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Camosci
(Febbraio 19, 2007)
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| Canon
EOS 20D, Canon EF 600mm f/4 L IS USM, 1/2000 f/4,
iso 400, mano libera. Gran Paradiso, Italia. |
Il Canon 600 f/4 L IS USM
solitamente viene considerato un "obiettivo da
treppiede" - pesa 5.5 kg, e non è facile utilizzarlo a
mano libera per un'intera giornata. Ma sapevo che avremmo
camminato molto, e volevo ridurre il peso il più possibile,
così ho deciso di lasciare a casa il robusto, ma pesante e
ingombrante treppiede Gitzo 1548 con testa Wimberley. Ho
portato con me solo il 600 f/4, il moltiplicatore 1.4x (che
però non ho usato in questa escursione - gli animali erano
più vicini di quanto mi aspettassi), il corpo 20D e qualche
scheda CF di riserva. Come sempre quanto cammino per ore col
600 f/4, ho trasportato l'obiettivo utilizzando l'attacco
per treppiede come maniglia. Consiglio di non sostituire il
comodo attacco treppiede dei supertele Canon con atticchi a
basso profilo - migliorano leggermente la stabilità quando
l'obiettivo è montato su treppiede, ma rendono impossibile
utilizzare l'attacco come maniglia. Con gli attuali
supertele Nikon, invece, un piede sostitutivo di basso
profilo è una buona scelta, dato che l'attacco standard è
esageratamente alto.
Il nostro gruppetto (io e i
miei amici Apomaio e Max) ha cominciato il cammino pochi
chilometri dopo il paesello di Ceresole (Piemonte), seguendo
un sentiero abbastanza facile, coperto solo in alcuni tratti
da neve e ghiaccio. Dopo 20 minuti, abbiamo visto il primo
camoscio...ho velocemente imbracciato l'obiettivo e ho
scattato qualche foto di prova. Il cielo era coperto, ma
abbastanza luminoso: in queste situazioni, la luce è
eccellente, dato che l'illuminazione è diffusa e soffice e
non ci sono ombre dure, ma c'è abbastanza luce per ottenere
tempi di scatto rapidi. Ho impostato la sensibilità su 400
ISO e, ovviamente, il diaframma a f/4 (tutta apertura). Con
animali di grandi dimensioni come i camosci, a f/4 la
profondità di campo è già più che sufficente - in
realtà, anche f/2.8 o f/2.0 sarebbe abbastanza se il
soggetto è parallelo alla fotocamera.
Il 600 f/4 è un obiettivo eccezionale per i mammiferi di
grandi dimensioni...ho potuto fotografare da 60/70 metri di
distanta e scattare foto riempendo l'inquadratura col
sogggetto! Inoltre, la lunga focale, combinata con il
diaframma luminoso, dà uno sfondo piacevolmente sfocato.
Questi camosci erano realativamente confidenti e sono
riuscito ad avvicinarmi addirittura a 15/20 metri, per
scattare alcuni ritratti.
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| Canon
EOS 20D, Canon EF 600mm f/4 L IS USM, 1/1250 f/4,
iso 400, mano libera. Gran Paradiso, Italia. |
Ho impostato lo stabilizzatore
su Mode 1 - più efficace di Mode 2 - e ho cercato di tenere
l'obiettivo il più fermo possibile mentre scattavo le foto.
