|
Tramonto
dal Monte Bue (22 Novembre 2006)
|

|
| Canon
EOS 20D, Sigma 12-24mm f/4.5-5.6 EX DG HSM, 1/5
f/22, iso 100, treppiede. Mt. Bue, Italia. |
L'alta Val Nure, nell'Appennino
Piacentino, offre molti spunti fotografici, dalla macro ai
paesaggi. Poche settimane fa ho fatto un'escursione di due
giorni con un paio di amici, con l'obbiettivo di fotografare
il tramonto e l'alba dal Monte Bue. Mercoledì mattina, ci
siamo incontrati davanti all'Albergo Lago Nero (15 km da
Ferriere, sulla Provinciale 654) e abbiamo iniziato la
nostra escursione nei boschi seguendo il sentiero 005, che
porta dall'albergo al Lago Nero e quindi alla "Fontana
Gelata", un sorgente freschissima e potabile. Dopo una
breve pausa, abbiamo preso il ripido sentiero 007, che ci ha
portato sulla vetta del Monte Bue (1771 metri) dopo un'ora
di cammino. La vetta ha un aspetto abbastanza insolito,
quasi inquentante, per la presenza delle rovine di una
funivia e di un albergo, costruito qui negli anni sessanta e
presto abbandonato. E' un posto molto panoramico: c'è una
vista a 360 gradi sul paesaggi e in alcune giornate
particolarmente limpide si più vedere addirittura il Mar
Ligure.
Quando siamo arrivati sulla
vette, eravamo nelle ore centrali del giorno, quindi non
c'era ancora la luce adatta per la fotografia di paesaggio.
Mentre aspettavamo il tramonto, Luca mi ha prestato la sua
Canon 5D così ho avuto modo di fare qualche scatto col mio
Sigma 12-24 su fullframe, dove quest'obiettivo dà il meglio
di sè (l'ho comprato proprio pensando al fullframe - prima
o poi prenderò una reflex FF per i paesaggi...). Questo
obiettivo non è nitido come i migliori Canon serie L, ma è
comunque abbastanza buono, e ha un angolo di campo
spettacolare e impareggiato su una reflex FF! Devo dire che,
dopo averlo usato sulla 5D, mi piange il cuore ogni volta
che lo monto sulla mia 20 ;-)
Alle 5 del pomeriggio, la luce
cominciò a migliorare e alcune nuvole resero il cielo
ancora più interessante. Ho composto la foto con
attenzione, puntando l'obiettivo direttamente verso il sole
- amo includere il sole nelle mie foto paesaggistiche. Ho
chiuso il diaframma a f/22, anche se la profondità di campo
sarebbe stata sufficente già a f/11 o f/8: i diaframmi più
chiusi riducono il rischio di flare e tendono a creare un
effetto "sole a raggera", in particolare con i
grandangolari.
|

|
| Durante
la notte, abbiamo cercato di accendere un
piccolo fuoco, con poco successo. |
|
Non consiglio di usare
sempre diaframmi così chiusi, dato che c'è una
leggera perdita di nitidezza dovuta alla
diffrazione, ma in alcune situazioni chiudere a f/22
è veramente d'aiuto. Ovviamente, la foto è
un'esposizione combinata - con la fotocamera montata
sul treppiede, ho scattato una foto esposta per il
cielo e una (con composizione identica) per la
terra, quindi ho unito le due esposizioni per creare
una singola foto con un'ampia gamma dinamica. Questa
è una tecnica relativamente facile ma molto spesso
non viene eseguita correttamente: uno degli errori
più comuni è usare un pennello di piccole
dimensioni per unire le due esposizioni, cercando di
seguire la linea dell'orizzonte; il risultato ha un
aspetto molto artificioso. Per ottenere buoni
risultati, dovete utilizzare un pennello di ampie
dimensioni - cioè dai 500 ai 1500 o anche 2000
pixel - con durezza minima, per creare una
transizione graduale tra le due esposizioni.
Dopo il tramonto, abbiamo scattato alcune foto in
notturna di Santo Stefano D'Aveto e degli altri
piccoli paesi che si vedono dalla
|
|
vetta del Bue, e quindi siamo scesi al bivacco
Rossetti, camminando per un'ora alla luce della
Luna.
|
Il bivacco è una bella
struttura in legno, non gestita, sempre aperta per chiunque.
Ci sono quattro letti, anche se c'è spazio per una dozzina
di persone, a patto di portare in sacco a pelo (in verità,
bisognerebbe usare il sacco a pelo anche se si dorme sui
letti, che sono abbastanza impolverati). La temperatura era
abbastanza fredda così abbiamo cercato di accendere un
piccolo fuoco, senza molto successo...avevamo solo legno
umido e il fuoco non è durato a lungo.
Il mattino seguento, ci siamo
alzati ben prima dell'alba, e in meno di un'ora siamo
tornati sulla vetta del Mt. Bue. L'alba non è stata così
spettacolare come il tramonto, ma comunque una bella visione
- anche se c'era un forte vento e la temperatura era così
rigida che era difficile concentrarsi sulla fotografia...è
impressionante quando il vento possa abbassare la
temperatura!
Alle 8 del mattino, ci siamo
incamminati sulla via del ritorno (abbiamo scelto di seguire
lo stesso percorso del giorno precedente, ma ci sono diverse
varianti). I miei compagni d'avventura erano un pò stanchi
(non è un'escursione particolaermente difficultosa, però
serve un pò di allenamento, e bisogna abituarsi a dormire
in bivacco) ma dopo poche ore eravamo già arrivati alle
auto.
|