenos Aires e volete vita notturna vi consiglio l’ostello
Milhouse (www.milhousehostel.com),
abbiamo dormito qui un paio di notti ed è un posto
abbastanza fuori di testa!
La mia attrezzatura
fotografica era composta da Canon 7D, Canon 1DsIII e quattro
obiettivi: 12-24, 24-105, 180 Macro e il 300mm 2.8 L IS USM.
Non c’erano molte opportunità macro in Patagonia (ho
comunque usato un pò il 180 per dettagli del paesaggio);
invece ho usato molto il grandangolo e il 300 2.8 L IS USM.
Ovviamente avevo il treppiede Manfrotto che mi ha permesso
di scattare foto altrimenti impossibili, come la notturna e
l’alba al Cerro Torre. La 7D è una reflex fantastica… più la
uso più mi piace! Certamente ci sarà sempre chi dice che una
reflex da 1000 euro non può competere con una da 4000 o
6000, che le reflex più costose son sempre le migliori e
così via… sarà :-) io continuo a pensare che se non riuscite
a scattare buone foto con la 7D dovete solo criticare le
vostre tecniche ;-) In futuro, penso di sostituire il mio
Sigma 12-24mm col nuovo Sigma 8-16mm (equivalente 13-26mm
sulla 7D), se la qualità di immagine dell’8-16 sarà
soddisfacente nei miei prossimi viaggi potrei addirittura
lasciare a casa la 1DsIII, e scattare esclusivamente con la
7D.
|
|
Costa Rica, Novembre 2008 e
Novembre 2009
|

A differenza di altri paesi, la Costa Rica mi ha dato
un'impressione positiva riguardo il rapporto uomo/natura.
Sono rimasto colpito dalla sensibilità della nostra guida
Yehudi: conosceva bene gli animali, e ci ha mostrato come
scattare foto senza disturbare troppo il soggetto. Quando
abbiamo fotografato la famosa rana dagli occhi rossi, Yehudi
ha addirittura proibito di usare il flash, per evitare di
danneggiare la sensibile visione notturna di queste rane...una
differenza immensa con la nostra guida tanzaniana, che non
si preoccupava neanche di rallentare per evitare di
investire i piccoli animali che si trovavano lungo la strada.
In Costa Rica ci sono molti parchi naturali. Forse
sarete un pò delusi dal sapere che al di fuori dei parchi
naturali le foreste e la natura sono state sostituire dalle
coltivazioni e dalle altre attività dell'uomo; c'è molta
poca natura selvaggia al di fuori dei parchi. La cosa
positiva però è che la Costa Rica è una delle nazioni con la
più grande percentuale di aree protette al mondo - il 25%
del territorio è parco nazionale, riserva biologica o un
altro tipo di area protetta!
La Costa Rica non è un
paese ricco, ma in termini di criminalità è uno dei meno
pericolosi dell'america centrale. La gente che abbiamo
incontrato è sempre stata amichevole e cordiale - anche se
bisogna dire che siamo sempre stati fuori dalle grandi città;
durante il volo di ritorno in Italia abbiamo incontrato due
ragazzi che ci hanno raccontato di esser stati assaliti tre
volte!
La mia attrezzatura fotografica non ha
gradito l'umido e piovoso ambiente tropicale: ho avuto
problemi sia con la reflex che con gli obiettivi. La Canon
1DsIII, nonostante la tropicalizzazione, spesso aveva gli
schermi LCD appannati; ancora peggio, dopo circa una
settimana l'esposimetro è impazzito, sottoesponendo
qualsiasi immagine di 2-3 stop. Ho potuto continuare a
scattare impostando la compensazione dell'esposizione su +2
o +3, ma se avevo bisogno di sovraesporre dovevo utilizzare
la modalità M.
Una volta tornato in Italia, ho
portato la 1DsIII a Canon per farla sistemare e per far
pulire il sensore (l'anti polvere della reflex non serve a
niente). Ora il sensore è perfettamente pulito, ma purtroppo
la reflex continua ad avere il problema di sottoesposizione:
Canon ha sostituito molti componenti elettronici, ma quando
mi hanno restituito la reflex, il problema era rimasto.
Magari in futuro proverò a riportare la reflex in assistenza,
ma ora mi serve, quindi mi son dovuto rassegnare a tenere
sempre l'esposimetro su + 2 o +3..
Un'altra vittima
della pioggia è stato il mio Sigma 12-24. Ho scattato spesso
foto sotto la pioggia sia col 24-105 che col 12-24...entrambi
hanno avuto problemi di appannamento, ma dopo un giorno il
Canon 24-105 (tropicalizzato) si è asciugato e ha
ricominciato a funzionare bene, mentre il sigma ha impiegato
molto più tempo per asciugarsi, e l'autofocus non funziona
più. Il mio amico Simone non ha avuto migliore fortuna: la
sua Nikon D3 ha avuto vari problemi, e tre obiettivi si son
bloccatti e hanno avuto un forte appannamento; inoltre,
l'auto-rotazione del suo fotocellulare Samsung i900 ha
smesso di funzionare.
In conclusione, questa
esperienza mi ha insegnato che la tropicalizzazione in
qualche caso aiuta (come col 24-105), ma sotto un'acquazzone
non è una garanzia, anche con le reflex più robuste come la
1Ds3 o la Nikon D3. Da ora non farò più troppo affidamento
sulla tropicalizzazione - proteggerò semplicemente la reflex
con un sacchetto trasparente, che è anni luce migliore di
qualsiasi tropicalizzazione. |

Nel Maggio 2009, ho passato otto giorni in Finlandia per
fotografia di animali. Questo viaggio è stato organizzato da
Memy - fotografo naturalista e membro del JuzaForum - ed
eravamo un gruppo di 16 persone! In genere preferisco viaggi
con gruppi molto più piccoli, ma grazie agli sforzi di Memy,
il viaggio è stato un successo! Abbiamo raggiunto Helsinki
via aereo, quindi abbiamo noleggiato quattro auto e
viaggiato verso nord. Viaggiare in Finlandia è molto
semplice - c'è sempre pochissimo traffico! D'altra parte,
abbiamo fatto circa 4000 km in 8 giorni, eravamo sempre in
giro a fotografare e abbiamo dormito 2-3 ore al giorno!