Per avere un autofocus più sicuro, ho impostato il
limitatore di messa a fuoco su 16.2mt-infinito (il 600 f/4
ha un limitatore di fuoco con tre impostazioni:
5.5metri-infinito, 5.5mt-16.2mt e 16.2mt-infinito) e ho
selezionato l'area AF centrale. Quando il soggetto era in
movimento, ho cercato di mettere a fuoco sulla testa e
lasciare un poco di spazio vuoto tutt'attorno all'animale
per poi ritagliare foto a una composizione meno centrata in
fase di elaborazione. Quando i camosci erano fermi, invece,
ho messo a fuoco sulla testa, ho bloccato l'AF e ho ritatto
la composizione. Utilizzo sempre l'autofocus a inseguimento
(AI Servo), dato che voglio essere pronto in quasiasi
momento a seguire l'azione, e così è necessario utilizzare
il pulsante * quando voglio bloccare l'AF e ricomporre. Di
default, la funzione del pulsante * è "Blocco
Esposizione", non blocco AF; per utilizzarlo come
blocco AF, impostate la funzione personalizzata "4:
Shutter button / AE lock button" su "2:
AF/AF lock, no AE lock" (il pulsante di scatto
attiva l'AF; il pulsante asterisco blocca l'AF; il blocco
dell'esposizione non è disponibile).
Nel pomeriggio, il cielo si è
fatto più nuvolo, e dopo poco ci siamo trovi nel mezzo di
una nevicata, a un'altitudine di circa 2000 metri. Il
percorso era facile e noi eravamo ben equipaggiati, così
non ci siamo certo preoccupati - in realtà, ero ben felice,
dato che la neve aggiunge molto alle foto - aiuta a creare
immagini diverse dal solito, con una grande atmosfera
invernale!
Sfortunatamente, i camosci si erano un pò spostati, e il
branco più vicino era a 100 metri di altitudine sopra di
noi. Dopo aver passato una giornata camminando col 600 f/4 e
scattando a mano libera ero un pò stanco, ma non potevo
perdere questa fantastica opportunità di fotografare i
camosci nella nevicata, così ho lasciato il sentieno e ho
cominciato ad arrampicarmi sul ripido versante della
montagna. In alcuni punti c'era molta neve e non riuscivo a
valutare la stabilità del suolo - così non mi sono accorto
di un profondo buco, e sono improvvisamente sprofondato fino
alla vita! Mi è quasi caduto il supertele sul suolo ma
l'ampio paraluce ha protetto l'elemento frontale. Io
utilizzo sempre il paraluce (tranno quando mi trovo in
ambienti molto ristretti, come i capanni), anche in giornate
nuvolose e in zone in ombra...anche quando non c'è rischio
di flare, il paraluce è molto utile per proteggere la
lente. (invece, non utilizzo filtri protettivi, a mio parere
sono inutile, e potrebbero ridurre la qualità d'immagine).
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| Canon
EOS 20D, Canon EF 600mm f/4 L IS USM, 1/640 f/4,
iso 400, mano libera. Gran Paradiso, Italia. |
Con uno sforzo non indifferente,
sono riuscito ad avvicinarmi fino a circa 50 metri dai
camosci. Ero veramente stanco e non riuscivo a tenere
saldamente il supertele; inoltre, la luce si stava facendo
più debole, e il tempo di scatto a 400 ISO era sceso a
1/640. Ero in una posizione di precario equilibrio,
appoggiato sul fianco della montagna, ma ho cercato di stare
il più fermo possibile, appoggiando il gomito del braccio
sinistro sul suolo. In meno di venti minuti, ho scattato
quasi un centinaio di foto: quando ho un buon soggetto,
cerco di scattare un buon numero di foto, per aumentare le
possibilità di avere almeno qualche buono scatto. Questa
foto del camoscio nella nevicata è una delle mie preferite
- la neve che cade è chiaramente visibile, e il soggetto
perfettamente nitido risalta bene dallo sfondo piacevole. Il
corpo del camoscio è girato leggermente di schiena rispetto
alla fotocamera, ma ho aspettato finchè si è voltato verso
di me. L'elaborazione è stata abbastanza facile - ho
scaldato un pò i colori (le foto scattate in giornate
nuvolose hanno sempre un pò di dominante blu), ho aumentato
il contrasto, facendo attenzione a non bruciare le alte
luci, e ho applicato un pò di riduzione rumore nelle sone
fuori fuoco.
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