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Scozia


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Scozia, testo e foto by . Pubblicato il .




E' Matteo a lanciare l'idea nel mese di aprile. Una meta, la Scozia, che è stata a lungo nei miei pigri pensieri, diventerà l'obiettivo dell'estate. Inizialmente, sull'onda dell'entusiasmo, decidiamo di organizzarci per un viaggio in camper. Da Bergamo alle Orcadi e ritorno in due settimane. Dopo le prime verifiche, ci appare però già chiaro che i costi del noleggio e il tempo a disposizione non ci permettono di portare avanti tale soluzione. Quindi prendiamo in considerazione il viaggio aereo ed il noleggio di un'automobile. Ma, sempre per una questione di budget limitato, troviamo adatto al nostro scopo solo un volo su Manchester. A conti fatti ci vorrà almeno un giorno intero per arrivare ad Edimburgo. Così, Matteo propone la soluzione definitiva : partiremo da qua in auto. Complessivamente utilizzereo due giorni in più di viaggio ma le due settimane ci costeranno meno. E poi, la sua Passat con navigatore satellitare e cruise control, promette un viaggio comodo e sicuro.

I mesi fino al momento della partenza scorrono veloci mentre organizziamo le tappe del viaggio che, a causa del poco tempo a disposizione, devono essere predefinite e concordate prima della partenza : due giorni ad Edimburgo, poi rotta verso nord passando per Inverness arrivando in due giorni a Thurso percorrendo la costa est, dove ci imbarcheremo per le isole Orcadi. Due giorni sull'isola principale e poi il ritorno nelle Highlands lungo la strada della costa ovest fino ad Ullapool. Quindi ritorno verso Glasgow, passando per Loch Ness e Glencoe. Per l'isola di Skye non c'è tempo : sarà meta attraente per un prossimo viaggio.
Prenotiamo i B&B solo ad Edimburgo (Blackburn, a circa 40 km da Edimburgo) ed alle Orcadi : gli altri li prenoteremo man mano ai Touriste Information Centre sparsi un po' ovunque. Ovviamente prenotiamo il traghetto della Manica (è più economico del tunnel e poi speriamo di fare qualche bella foto), l'albergo a Calais ed il traghetto per le Orcadi da Gill's Bay a St. Magaret Hope (il più economico).
Prevedendo alcune escursioni naturalistiche sulle scogliere e non avendo un tele decente nel corredo, decido di acquistare il nuovo uscito di casa Sigma, il 150-500 f5-6.3 OS. Rispetto all'EF 75-300 Mk I sarà comunque anni luce avanti. Lo acquisto a fine Giugno, ma dopo un mese non è ancora arrivato in negozio. Il negoziante, vedendomi disperato, mi presta per il viaggio un EF 200 mm f2.8 L II. Dovrò cercarmi però un teleconverter direttamente in Scozia. Gli abbino al volo un EF 18-55 f4.5-5.6 IS e questi, uniti alla 30D, saranno il mio corredo per la vacanza.




Sabato 2 Agosto si parte. Siamo in quattro : io e Pin, Teo e Fra. In un giorno siamo a Calais, il viaggio è scorrevole ma comunque estenuante perché solo io e Teo guidiamo (?le donne !). Abbiamo il tempo di fare due passi sulla spiaggia prima di cena : con la bassa marea è lunghissima ed ancora bagnata. Ci infradiciamo i piedi, ma ne valeva la pena : la spiaggia è deserta ed il tramonto ventoso e limpido è suggestivo. Noto con piacere che, nonostante la sua economicità, il 18-55 IS è ottimo per le foto a mano libera in condizioni di scarsa luce.