Abbiamo visto gli orsi in vari posti. Siamo stati al
Wild Brown Bear (www.wildbrownbear.fi/en),
Kuntivaara (con
www.karhukuusamo.com) e Martinselkonen (www.martinselkosenerakeskus.com).
Questi posti non sono zoo come il famoso Bayerische Wald
Park in Germania: si tratta di capanni permanenti,
attrezzati per i fotografi, in luoghi dove orsi in libertà
vengono attirati con carcasse di animali o altri tipi di
cibo.
Per fotografare gli orsi, bisogna entrare in
capanno alle 18, e non si può lasciare il capanno prima
delle 7 del mattino successivo: gli orsi sono attivi
principalmente a sera, di notte e all'alba. In maggio in
Finlandia le notti sono molto brevi - il sole tramonta verso
le 22.30 o 23 e sorge alle 3.30, quindi nelle 11 ore che si
trascorrono in capanno si ha molto tempo per la fotografia.
Dato che la maggior parte delle foto sono scattate in poca
luce, consiglio di cuore un obiettivo luminoso, f/4 o ancora
meglio f/2.8. Un supertele fisso e uno zoom tele luminoso
sono la scelta ideale - per la maggior parte delle mie foto
di orsi ho usato il Canon 600 f/4 L IS e il Sigma 120-300
f/2.8 EX DG HSM prestato da un amico. In alcuni posti gli
orsi erano abbastanza lontani quindi ho usato il 600 f/4,
mentre in altri posti ho usato principalmente il 120-300 2.8
su fullframe...in certi momenti gli orsi erano così vicini
che avrei potuto usare un grandangolo!
Non serve
portare il treppiede nei capanni; potete usare una beanbag,
o potete montare la testa del treppiede direttamente sulla
struttura del capanno: questi capanni sono pensati per i
fotografi. Il comfort dei capanni varia ampiamente: alcuni
sono veramente piccoli, non si può neppure stare in piedi e
non c'è alcun tipo di bagno; altri capanni sono grandi e
hanno brandine per dormire, bagno, e addirittura fornello a
gas per scaldare la stanza. L'unico vero "difetto" di queste
strutture è il prezzo: si va dai 150 € a 250 € a persona per
ogni notte! Ma sono l'unico modo per fotografare orsi in
natura in Finlandia.
La Finlandia non è solo orsi: da
questi capanni si possono vedere anche uccelli, acquile, e
il ghiottone - se siete fortunati... noi non abbiamo visto
nè le aquile nè il ghiottone! Abbiamo avuto molta fortuna,
invece, con i galli forcelli: li abbiamo visti da alcuni
capanni realizzati da Karhu, e abbiamo fotografato e filmato
i forcelli in combattimento nella stagione degli amori...uno
spettacolo!
Un'altra bellezza della Finlandia sono i
paesaggi: ci sono laghi ovunque, e ogni giorno si possono
fotografare fantastici tramonti e albe! Vi consiglio di
cuore di portare uno zoom standard e un grandangolo, con un
buon treppiede. Io avevo il Sigma 12-24 e il CAnon 24-105,
col treppiede Manfrotto 055 e testa a sfera. Ho scattato
tutte le foto di questo viaggio con la 1DsIII e con la mia
nuova Canon 500D, che mi ha salvato quando la 1DsIII ha
ceduto...nonostante il prezzo altissimo, la 1DsIII fino ad
ora è stata la reflex che mi ha dato più problemi: nel
viaggio in Costa Rica l'esposimetro è impazzito, e Canon non
è più riuscita a sistemarlo, e in uno degli ultimi giorni
del viaggio in Finlandia la levetta di blocco obiettivo si è
incastrata! E' una piccola cosa, ma crea un grande problema,
e la reflex diventa praticamente inutilizzabile perchè gli
obiettivi potrebbero cadere da un momento all'altro...il mio
600 f/4 IS si è staccato mentre ero in un capanno, e per
poco non è caduto in mezzo agli orsi! La Canon 500D ha
funzionato bene, anche se ovviamente ha i suoi limiti -
l'interfaccia non è al livello delle reflex di fascia
semi-pro e pro, la batteria dura poco, le possibilità di
personalizzazione sono inferiori a quelle della 1DsIII. |

Come molti dei miei viaggi, anche quello in Francia è stato
deciso all'ultimo momento - non avevo idea di dove andare
tra fine dicembre 2009/gennaio 2010, e alla fine ho scelto
il nord della Francia perchè è abbastanza vicino (circa
1200km da casa mia, una giornata di auto) e ha un clima
relativamente mite anche in inverno, grazie alla corrente
del golfo. L'obbiettivo di questo viaggio erano i paesaggi,
e sono stato molto soddisfatto, la Normandia e la Bretagna
sono fantastiche!!
Ho visitato un'infinità di posti
sulla costa, ma ce ne sono alcuni che vi consiglio
particolarmente. Il primo sono le falesie di Etretat...impressionanti!
Le foto che avevo visto su internet non rendono l'idea della
bellezza di questo posto...ci sono molte belle vedute, una
gioia per il fotografo paesaggista. Ho passato qui un giorno,
ma se ci tornassi mi fermerei almeno due. Un altro posto
affascinante è il Mont Sant Michel: ha un aspetto molto
irreale, sembra uscito da un libro fantasy...inoltre, se
arrivate in fase di bassa marea, potete camminare lungo il
perimetro del "monte" su un'infinita distesa sabbiosa -
anche se bisogna fare attenzione, sia per le maree che per
la presenza di sabbie mobili.
La Bretagna è famosa
per i suoi tanti fari: anche se non ho avuto la fortuna di
vederli in mezzo a grandi mareggiate come in alcune foto
spettacolari che si vedono sul web, spesso sono stati
occasioni per buone foto e interessanti panorami. Se
visitate la Bretagna dovete assolutamente vedere il faro di
St. Mathieu, posto su una scogliera spettacolare e vicino
all'abbazia diroccata di St. Mathieu...tra l'altro, questo
faro è aperto alle visite e se ne può raggiungere la cima,
un'esperienza interessante sia per vedere com'è l'interno di
un faro che per vedere il paesaggio dall'alto. Un'ultimo
consiglio: non limitatevi ai posti più famosi...esplorate il
più possibile la costa, troverete tantissime opportunità
fotografiche!
