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Scelte (01 Febbraio 2007)

Canon EOS 350D, Canon EF-S 17-85mm f4-5.6 IS USM, 1/30 f11, iso 100, treppiede. Alpe Devero, Italia. 

Scelte...spesso, bisogna affrontare una scelta, una decisione tra due possibilità alternative....e in questo caso, la scelta a cui mi trovavo davanti non era facile: mi ero appena accorto di essere sul sentiero sbagliato...era tardo pomeriggio, e avevo ancora poche ora di luce. Come se non fosse stato abbastanza, c'era una spessa nebbia, ero solo, e stanco. Il maledetto GPS se ne stava da qualche parte sulla mia scrivania, a casa...

Ma cominciamo dall'inizio...ero partito da Devero nella mattinata, e avevo in programma di raggiungere il bivacco Conti (altitudine 2600mt) nel primo pomeriggio. Era un freddo giorno di ottobre e gli alberi avevano bei colori autunnali. A mezzogiorno, ero già in ritardo sul programma...troppe volte mi ero fermato per ammirare il paesaggio! Per rimettermi in orario, cercai di affrettare il passo, e spesso proseguivo senza neppure dare un'occhiata alla mappa...finchè, nel tardo pomeriggio, vidi in lotananza nella nebbia la sagoma di un edificio...avevo finalmente raggiunto il bivacco?...Ero stanco, ma procedevo con un sorriso sul volto, almeno finchè non arrivai più vicino e mi resi conto che avevo raggiunto solo le rovine di una vecchia costruzione. Un rapido sguardo alla mappa, e mi accorsi che ero ben fuori dal sentiero giusto...e così, mi trovai a dorver scegliere...

La cosa più sicura da fare era tornare a Devero, seguendo lo stesso sentiero dell'andata...altrimenti, sarei potuto tornare indietro fino al bivio dove avevo sbagliato sentiero, e quindi proseguire in direzione del bivacco, pregando di raggiungerlo prima che facesse notte...che fare? Sicurezza o rischio? Sarebbe facile dire che scelsi senza timori la soluzione avventurosa, ma in realtà non fu una scelta semplice. Sapevo che, non conoscendo la zona, stavo prendendo un serio rischio...sapevo di non essere in gran forma e che c'era ancora molto cammino, e un dislivello notevole...in verità, non ero neppure sicuro di avere veramente ritrovato il sentiero giusto! In ogni caso, la mia scelta fu di proseguire.

Ero solo - non ci sono molti folli che camminano su stretti sentieri tra le Alpi in una fredda nebbiosa giornata d'ottobre...ma ovunque attorno a me c'erano centinaia di marmotte...osservavano l'insolito pellegrino dal calduccio delle loro tane nei prati d'erba...ogni tanto sembravano quasi sorridere, come se stessero ridendo ai miei sforzi. In altre occasioni, mi sarei fermato per scattare qualche foto, ma...in questo momento, le foto non mi interessavano affatto...nella mia mente c'era solo la visione di un accogliente bivacco...

Alle sei in punto, ero ancora in cammino. Il paesaggio cominciava a farsi buio, e io avevo ormai lasciato dietro di me i prati e le marmotte, e ora stavo camminando su rocce, circondato da un paesaggio arido, seminascosto dalla nebbia, senza nessuna traccia di vita, a parte qualche lichene...lo zaino sembrava pesare tonnellate, ma a questo punto, l'unica strada era quella di fronte a me...

Un'ora più tardi, qualcosa apparve nella nebbia...ancora pochi passi...e...infine...il bivacco! Una struttura spartana in cemento e roccia, con nove brande e una semplice ma pulita "cucina". Ebbi solo il tempo per scattare qualche foto ricordo prima che il paesaggio scomparisse nella nebbia e nell'oscurità. Non avevo neppure la forza per pranzare - preparai velocemente il mio indecente sacco a pelo mi coprii con tutte le coperte che trovai nel bivacco, per combattere - senza molto successo - il freddo. (non fate queste cose! C'è veramenete il rischio di ipotermia...dopo molte esperienze del genere, io ho finalmente acquistato un sacco a pelo serio della Ferrino). La temperatura era ben sotto lo zero.

Fuori dal bivacco, c'era un forte vento, e ogni tanto qualche gelido spiffero raggiungeva il mio volto. Ero moooolto felice di aver raggiunto in tempo il bivacco! Stavo tremando dal freddo, ma ero felice. Anche senza il maledetto GPS, ero riuscito a raggiungere il bivacco. La mia scelta aveva avuto successo - questo non significa che era stata la scelta giusta, certamente non era stata la più sicura - ma ero stato abbastanza determinato, e fortunato a sufficienza.

Faticavo a dormire - non avevo previsto che la temperatura sarebbe stata *così* fredda - così stavo immobile ascoltando il suono del vento e ripensando alla mia avventura. Ogni giorno, bisogna affrontare delle scelte....non si può neppure decidere di non scegliere - anche non fare niente è una scelta. Oggi avevo scelto di seguire la via più difficile. Dubito che il mio obiettivo fosse veramente raggiungere questo bivacco - o scattare qualche buona foto di paesaggio...così tanta fatica, una così cieca determinazione, solo per qualche scatto? No di certo. Non mi interessava quello che sapevo di trovare - quello che veramente mi affascina è l'ignoto, le cose che trovo inaspettatamente sul mio percorso...

Il sonno fu scarso e frammentato, e sognai di svegliarmi e trovare metri di neve...ma quando mi svegliai veramente, pochi minuti dopo l'alba, non c'era neve: fuori dal bivacco, solo silenzio e freddo. Tutto era coperto da un sottile strato di ghiaccio, e il cielo era limpido. La nebbia era scomparsa durante la notte, e l'aria era cristallina. I primi timidi raggi di sole non portarono molto conforto alle mie mani gelate...in ogni caso, dopo aver mangiato una brioches semicongelata come colazione, montai il treppiede e cominciai a scattare con la mia Canon 350D e il versatile 17-85 IS.

Una visione di luce e d'azzurro...le prime vette in fronte a me erano dipinte d'oro dalla luce dell'alba mentre, nello sfondo, le cime dei monti svizzeri avevano una tonalità blu, interrotta solo dal bianco candido dei ghiacciai. Una nuvola, con un'insolita forma che ricordava una mano, si muoveva lentamente sul paesaggio. Il suono acido di un click mi assicurò che il momento era stato registrato dalla fotocamera - ma nella mia mente, era già stato registrato per l'eternità.