Il giorni dopo traghettiamo la Manica in un'atmosfera che stimola partite di briscola e caffè bollente : scende la classica pioggerellina fine e nebbiosa che gli inglesi chiamano ?driesling'. Il sole è in vacanza pure lui, ma probabilmente ai Caraibi. Immortalerò le bianche scogliere di Dover al ritorno. Nel pomeriggio varchiamo il confine tra Inghilterra e Scozia. Pur dall'autostrada, i panorami sono splendidi : colline verdi di prati e abeti e viola di erica (ecco perché il classico tessuto a quadri scozzese ha solitamente quei colori), distese di epilobio color magenta e pure un animale che potrebbe essere un capriolo o un cerbiatto. Non c'è che dire : promette bene. A sera siamo a Blackburn e, grazie al navigatore, troviamo imediatamente anche l'accoglientissimo B&B. Il mattino dopo, ecco la tanto attesa colazione scozzese. Ovviamente proviamo tutto : tè, caffè, toast con burro e marmellata, porridge, uovo fritto, bacon, salsicce, pomodoro al forno, funghi e ? l'haggis, il piatto nazionale scozzese, un insaccato macinato di riso bollito e interiora di pecora. Mmmmhhh?haggis?dice tutto il fatto che per colazione gli avrei di sicuro preferito il piatto tipico bergamasco : polenta e coniglio. Per il resto, dopo aver passato la mattina in fase digestiva, non avremo più fame fino a sera. E' così che possiamo permetterci di dedicare tutto il tempo alla visita di Edimburgo. Ha un centro città caratteristico e non troppo grande, visitabile a piedi e, durante il mese di agosto, pieno di gente ed artisti da strada, per via dei festival che durano all'incirca tutto il mese. E' dunque questo un ottimo periodo per la fotografia cittadina, tempo permettendo. Visitiamo il castello innanzitutto, che ci prende tutta la mattina e dal quale si gode un'ottima vista sulla città, poi i giardini di Princes Street e la Città Nuova. Il tempo è clemente, un po' di sole e un po' nuvoloso, con temperature dai 18 ai 22 °C. La ricerca di un teleconverter però non dà frutti, nemmeno da Jessop's. Pazienza. Il giorno dopo è ancora dedicato ad Edinburgo, alla National Gallery che contiene notevoli opere di pittori del calibro di Caravaggio, Raffaello, ecc.., alla Città Vecchia ed ai pub di Grass Market. Altri momumenti e scorci cittadini meriterebbero qualche giorno ancora, ma il richiamo delle Highlands è irresistibile ed il giorno seguente partiamo per il nord. Una breve visita a Stirling, con un tempo da lupi mannari, ci regala comunque la Scozia ?così come te l'aspetti', piovosa e un po' tetra ed alla sera siamo sullo strafamoso Loch Ness, in uno stupendo B&B nell'impronunciabile paesino di Drumnadrochit. Il lago più famoso della Scozia è tuttavia un posto troppo turistico, trafficato e molto simile ai laghi lombardi a cui siamo abituati. Per noi non è in effetti una gran novità paesaggistica. Siamo contenti di avervi pianificato solo una tappa di trasferimento.




L'indomani siamo già in viaggio verso le Northern Highlands, lungo la costa orientale ed il paesaggio diventa decisamente più selvaggio e spoglio, sia di turismo che di alberi : a destra il mare bordato di grezze spiagge e scogliere battute dal vento, a sinistra la brughiera. Giungiamo così nella zona più settentrionale della Scozia, isole escluse e dedichiamo il pomeriggio alla prima escursione lungo le scogliere : Duncansby Head. Il luogo è bellissimo : immensi prati ondulati cadono all'improvviso verso il mare, dal quale alcune foche grigie ci osservano incuriosite seguendoci con lo sguardo. Desidero fortemente un 500 mm che non ho ed il 200 mm è decisamente troppo corto. Più avanti è possibile scendere su una spiaggia di enormi massi, sul cui sfondo troneggiano delle torri triangolari di roccia che spuntano come iceberg dal mare. Sono il regno di numerose specie di uccelli anche se, purtroppo, agosto è il mese estivo in cui l'avifauna è meno varia e numerosa. Rimaniamo fin verso le quattro del pomeriggio, la luce assume presto dei toni più caldi e scateno in pochi minuti una raffica di scatti panoramici che mi soddisfa per tutta la giornata. La sera dormiamo a Thurso e l'indomani traghettiamo sulle onde del Pentland Firth, uno degli stretti di mare più turbolenti d'Europa, diretti verso le Orcadi. Fortunatamente la giornata è si ventosa, ma non burrascosa e giungiamo con gli stomaci indenni a Ronaldsay, piccola isoletta che subito visitiamo, impregnandoci rapidamente del paesaggio spoglio e ventoso di queste isole, fatto di prati di torba ed erica, pecore, mucche e scogliere. Risaliamo quindi lungo gli sbarramenti viabili che uniscono una serie di isolette fino a Mainland, l'isola principale. Il nostro B&B si trova dalla parte opposta dell'isola e nel trasferimento, grazie al tempo discreto, ci possiamo fermare ad ammirare Ring of Brodgar, un cerchio di monoliti eretto circa 40004500 anni fa nella brughiera dai mille colori. Ci siamo solo noi ed un fotografo evidentemente professionista che sta piazzando flash un po' ovunque per un servizio fotografico. Il luogo è molto suggestivo, peccato non sia ancora il tramonto. Ma ecco, dopo pochi minuti e qualche scatto, tre pullman di turisti invadono l'area ed il paradiso è finito. Ma in fondo mi consolo nel vedere che anche lui ha incrociato le braccia.Come speravamo, il B&B è a cinque minuti a piedi da, manco a dirlo, delle scogliere orientate verso l'Atlantico e dalle quali, finalmente, ci godiamo il primo tramonto scozzese in perfetta solitudine.

