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Il mio Sigma 250mm f/5.0 Macro (26 Aprile 2007)

Canon EOS 20D, Sigma 180mm f/3.5 EX APO Macro HSM, Sigma 1.4x TC, 1/40 f/8, iso 400, treppiede. Monghidoro, Italia.

Sono un amante delle focali lunghe nella macro e fino ad oggi il Sigma 180mm f/3.5 Macro EX HSM è stato il mio obiettivo macro preferito: offre la stessa qualità del Canon, ma costa la metà. Ma anche con questo obiettivo, ho sempre sognato di avere una focale macro più lunga, finchè mi sono reso conto che un 250mm macro esiste già: basta montare il moltiplicatore Sigma 1.4x sull'obiettivo per trasformarlo in un fantastico 252mm f/5.0, con una maggiore distanza di lavoro, uno sfondo migliore e la possibilità di raggiungere un rapporto di riproduzione di 1.4:1!

Anche se uso spesso i moltiplicatori col mio 600 f/4, fino ad ora non avevo pensato al miglioramento dello sfondo - dato che uso quasi sempre il 600 f4 a tutta apertura, non ci sono miglioramenti dello sfonco con i TC: la quantità di sfocatura è la stessa tanto con un 600 f/4 che con un 840mm f/5.6. Nella macro, invece, utilizzo spesso diaframmi chiusi, come f/8 o f/11: allo stesso diaframma, un 250mm dà uno sfondo più sfocato di un 180mm, quindi il TC 1.4x dà realmente un vantaggio in termini di separazione tra soggetto e sfondo.

Un vantaggio più ovvio è la maggiore distanza di lavoro: a 1:1, il 180mm ha una distanza di 46 centimetri, mentre il 180 + 1.4x ha una distanza di ben 54 centimetri. Se fotografate un soggetto sfuggente, la maggiore portata è un vantaggio non indifferente. Inoltre, è sempre possibile mettere a fuoco fino a 46cm, con una buona qualità d'immagine fino al diaframma f/11 (con diaframma più chiusi, invece, si perde molta nitidezza a causa della diffrazione).

Tutti i moltiplicatori di focale hanno alcuni svantaggi riguardo luminosità, autofocus e qualità d'immagine, ma i risultati variamo molto a seconda dell'obiettivo. Ovviamente, c'è l'inevitabile perdita di 1 stop di luce, col TC 1.4x, quindi il diaframma più aperto diventa f/5.0. Per me non è un problema, dato che nella macro è necessario utilizzare diaframmi chiusi per avere una buona profondità di campo, e non scatto quasi mai a tutta apertura: la maggior parte delle mie foto macro sono scattate con diaframmi tra f/8 e f/16. L'autofocus rimane attivo tra 1.2 metri e infinito, ma diventa così lento che è praticamente inutilizzabile: anche questo, però, non è un problema, dato che nella macro uso sempre la messa a fuoco manuale. Che dire della qualità d'immagine? Mentre non mi interessa il diaframma massimo e l'AF nella macro, voglio sempre un'alta qualità d'immagine: sono felice di dire che il 180mm è ottimo anche col TC 1.4x. La nitidezza è accettabile anche a tutta apertura, e diventa molto buona tra f/8 e f/16. C'è un pò di aberrazione cromatica, ma la potete facilmente eliminare quando convertite il file RAW con Adobe Camera RAW.

In conclusione, sono veramente soddisfatto del mio "Sigma 250mm Macro" - dà ottimi risultati, e mi è costato solo 170 euro trasformare il mio 180 in un 250 (il prezzo del moltiplicatore Sigma 1.4x - ho già entrambi i moltiplicatori Canon, ma non possono essere usati sul Sigma 180 Macro). Visti i risultati, lascerò sempre il moltiplicatore montato sull'obbiettivo - ci sono molti vantaggi, e nessun reale svantaggio.

Ritaglio al 100% (elaborato) della foto: anche col moltiplicatore, la nitidezza si mantiene molto buona.

Pochi giorni fa, ho provato per la prima volta il 180 col mio nuovo moltiplicatore Sigma 1.4x. Stavo girando nei boschi con la mia amica Daniela quando ho visto centinaia di questi piccoli fiori rosa. Ho montato l'obiettivo sul mio Manfrotto 190 MF4 - il treppiede che utilizzo per tutte le mie macro, molto piccolo e leggero, che permette di fotografare anche da angolazioni molto basse. Ho posizionato l'obiettivo in modo che fosse il più parallelo possibile al fiore, per ottimizzare la profondità di campo, e ho composto con attenzione l'inquadratura attraverso il mirino angolare Canon Angle-Finder C. Questo utile accessorio permette di osservare l'immagine da una posizione più confortevole, quando si fotografa da angolazioni strane (come faccio spesso nella macro ;-)). Inoltre, il mirino angolare permette di ingrandire la parte centrale dell'immagine di 2.5x, per una messa a fuoco manuale molto precisa.

Ho fatto diversi scatti della stessa composizione con diaframmi diversi: è difficile giudicare con precisione la profondità di campo nel mirino, così quando possibile preferisco fare vari scatti della stessa composizione e selezionare il migliore sul mio schermo LCD Eizo 19". Dato che i tempi di scatto sono abbastanza lenti, ho utilizzato il sollevamento specchio e il telecomando. Per ottenere un vantaggio reale dal sollevamento specchio, è necessario utilizzare l'autoscatto o il telecomando; quando usate il comando a distanza, al primo click lo specchio si solleva, quindi bisogna aspettare alcuni secondi, e infine dovete premere nuovamente il pulsante del telecomando per scattare la foto.