Ho fatto il viaggio con la mia
auto, e penso che sia il modo migliore per visitare questa
zona. Dormendo in hotel economici si può trovare una
stanza per 35-50 euro...nel complesso per questo viaggio ho
speso 1200 euro per 11 giorni (inclusa benzina, pedaggi,
hotel, cibo), e viaggiavo da solo...se fate un viaggio del
genere con uno o due amici e dividete i costi, potete
arrivare a spendere appena 600/400 euro a testa! I mesi
estivi possono essere un pò più costosi, ma io non esiterei
a tornare in inverno...a mio parere è stato il periodo
perfetto per questo viaggio! Le giornate sono corte, quindi
non bisogna svegliarsi troppo presto - l'alba è verso le
8.40 e il tramonto verso le 17.30; il clima sulla costa è
sorprendentemente mite (tra gli 0 e 10 gradi a fine dicembre!),
e il cielo è spesso nuvoloso. Le nuvole sono un aspetto
positivo per le foto paesaggistiche, rendono il cielo molto
più interessante, e quando avete la fortuna di vedere
un'alba o un tramonto con nuvole rosse o dorate è una
meraviglia!
La mia attrezzatura fotografica per
questo viaggio era la nuova Canon 7D, 1DsIII, Sigma 12-24,
Sigma 20 f/1.8, Canon 24-105 e Canon 300 2.8 L IS. Non ho
mai usato il Sigma 20 1.8 (troppo inquinamento luminoso per
fotografare la via lattea) nè il canon 300 2.8 (ho visto
molti uccelli, ma alla fine ho preferito dedicarmi
interamente ai paesaggi). Invece, ho usato molto il 12-24,
montato sulla fullframe 1DsIII, e il 24-105, montato sulla
7D. Ovviamente avevo il treppiede, è stato essenziale per le
migliori foto paesaggistiche. |

L'Irlanda è stata una piacevole sorpresa. Ho viaggiato in
tutto il paese con Agata, concentrandomi sui paesaggi -
siamo stati principalmente sulla costa, a parte un paio di
posti nell'interno dell'isola. Alcuni luoghi sono davvero
impressionanti! Il posto più spettacolare che ho visto è il
"Giant's Causeway", una formazione di migliaia di colonne di
basalto di forma poligonale, create da un'eruzione milioni
di anni fa...è una vista impressionante, ed è un posto molto
facile da raggiungere: è vicino al paesello di Bushmill (noi
abbiamo dormito nel bel Kal-Mark B&B, 64A Causeway Road,
Bushmills), e può essere raggiunto con una passeggiata di
venti minuti. Altri posti eccezionali sono gli Slieve League
Cliffs, vicino a Donegal, e i Cliffs of Moher, scogliere
alte 200 metri, a picco sull'Oceano Atlantico. Per visitare
i Cliffs of Moher, vi consiglio di stare a Doolin, che è un
paese vicino al castello Doonagore, un'altra buona
opportunità fotografica. A Doolin abbiamo dormito nel
Paddy's Doolin Hostel (www.doolinhostel.com),
un posto carino ed economico, che tra l'altro vende
"relaxing stones" (sassi rilassanti) per 0.10 € l'uno...questi
sassi sono semplicemente sassi qualunque, che potete trovare
ovunque, ma ho trovato divertente che Paddy li venda, e mi
sono chiesto chi può essere così pazzo da comprare un
inutile e comunissimo sasso...ho finito per comprarne uno,
con grande divertimento di Agata :-)
Abbiamo visitato
anche il Killarney National Park - siamo stati lì solo un
giorno, ma è un posto che merita una visita approfondita! Lì
ho fotografato la cascata Torc e alcuni paesaggi della
foresta, che sembra quasi una foresta tropicale, mi ricorda
quelle della Costa Rica e della Malesia! Tutti questi posti
possono essere abbastanza affollati durante le giornate
estive: se volete scattare foto senza persone, vi consiglio
di andare al tramonto o, ancora meglio, all'alba, quando al
massimo potete incontrare qualche altro fotografo mattiniero.
Viaggiare in Irlanda è facile e sicuro: ci sono
tantissimo piccoli e deliziosi villaggi, e ci sono più
Bed&Breackfast che pecore - non è necessario prenotare,
troverete sempre un posto dove dormire! Le persone che
abbiamo incontrato sono state gentili e amichevoli, e anche
"grandi" città come Dublino hanno un aspetto pulito e sicuro,
molto meno caotiche delle grandi città italiane! D'altra
parte, l'Irlanda ha anche lati negativi. Guidare è un
piacere per gli occhi, si attraversa sempre splendida
campagna, ma è meno piacevole per il guidatore: molte strade
sono strettissime, e i limiti non hanno senso. Il limite è
quasi sempre 100 km/h, fuori dai paesi...sia su strette
strade di montagna dove andare a 50 km/h è già pericoloso,
che sulle poche autostrade, dove si potrebbe guidare
tranquillamente anche a 200 km/h... L'altro grande
aspetto negativo che ho trovato in Irlanda sono i prezzi:
tutto è molto costoso! Parecchie cose costano quasi il
doppio che in Italia.
In questo viaggio ho portato
con me 1DsIII, 500D, Sigma 12-24, Canon 24-105 e Canon 180
Macro. Non ho scattato nessuna foto macro - in Irlanda c'è
sempre vento! Ma il 180 Macro è stato utile per dettagli del
paesaggio. Inoltre, ho usato molto i grandangoli sulla mia
1DsIII, in particolare il mio povero Sigma 12-24, che mi ha
lasciato durante questo viaggio..stavo fotografando sui
Cliff of Moher, sulla roccia piana a pochi metri dal bordo,
quando una folata di vento ha fatto cadere il treppede con
1Ds3 e 12-24 sulla roccia...per poco non è caduta dai 200
metri a strapiombo della scogliera! L'obiettivo ha subito in
pieno l'impatto, ed è stato completamente distrutto, mentre
la reflex ha avuto solo qualche graffio. Una cosa divertente
è che prima di questo incidente la 1DsIII aveva la levetta
di blocco obiettivo incastrata (era incastrata dal viaggio
precedente e non l'avevo ancora portata in assistenza), e
dopo il colpo la levetta si è sbloccata! Certo un modo molto
costoso ed estremo di aggiustare le cose ;-) Ora ho già
ordinato un nuovo Sigma 12-24, è un obiettivo che uso
moltissimo: a mio parere il miglior grandangolo per
fullframe. |
|
Madagascar, Settembre 2009
|

Il
Madagascar è molto diverso da come me lo immaginavo: mi
aspettavo qualcosa come la Costa Rica, un paese coperto di
foreste, invece molte parti del Madagascar sono decisamente
aride. Ci sono foreste nel parte nord, mentre il sud è secco,
a volte addirittura desertico. Ho visitato questo paese col
mio amico Emanuele Castronovo - non avevamo preparato molto
questo viaggio quindi ci siamo affidati a un'agenzia locale,
che però ci ha fatto fare un percorso tutt'altro che
ottimale. Da Antananarivo, abbiamo fatto un lungo giro ad
anello passando per Morondava, Tulear, Ambalavao...questi
luoghi offrono buone opportunità paesaggistiche, ma non sono
buoni per la fotografia di animali: per questo genere vi
consiglio di visitare il nord del paese, coperto dalle
foreste. Inoltre, è meglio pianificare con attenzione il
viaggio, tenendo conto che serve molto tempo per spostarsi
da un luogo all'altro: la maggior parte delle strade sono in
pessime condizioni, e può servire un giorno interò per
spostarsi di 250-300km.
