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Un
insolito obiettivo macro (18 Dicembre 2006)
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EOS 350D, Canon EF 600mm f/4 L IS USM, 1/60 f/5.6,
iso 400, treppiede. Mt. Nero, Italia. |
Anni fa, quando ho acquistato
il mio primo obiettivo macro, ho scelto il Sigma 50mm Macro.
E' un discreto obiettivo, la nitidezza è ottima e raggiunge
il rapporto di riproduzione 1:1. D'altra parte, i risultati
erano ben lontani da quelli di molti professionisti dove un
soggetto perfettamente nitido si staglia contro uno sfondo
sfocato. Cosa stavo sbagliando? Ovviamente, le mie tecniche
erano ben lontane della perfezione, ma anche l'obiettivo ha
la sua importanza. Il rapporto di riproduzione non è
l'unico fattore da tener presente quando scegliete un
obiettivo macro - la lunghezza focale è, a mio parere,
ancora più importante. Anche se tanto un 50mm come un 180mm
possono raggiungere l'1:1, la focale più lunga in genere
dà immagini migliori, perchè restituisce uno sfondo più
sfocato. La profondità di campo è la stessa - per esempio,
f/11 dà la stessa profondità di campo tanto con 50mm e un
180mm, ma la focale più lunga ha un angolo di campo più
ristretto che dà uno sfondo migliore.
Ho scoperto i vantaggi delle
lunghe focali nella fotografia macro quando ho incontrato
Ronnie Gaubert (www.pbase.com/ronnie_14187).
Ronnie non è uno dei migliori fotografi macro al mondo - è
il migliore! Sono sempre sorpreso dalla perfezione delle
sue immagini...e fui sorpreso nel vedere che non utilizza un
vero obiettivo macro, ma un 300 f/4 con tubi di prolunga.
Ronnie mi ha insegnato i vantaggi delle lunghe focali, la
luce naturale e l'importanza dello sfondo...da allora, ho
comprato il 180mm Macro e, alcuni mesi fa, il supertele Canon
600mm f/4 L IS USM. Ovviamente lo scopo principale per il
600 sono uccelli e animali - ma in alcune situazioni mi
piace utilizzarlo come un insolito obiettivo macro.
Ho scattato questa foto la
scorsa estate, durante il workshop Macro&Flora sul Mt.
Nero. L'Alta Val Nure, e in particolare l'area tra Monte
Nero, Monte Bue e Monte Maggiorasca è molto interessante,
sia per i paesaggi che per la flora; ci sono diverse specie
di orchidee (come la Dactylorhiza sambucina
ritratta in questa foto) e alcune piante rare come Drosera
Rotundifolia. Anche se sarebbe stato molto facile
avvicinarsi a questa orchidea, ho preferito utilizzare il
600, per "astrarre" il soggetto dall'ambiente
circostante e per dare un aspetto quasi
"pittorico" all'immagine. Il suolo era decisamente
umido ed era difficile tenere l'obiettivo ben fermo; anche
col robusto treppiede Gitzo 1548, testa Wimberley e
stabilizzazione, ho duvuto utilizzare ISO 400 per evitareil
mosso. Ho messo a fuoco con attenzione sull'orchidea e ho
chiuso il diaframma a f/5.6 per avere un pò di profondità
di campo in più. Ho impostato la fotocamera su autoscatto e
ho attivato il sollevamento dello specchio: queste tecniche
sono essenziali per evitare il mosso con tempi di scatto
lenti, in particolare quando il supporto non è
perfettamente stabile. Come al solito, ho controllato
l'istogramma per essere certo dell'esposizione e ho
controllato la nitidezza con la funzione di ingrandimento
della reflex; anche se l'anteprima nello schermo LCD non è
certo accuratissima, è possibile capire se un'immagine ha
almeno una nitidezza accettabile o se è mossa, osservandola
al massimo ingrandimento nello schermo LCD.
L'orchidea era in ombre - a mio
parere, questa è l'illuminazione ideale per macro e flora.
Quando il soggetto è in ombre non ci sono ombre troppo
nette nè luci bruciate, e i colori risaltano al meglio, se
elaborate la foto nel medo giusto (solitamente è necessario
scaldare un pò i colori e aumentare il contrasto per
ottenere i risultati migliori da un soggetto fotografato in
ombra).
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