I due giorni seguenti visitiamo tutta l'isola, vivendo appieno il clima ?temprante' delle Orcadi : tra vento, pioggia e temperature al di sotto dei 10 °C, facciamo nostre le scogliere di Yesnaby, ci immegiamo nelle feste ?paesane' delle cittadine di Stromness e Kirkwall, assaggiamo l'assaggiabile alla distilleria Highland Park e, durante il trekking di Mull Head/Deerness, ci perdiamo nella brughiera sprofondando nella torba in totale solitudine. Ma grazie al baule capiente siamo attrezzatissimi di protezione e ricambi. Rimpiango solo di non avere un'attrezzatura fotografica resistente all'acqua, ma da sotto il mio poncho impermeabile riesco comunque a piazzare qualche scatto.




Il giorno dopo, di buon mattino, salutiamo le Orcadi, paradiso della solitudine e rientriamo nella Scozia ?continentale' che percorriamo stavolta lungo la meravigliosa costa atlantica, fatta di spiagge sabbiose, fiordi, colline, foreste e brughiera. C'è solo un problema, di cui eravamo stati avvertiti : i midge. Terribili moscerini che ti aggrediscono in massa non appena ti avventuri anche solo di un passo nell'erba e che ti rimandano indietro dopo pochi secondi irrimediabilmente segnato da decine di punture dure a morire e fastidiosissime. Sembra che solo un tipo di crema di bellezza venduto da queste parti sia efficace contro i mostri. Noi non lo compreremo, ma dopo l'esperienza fatta, lo consiglio vivissimamente. Purtroppo siamo in ritardo per il programmato trekking fino alla promettente spiaggia di Sandwood Bay e quindi, senza fermarci proseguiamo per tutta la giornata fino alla prossima meta : Lochinver. Un ultimo tratto di strada veramente difficile, monocorsia e tutta curve e dossi ci porta finalmente a destinazione, nel luogo più rilassante ed ameno della nostra vacanza.