Anche se non consiglio il
percorso che abbiamo fatto (per la fotografia di animali),
se siete interessati principalmente a paesaggi e reportage
ci sono alcuni posti da non perdere: il mercato di
Morondava, la Baobab Avenue, le formazioni rocciose degli
Tsingy (paesaggio meraviglioso, ma assicuratevi di visitarle
all'alba o al tramonto, e portate solo un paio di obiettivi
con voi perchè è un'arrampicata molto impegnativa!), l'Isalo
National Park (bei paesaggi e qualche animale) e il
Ranomafana Park (l'unica foresta che abbiamo visto). A
proposito di Morondava: se passate una notte in questa
piccola città, vi consiglio l'Hotel Tre Cicogne (http://hoteltrecicogne.com)
del nostro amico Gabriele! Se poi siete in cerca di musica e
vita notturna, non ne troverete tantissima nella sperduta
Morondava, ma vi consiglio comunque un giretto all'Oasis
Hotel Restaurant di Jean Le Rasta.
Purtroppo, in
Madagascar è difficile noleggiare autonomamente un'auto, la
maggior parte degli autonoleggi danno solo auto con
conducente...il costo non è un problem, potete trovare jeep
+ conducente a prezzi ragionevoli, ma non avrete la libertà
e l'autonomia che si ha viaggiando per conto proprio, e può
essere un'esperienza "adrenalinica" - molta gente in
Madagascar guida da pazzo! Anche molti parchi non possono
essere visitati per conto proprio ed è necessario assumere
una guida (oltre al conducente); solitamente si può prendere
la guida direttamente all'entrata del parco, oppure
prenotarla il giorno prima della visita. Avere una guida ha
i suoi pro e contro: a volte abbiamo avuto ottime guide, che
ci hanno aiutato a trovare animali che non avremmo mai visto
da soli, e a volte è possibile avere anche una guida che
parla italiano! Il lato negativo è che avete meno libertà in
confronto a una visita autonoma.
Gli alloggi variano
da hotel economicissimi, dove una stanza costa appena 4-5$,
a hotel di fascia media (25-40$ per stanza) e hotel di
grande lusso che possono costare 100-200 $ o più a notte. Vi
consiglio di evitare sia quelli più economici (sporchi e di
qualità davvero bassa) che quelli di lusso (soldi buttati);
gli hotel di fascia media sono più che buoni, quasi su
standard europeo, e offrono un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Il cibo è molto economico, ma è anche molto schifoso - non
ho mai mangiato così male come in Madagascar...il mio
consiglio è di portarvi qualche cibo in scatola dall'Italia
:-) Anche se il Madagascar è un paese molto povero, è
sorprendentemente sicuro da visitare - fuori dalle grandi
città, non abbiamo avuto problemi a camminare tra la gente
con tutta la nostra attrezzatura fotografica. Le persone
sono amichevoli e spesso sono felici di essere fotografate,
capita molto raramente che vi chiedano soldi per le foto...questo
paese è un paradiso per gli amanti del reportage!
Per
quanto riguarda l'attrezzatura, avevo con me 1DsIII, 500D (che
attualmente ho sostituito con la 7D), 12-24, 20 f/1.8, 24-105, 180 Macro
e 300 2.8 +
teleconverter. Ho sfruttato quasi tutte le ottiche, tranne
il 180 Macro, dato che non abbiamo avuto molte occasioni per
foto a fiori e insetti. Per la prima volta sono riuscito ad
ottenere buone foto col Sigma 20 f/1.8: anche se la qualità
d'immagine è scarsa, il cielo di notte in Madagascar è
stupendo, e si possono scattare belle foto alle stelle e
alla via lattea...nelle zone rurali non ci sono luci durante
la notte, quindi l'inquinamento luminoso non è un problema.
Settembre è un ottimo mese per questo genere di foto, dato
che è poco piovoso e abbiamo trovato spesso cieli limpidi...detto
questo, per tutti gli altri generi di fotografia preferirei
mesi più piovosi, un pò di nuvole in cielo sono meglio sia
per i paesaggi che per animali e macro.
Dato che a
settembre il clima è secco, l'umidità non è stata un
problema; a volte l'attrezzatura è diventata molto sporca a
causa della polvere, ma tutto ha continuato a funzionare a
dovere. Durante il giorno le temperature sono abbastanza
calde, mentre le notti sono fresche, e negli altopiani
centrali possono addirittura essere fredde - circa 10 gradi.
Ricordatevi di portare batterie di riserva e una presa
multipla, in molti hotel c'è energia elettrica solo per un
paio d'ore quindi può essere necessario caricare tutte le
batterie contemporaneamente. |

Nel Febbraio 2009, ho visitato la Malesia peninsulare in un
viaggio di tre settimane con la mia grande amica Daniela...abbiamo
scelto questo paese in particolare perchè eravamo
affascinati dall'idea di vedere la foresta tropicale malese,
e perchè speravamo di fotografare la rara mantide orchidea (Hymenopus
coronatus) e gli insetti foglia (Phyllium sp.).
Non abbiamo trovato nessuno dei due, ma è stata comunque una
bella esperienza! La Malesia peninsulare ha una grande
varietà di ambienti: foresta tropicale, foresta di montagna
coperta dai muschi, e spettacolari isole con un mare
cristallino. La foresta è certamente l'ambiente pià
affascinante, ma non è affatto facile trovare gli animali e
fotografare in mezzo all'abbondante vegetazione e i grandi
alberi. Nel Taman Negara, per esempio, abbiamo passato
l'intera giornata camminando nella foresta, senza scattare
quasi nessuna foto. Abbiamo visto molte farfalle
spettacolari, ma non stavano mai abbastanza ferme per essere
fotografate, e spesso volavano troppo distanti, anche per il
300 f/2.8 + 2x. In generale, abbiamo scattato molte più foto
nei prati lungo la strada che dentro la foresta.
La
società malese mi ha lasciato impressioni contrastanti. La
maggior parte delle persone sono gentili e amichevoli;
viaggiare autonomamente è abbastanza sicuro e facile (l'inglese
generalmente viene capito). I prezzi sono veramente bassi -
la benzina costa 1.8 Ringgit al litro (0.38 Euro), tre volte
più economica che in Italia; il cibo e i ristoranti costano
poco, e anche i prezzi degli hotel sono molto contenuti: i
più economici costano appena 30-40 Ringgit per stanza (6-8
Euro), e gli hotel di lusso costano 200-300 Ringgit per
stanza (40-60 Euro). La capitale, Kuala Lumpur, è una città
moderna e il suo simbolo, le Petronas Towers, sono una vista
impressionante, in particolare di notte, quando sono
completamente illuminate.
Ci sono però anche aspetti
negativi. Spesso abbiamo visto molti rifiuti gettati lungo
la strada, nei campi, sulle spiagge...anche su alcune
piccole isole (come Pulau Lang Tengah), a volte si vedevano
cumuli di rifiuti nascosti malamente a pochi metri dalla
spiaggia. La mia impressione e che molti Malesia diano poca
importanza all'ambiente - è un peccato per un paese così
bello...
In questo viaggio ho portato con me quasi
tutta la mia attrezzatura, con l'eccezione del 600 f/4. Gli
obiettivi che ho usato più spesso sono stati il Canon 180
Macro - spesso abbinato col moltiplicatore 2x, per ottenere
maggiore distanza di lavoro - e il Sigma 12-24, che ho uno
dei miei obiettivi preferiti per i paesaggi. Dal viaggio in
Costa Rica l'autofocus del 12-24 non funziona più, ma non è
un grande problema. A volte ho usato il 24-105 e il 300
f/2.8 L IS, anche se non così tanto come gli altri due
obiettivi. Non ho usato per nulla, invece, il Sigma 20mm
f/1.8 - è stato uno dei miei peggiori acquisti, e ho
intenzione di venderlo. Non ho avuto alcun problema con
l'umidità, dato che la stagione delle piogge è finita a
gennaio. Sull'isola di Tioman ho avuto occasione di fare
snorkeling, e sono rimasto colpito dalla bellezza del mondo
sommerso: anche a pochi metri dalla spiaggia, si potevano
vedere coralli e pesci coloratissimi. Non ho ancora
attrezzatura subacquea, ma sto predendo seriamente in
considerazione una custodia sub da usare nei miei prossimi
viaggi che includono isole e mare! |

Sono stato nei Paesi Bassi due volte, nel 2007 e nel 2009,
per fotografare uccelli sull'isola di Texel. Dal nord
Italia, potete raggiungere Texel in circa 15 ore di guida;
altrimenti, potete arrivare in aereo fino ad Amsterdam,
noleggiare un'auto e raggiungere l'isola in circa un'ora.
Texel è una piccola isola con qualche paesino; è un posto
piacevole e rilassante, sia per gli amanti della natura sia
per chi vuole semplicemente una vacanza relax. Ci sono
numerosi campi di tulipani e prati verdi con le pecore al
pascolo; le strade sono piccole ma c'è poco traffico, e i
paesi sono veramente carini - insolite case con enormi tetti
e grandi finestre senza tende. Nella parte nord dell'isola
c'è un faro color rosso intenso, e una meravigliosa spiaggia
che sembra infinita - sarà larga 1 kilometro e sembra un
deserto! Nella luce della sera, è una veduta fantastica,
anche se è difficile riprendere in foto la bellezza della
sabbia sollevata dal vento (che qui soffia sempre) nella
luce dorata...
Per la fotografia di ucceli, il
miglior posto che ho trovato è sul lato ovest dell'isola,
molto vicino alla costa (qui)
: ci sono alcuni acquitrini dove potete fotografare
un'infinità di uccelli! Non servono nemmeno capanni o
abbigliamento mimetico - gli uccelli qui sono abbastanza
avvicinabili, e potete scattare buone foto anche con un
300mm o 400mm. In ogni caso, focali più lunghe sono sempre
un vantaggio: nei miei viaggi a Texel, ho usato molto il 600
f/4 L IS, spesso abbinato al moltiplicatore 1.4x (sulla mia
reflex FF Canon 1DsIII). Inoltre, vi consiglio di portare un
obiettivo grandangolare per i paesaggi; ho usato
principalmente il Sigma, che ha un incredibile angolo di
campo.
Visitare autonomamente i Paesi Bassi è facile;
l'unico problema potrebbe essere la lingua, ma almeno negli
hotel principali e nei ristoranti più grandi l'inglese viene
capito. Se volete pernottare a Texel, vi consiglio il
Residentie Californië (www.californie.nl)
: le stanze sono fantastiche e non troppo costose, se
viaggiate con amici (noi abbiamo pagato 90 euro a notte, ma
ogni stanza può ospitare quattro persone, quindi se siete in
un piccolo gruppo spenderete meno di 25 euro a notte!). |

Il viaggio a Capo Nord, nel 2007, è stato il mio primo vero
viaggio lontano dall'Italia.
La Norvegia è uno
splendido paese, da (quasi) tutti i punti di vista. I
paesaggi sono meravigliosi! Potete fotografare paesaggi
fantastici anche camminando pochissimo, basta fermarsi lungo
la strada! Ho visitato la Norvegia in settembre: il clima
era già abbastanza freddo, e molto piovoso, ma per me era
perfetto...il cielo nuvoloso e le tonalità autunnali
creavano colori fantastici e paesaggi ricchi di fascino.
Inoltre, in settembre ci sono molti pochi turisti, e si può
davvero apprezzare l'aspetto selvaggio del posto.