Che dire : il miglior B&B mai visto, tra colline di rocce, piccoli laghetti ed erica, con vista mare. Le pecore sostano in mezzo alla strada e passa un'auto ogni quarto d'ora. I tre giorni dedicati a questo luogo dove gli umani problemi sembrano uno sbiadito ricordo, trascorrono purtroppo rapidi ma baciati dal sole. E' d'uopo sfogare quindi il nostro desiderio di spazi liberi con ben due escursioni. La prima ad uno dei tanti monoliti di roccia staccatisi dalle scogliere a causa dell'erosione e comunemente chiamati ?Old Man' : Old Man of Stoer. La seconda ad un piccolo e grazioso monte situato nell'interno, lo Stac Pollaidth, che raggiungiamo in circa un'oretta di cammino e dal quale godiamo una magnifica vista su altri monti vicini, separati tra loro da ampie praterie e laghi, in un paesaggio tipico delle Highlands. Un grandangolare spinto sarebbe veramente appropriato per cogliere appieno la vastità e l'asprezza di questi luoghi anche se, a causa dei midge, non è sempre possibile scegliere in totale libertà il luogo da dove scattare una fotografia. Il terzo giorno è dedicato alle foche : abbiamo scoperto che, su un fiordo un po' più a nord, organizzano viaggi in battello per vedere le foche che prendono il sole. Detto, fatto. Raggiungiamo in auto Kylesku e risaliamo poi Loch Glencoul in battello fino ad una serie di isolette dove decine di foche stanno pacificamente spaparanzate al sole, solo leggermente incuriosite da uno spettacolo, quello dei turisti, che probabilmente è diventato per loro ormai parte dell'ambiente circostante. Anche qui rimpiango il 500 mm che mi avrebbe permesso dei primi piani. Scatto sia con il 200 mm che con il 75-300. Mi renderò conto solo più avanti, durante le elaborazioni, che il 75-300, per quel che vale, avrei potuto anche lasciarlo a casa. La sera, rientrati al B&B, il nostro ospite ci informa che durante il giorno, nel tratto di mare prospicente l'alloggio, sono transitate orche e delfini comodamente visibili dalla spiaggia : era proprio la giornata dei mammiferi marini.




Ahimè, la vacanza è agli sgoccioli e, con un po' di tristezza, ci avviamo al ritorno rinunciando ad Ullapool e visitando velocemente durante il traggitto a ritroso : Loch Ness, Glencoe (meravigliosa, vale un paio di giorni di tempo), Rannoch Moor. La salita al Ben Nevis, la montagna più alta del Regno Unito, sarà per un'altra volta. Arriviamo a Glasgow, di cui visitiamo il centro in serata. La città è illuminata con lampioni blu e gialli che, unitamente alle strade bagnate da un recente piovasco, le donano un'atmosfera notturna particolare. Il 18-55 IS anche qui risulta molto efficiente. Lasciamo la Scozia e stavolta il traffico non è per niente scorrevole. Impiegiamo 12 ore per arrivare a Dover. Il giorno dopo ritraghettiamo la Manica sempre nella foschia e decidiamo di spezzare ulteriormente il viaggio fermandoci a pernottare nella Selva Nera, in una accogliente pensioncina con annesso ristorante, dove i proprietari sono due vecchietti che parlano solo tedesco. Ma la loro gentilezza è tale che ci spieghiamo a gesti senza problemi e la sera ci dedichiamo ad un meritato stinco al forno con patate che chiude in bellezza un viaggio stupendo.

La Scozia è un paese estremamente vario, con panorami molto suggestivi, sia urbani che di montagna e di mare, una natura decisamente più selvaggia che da noi dove, nelle giuste stagioni, è possibile incontrare tantissime specie di uccelli, mammiferi di terra e di mare. Occorrono però tempo e pazienza ed essere ben equipaggiati per il freddo, il vento e la pioggia. Per tuffarsi in mare occorre la muta. I B&B sono straordinariamente accoglienti. Ho perso circa 100 sterline, dimenticandole nel B&B di Blackburn. Al mio rientro in Italia, ho trovato due mail del gestore che mi chiedeva insistentemente come fare per ridarmeli indietro. Fantastico. Tutto questo a solo 1200 € a testa però, se avete solo due settimane di tempo, andateci in aereo.



Carlo Venturati è un ingegnere elettronico bergamasco, appassionato di montagna in vari suoi aspetti. Ha praticato per anni alpinismo su roccia e ghiaccio in tutto l'arco alpino e pratica tuttora lo scialpinismo d'inverno e l'escursionismo d'estate, principalmente nella catena delle Orobie. Da tempo fotografa in montagna, inizialmente in modo saltuario con una vecchia Super Ikonta del '51 lasciatagli in eredità dal padre a sua volta scialpinista e fotografo, poi passando a Minolta ed infine approdando al digitale, prima in modo soft con una FZ30 e poi, stimolato dal JuzaForum, passando a DSLR Canon e scoprendo così nuove e coinvolgenti possibilità espressive. Il suo obiettivo attuale è coniugare, per quanto possibile, queste due passioni, fotografia e montagna, che non sempre hanno mete così semplicemente sovrapponibili, spaziando dalla flora alla fauna, dalle basse colline alle vette glaciali.



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