Lo
scopo di questo viaggio erano principalmente i paesaggi,
quindi non ho passato molto tempo in cerca di animali. Verso
capo nord ho comunque scattato molte foto alle renne, erano
ovunque e ci si poteva avvicinare facilmente! L'obiettivo
più lungo che avevo a disposizione era il Canon 100-400 L IS
ed è stato più che sufficiente.
Noleggiare un'auto o
guidare la vostra è un ottimo modo per esplorare la Norvegia...io
ho visitato tutto il paese, da sud a nord, e ogni giorno era
una meraviglia! In questo viaggio non ho mai prenotato alcun
albergo - ogni sera cercavo un nuovo posto dove dormire; in
genere non ho avuto problemi a trovare campeggi o ostelli,
anche se in qualche occasione ho dovuto dormire in auto.
Molte strade in Norvegia non sono tenute bene, e bisogna
fare attenzione quando si guida sotto piogge intense. Ma
anche quando c'è il sole e la strada è ampia e diritta, non
si può andare veloci - i limiti in Norvegia sono bassissimi!
Anche sulle strade migliori non si possono superare gli 80
km/h...
Ho passato la maggior parte del viaggio
guidando o nella solitudine della natura selvaggia, quindi
non ho molto da dire sulla gente norvegese; la mia
impressione comunque è stata positiva - ho sempre incontrato
persone cordiali, e quasi tutti parlano l'inglese, quindi
non ho avuto problemi con la lingua.
Nel 2007 usavo
ancora la Canon 20D: è una reflex che ho molto apprezzato,
era un'ottima fotocamera sia per paesaggi che per animali,
ed è stata una scelta ideale per questo viaggio. Ho usato
molto il 24-105 e il 10-22 per i paesaggi; due buoni
obiettivi - il 24-105 L è uno dei miei preferiti in assoluto,
l'ho comprato nel 2006 e lo uso sempre con soddisfazione!
Come teleobiettivo ho usato il Canon 100-400 L IS: anche se
ora l'ho sostituito con l'eccezionale Canon 300 2.8 IS,
considero sempre il 100-400 un obiettivo eccellente per il
suo prezzo...è un tele leggero, compatto e versatile. Avevo
portato con me anche il 180 Macro; l'ho usato solo per un
paio di foto: in settembre non ci sono molte occasioni per
la fotografia macro. |

La Svizzera è a poche ora di auto da casa mia, quindi l'ho
visitata diverse volte. Sono stato in Svizzera per la prima
volta nel 2006, col mio amico Luigi Ziotti, un grande
fotografo e documentarista di natura. Nei miei primi viaggi
ho visitato principalmente l'Engadina, che è famosa per gli
uccelli: in inverno, è facile vedere da vicino molti piccoli
uccelli, a volte vengono addirittura a prendere il cibo
dalle vostre mani!
Il posto migliore per questo tipo
di foto è vicino a Pontresina, un paesello nelle Alpi
svizzere. Qui potete scattare foto ravvicinate di uccelli e
altri animali (scoiattoli) anche con un grandangolare!
Ovviamente, un teleobiettivo può essere comunque preferibile
perchè aiuta a creare separazione tra il soggetto e lo
sfondo. Spesso la luce è difficile, quindi un flash può
aiutare a creare un'illuminazione più piacevole, schiarendo
le ombre. In inverno la temperatura può essere davvero
fredda, siate preparati! Una volta ho fotografato a -20
gradi...
Oltre agli uccelli, la Svizzera è un ottimo
posto per i paesaggi. Nel novembre del 2007 avevo provato a
fare un viaggio paesaggistico ma ero dovuto tornare dopo un
paio di giorni perchè c'era troppa neve e molte strade erano
chiuse; nell'ottobre 2008 sono ritornato con la mia amica
Daniela, e questa volta abbiamo avuto più fortuna: abbiamo
fotografato alcuni fantastici paesaggi. Ho usato molto il
24-105 e il 12-24 sulla mia 1DsIII; ovviamente il treppiede
è essenziale. Quando faccio escursioni paesaggistiche in
Svizzera lascio a casa il 180 Macro e i tele.
Come la
maggior parte dei paesi europei, la Svizzera è un posto
sicuro e può essere facilmente visitato in autonomia; se
viaggiate in auto nei mesi invernali dovete assolutamente
avere catene da neve, e ovviamente siate preparati per
temperature molto basse. |

La Tanzania è famosa per i suoi animali; molti fotografi
naturalisti visitano i parchi della Tanzania per fotografare
i "classici africani": leoni, elefanti, zebre, ippopotami e
tanti altri. Non ci sono dubbi sul fatto che la Tanzania è
un posto da sogno per il fotografo naturalista! Non ho mai
scattato così tanto come in questo viaggio; ho riempito tre
schede da 32 GB, e ho dovuto anche fare selezione tra le
foto!
La Tanzania è anche un posto che fa pensare...su
tante cose.
Ho letto un'infinità di discussione su
fotografia in cattività vs fotografia in natura...c'è chi
dice che la vera fotografia naturalistica è solo quella in
natura, c'è chi non fa distinzioni tra foto in natura e
cattività, e un'infinità di sfumature tra questi due estremi.
Per quanto mi riguarda, ho iniziato la fotografia di uccelli
riprendendo anatre in cattività, ma attualmente fotografo
solo in natura; tuttavia, non direi mai che chi scatta foto
in cattività non è un fotografo naturalista...
Quando
pubblicai le mie foto della Tanzania su un forum di
discussione, un lettore commentò dicendo che "La Tanzania è
come uno zoo all'aria aperta"...sinceramente sono daccordo;
in termini di difficoltà fotografare un leone in Tanzania o
in uno zoo è più o meno la stessa cosa...le differenze sono
che nello zoo potete vedere immediatamente l'animale, ma è
difficile escludere gli elementi umani e il comportanto
dell'animale è influenzato dalla cattività; in Tanzania
invece non è garantito vedere immediatamente l'animale (ma
in un safari di 10-15 giorni lo vedrete sicuramente), e
ovviamente in Tanzania è molto più facile avere
un'ambientazione naturale, e si può osservare il
comportamento naturale dell'animale...
In altre
parole, penso che scattare foto in natura non renda un
fotografo automaticamente "migliore" di chi fotografa in
cattività...per me le foto che hanno più valore sono quelle
che colpiscono l'osservatore, quelle che trasmettono
emozioni o raccontano una storia, indipendentemente dal
fatto che siano scattate in natura o in cattività.
Un'altra cosa che non si può ignorare in Tanzania è la
povertà e le sue conseguenze. C'è una netta differenza tra
le strutture per i turisti e la vita del popolo Tanzaniano -
i lodge per i turisti sono come gli hotel europei, o anche
meglio, sono moderni e a volte addirittura opulenti...ma
appena ci si allontana dalle strutture create per i danarosi
turisti, si vede una povertà allucinante.. Camminare fuori
dalle strutture turistiche è molto difficile per
l'occidentale; a volte ci siamo fermati in piccoli paesi e
appena scendevamo dalla jeep eravamo circondati da gente che
cercava di venderci qualcosa, a volte anche molto
aggressivamente. Pensateci due volte prima di scattare foto
alla gente: se qualcuno se ne accorge, vi chiederà soldi con
insistenza. Ovviamente c'è qualche eccezione...verso la fine
del nostro viaggio, abbiamo visitato il villaggio Masai di
Jorna, che si è rivelato una persona molto gentile,
amichevole e onesta!
Ovviamente, la povertà influenza
anche il rapporto tra uomo e natura. Ho avuto l'impressione
che molta gente in Tanzania consideri la natura solo come un
modo per guadagnare...la cosa che mi ha colpito (negativamente)
di più è stato il comportamento del nostro autista (in molti
parchi nazionali della Tanzania non si può più guidare
autonomamente, bisogna noleggiare un'auto con una guida/autista
autorizzato). Durante le "ore di lavoro" l'autista guidava
molto lentamente per permetterci di scattare foto agli
animali; appena arrivavano le ore 18, tornava al campeggio o
al lodge guidando a velocità esagerata, senza fare alcuna
attenzione agli animali che si trovavano sulla strada - se
l'animale non era abbastanza veloce a scappare, finiva per
essere ucciso dalla jeep...assurdo. Un giorno trovammo una
piccola gazzella morente lungo la strada, con ferite causate
chiaramente dall'impatto con un'auto; un'altra vittima dei
numerosi autisti "poco sensibili".
Non fraintendetemi:
la Tanzania è un posto eccezionale per il fotografo
naturalista, ne consiglio di cuore la visita e ci voglio
sicuramente tornare! Ma non è un posto che trasmette pace e
armonia; è un posto pieno di contraddizioni...
In
termini di attrezzatura, la principale difficoltà è la
polvere. Dopo poche ore di viaggio sulle piste asciutte e
sabbiose, la polvere era ovunque...a volte nella nostra auto
c'era così tanta polvere in sospensione che pareva nebbia!
(non scherzo!) Ovviamente, tutta l'attrezzatura si era
sporcata molto, ma non mi ha dato nessun problema. Avevo
portato la 1DsIII col 12-24, 24-105, 300 2.8 e
moltiplicatori; ho usato spessissimo il 300 con i
moltiplicatori, con molta soddisfazione...non ho sentito
molto la mancanza del 600 f/4. In tanzania molti animali
possono essere fotografati da vicino e anche un 300mm è
sufficiente per molte foto.
Il 24-105 ancora una
volta ha dimostrato di essere un fantastico obiettivo
tuttofare; lo stabilizzatore è stato di grande aiuto tenendo
conto che era quasi sembre impossibile montare il treppiede
(si può fotografare solo dalla Jeep, è vietato scendere
dall'auto quando si è in mezzo alla savana). Ho usato molto
poco, invece, il 12-24, a parte alcune foto in notturna dal
nostro campeggio. Sono stato molto felice di aver portato
con me tre schede Transcend 32 GB, invece di scegliere altre
soluzioni. Un giorno abbiamo incontrato due fotografi
italiani che avevano portato diversi hard disk: su quattro,
due si erano rotti dopo una settimana! |

La Tunisia è un posto meraviglioso da visitare: ci sono
molte cose affascinanti da vedere, è facile e sicuro da
esplorare e i prezzi son davvero bassi, almeno a confronto
con l’Europa. Di solito il viaggio inizia da Tunisi: se
potete, vi consiglio di arrivarci con la vostra auto;
altrimenti dovrete affittare qualcosa - un 4x4 è
indispensabile per viaggiare nel deserto ma nella maggior
parte del paese anche un’auto economica va bene (noi avevamo
una Ford Fiesta). Da Tunisi andate a Sud: c’è qualche posto
meraviglioso anche a nord (vi consiglio di visitare Tabarka
con le sue splendide spiagge; le rovine romane di Sbeitla;
la tranquilla città di Madhia), ma il sud è la parte più
sorprendente. L’area vicino Tataouine è stata utilizzata
come set di “Guerre Stellari” e certamente il paesaggio
arido offre grandi opportunità fotografiche. Vicino
Tataouine potete visitare il villaggio abbandonato di
Douiret, il grande Ksar di Ouled Soltane, il villaggio di
Chenini e moltri altri Ksour. Un altro posto fuori dal mondo
è il lago asciutto Chott El Jerid, tra Kebili e Tozeur: è un
deserto di sale senza fine, dove poche pozze d’acqua
rivelano colori incredibili: in alcuni luoghi l’acqua è così
salata che diventa…rosa!
Di certo, se visitate la
Tunisia non potete perdervi il deserto del Sahara! Senza un
4X4 e buone capacità di guida, l’unico posto che potete
raggiungere nel deserto è l’Oasi di Ksar Ghilane, 150
kilometri da Douz. Ksar Ghilane è un’oasi bellissima con
acqua limpida, palme e dune tutt’attorno: qui abbiamo
dormito in tenda e ci siam spostati in cammello verso le
antiche rovine, a 2km dall’Oasi. Nel complesso ho trascorso
due settimane in Tunisia , anche se una settimana è
sufficiente per visitare i luoghi più belli, se per voi non
è un problema guidare molto ogni giorno. I prezzi son
davvero bassi – ho speso circa 7-8 euro a notte in hotel
economici e il cibo costa pochi dinari, se mangiate in posti
non turistici o fate la spesa al supermercato. L’inglese è
poco parlato: la maggior parte della popolazione parla il
francese e qualche volta l’italiano. La gente è amichevole,
nonostante alle volte cerchi di vendervi con insistenza
souvenir e giri guidati.
Una cosa che mi ha colpito
è l’onnipresente foto del presidente Ben Alì. La Tunisia è
stata protettorato francese fino al 1956, quando Habib
Bourguiba ha dichiarato indipendente il paese ed è divenuto
presidente. Bourguiba ha fatto passi importanti verso la
modernizzazione del paese: ha dato maggiore libertà alle
donne e ha sradicato il fondamentalismo religioso. Nel 1983,
con un colpo di stato Ben Alì ha preso la presidenza.
Nonostante la proclamata “democrazia”, la Tunisia è stata
sempre una sorta di “dittatura benevola”, sia sotto
Bourguiba che sotto Ben Alì. In 27 anni ha reso il paese
molto più stabile e moderno della maggior parte degli altri
stati Africani. Il prezzo da pagare per tale benessere sono
limitazioni delle libertà personali: giornali, televisione e
internet sono sottoposti a censura dal governo; è
obbligatorio esporre un ritratto di Ben Alì in tutti i
luoghi pubblici e la “democrazia” di fatto non esiste.
Per quanto riguarda la fotografia, in questo viaggio ho
usato solo due obiettivi: il Sigma 8-16mm per la maggioranza
delle foto e il Canon 24-105. Entrambe le ottiche erano
montate sulla mia adorata Canon 7D. Come potete immaginare,
per me paesaggi e reportage son stati l’interesse principale
in Tunisia. Nel deserto la sabbia fine portata dal vento può
rappresentare un problema per gli obiettivi; a parte questo,
non ho avuto grandi difficoltà per l’attrezzatura. |
|
Stati Uniti - Florida e
Louisiana, Maggio 2008
|

Ci sono stati due motivi principali che mi hanno portato a
visitare la Florida e la Louisiana: il famoso Parco Delle
Everglades e la possibilità di incontrare il mitico Ronnie
Gaubert, il miglior fotografo macro del mondo! Lo conoscevo
da tempo tramite forum e mail, ma non lo avevo mai
incontrato di persona, prima di questo viaggio. L'idea di
visitare gli USA è stata proposta dalla mia amica Daniela,
ma ho accettato volentieri.
Per questo viaggio
abbiamo scelto il mio modo preferito di viaggiare: avevamo
pianificato solo un itinerario approssimativo, e decidevamo
i posti da visitare sul momento, giorno per giorno.
Negli Stati Uniti ho avuto spesso l'impressione che tutto
sia "grande", a volte anche fin troppo...le strade sono
ampie, molto più che in Italia; le auto sono grandi, e anche
le porzioni di cibo sono enormi...mi ricordo che una volta
ordinai una (singola) porzione di torta al cioccolato, ed
era così grande che anche in due non riuscimmo a mangiarla
tutta :-) Ma grande non significa migliore - alcuni
piatti erano ottimi, ma altre volte il cibo era veramente
scarso...a volte siamo stati in "Italian Restaurants" che
non avevano niente di italiano, ad eccezione del nome...l'unico
Italian Restaurant di cui siamo stati veramente soddisfatti
è stato "Fratelli La Bufala" a Miami Beach, dove abbiamo
mangiato ottima pasta...
La benzina costa pochissimo
negli USA, in confronto con l'Europa - questo è il motivo
principale della popolarità degli enormi SUV, che popolano
qualsiasi strada americana. Mi chiedo quanti possessori di
SUV abbiano veramente bisogno di un'auto del genere :-) Noi
avevamo, invece, una bella Dodge Avenger, che ci ha permesso
di percorrere oltre 4500 kilometri con soli 350$ (250 €) di
benzina! (nel maggio 2008, la benzina costava 4$ al gallone,
ora -dicembre 2008- è scesa addirittura a 2$ al gallone,
cioè circa 0.5 euro/litro).
Guidare negli USA è
abbastanza piacevole; le strade sono tenute bene e molto più
ampie che in Italia. Ovviamente, ci sono alcune piccole
differenze: per esempio, i semafori sono sul lato opposto
dell'incrocio (magari vi può servire un poco per abituarvi,
ma nel complesso preferisco il sistema americano); potete
sorpassare sia sulla destra che sulla sinistra (buono); i
limiti di velocità invece sono più bassi che in Italia (decisamente
troppo bassi...). Ultimo ma non meno importante, la maggior
parte delle auto americane hanno il cambio automatico: può
piacere o meno, a seconda delle preferenze personali, ma
certamente è molto comodo e semplice.
Viaggiare
autonomamente negli Stati Uniti è facile e sicuro; non
avevamo neppure un itinerario preciso, ma decidevamo la
destinazione ogni giorno. Ci sono motel ovunque quindi non
abbiamo avuto nessun problema a trovare un posto dove
dormire; solitamente i prezzi sono abbastanza contenuti.
La natura negli USA è spendida! In realtà, è meglio di
quanto pensassi: ci sono molti grandi parchi, ed è molto più
facile vedere animali che in Europa...per questo viaggio
avevo il 300 f/2.8 e moltiplicatori come obiettivo per gli
animali, e quasi sempre è stato sufficiente. Il parco delle
Everglades è enorme e offre molte buone opportunità, anche
se diverse zone possono essere raggiunte solo in canoa.
Durante i primi mesi dell'anno, è un ottimo posto per gli
uccelli, mentre agosto e settembre sono i mesi migliori per
la macro. Quando camminate nei campi erbosi delle Everglades
vi consiglio di indossare pantaloni lunghi e stivali: ci
sono alcuni serpenti velenosi, una volta ho avuto
addirittura un incontro ravvicinato con un serpente a
sonagli! Inoltre, le zanzare sono un grande fastidio, ma la
fantastica natura che potete fotografare merita lo sforzo.
Oltre al già citato 300 2.8, in questo viaggio ho
portato con me la 1DsIII, 12-24, 24-105 e 180 Macro. Il
macro e il tele sono state certamente le ottiche che ho
usato di più, ma i grandangolari mi sono stati utili per
alcuni paesaggi. Sia la fotocamera che gli obiettivi non mi
hanno dato alcun problema, mentre non sono stato soddisfatto
del treppiede Manfrotto 190MF4 - nelle Everglades, dopo
essere affondato nel fango, aveva perso un piedino; dopo un
paio di settimane era pieno di sabbia e sporco, e spesso le
gambe si bloccavano (ora l'ho sostituito col Manfrotto 055
WNXB). |
|
Volete approfondire l'argomento?
Se avete commenti o domande su questo articolo, non esitate a
chiedere sul Juza Forum!
|
|